
Filippo Pannelli, presidente dell’associazione Marche Terre Libere
Gianni Pierini non lascia, anzi raddoppia. Dopo il vespaio di polemiche sollevato dall’organizzazione, al Liceo Leopardi di Recanati, di un’iniziativa sulla guerra in Ucraina invitando ad intervenire in via telematica i reporter filorussi Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso, il 19enne studente sarà tra i relatori dell’incontro “Italia sotto bavaglio. Scuola, cultura e nuova censura politica”, organizzato dall’associazione Marche Terre Libere per martedì sera alle 21 all’ auditorium Centro mondiale della poesia, evento che avrà tra gli ospiti “a distanza” nuovamente Lucidi (arrestato e poi rilasciato la scorsa settimana mentre si trovava a Istanbul per indagare sulle prigioni di isolamento turche) e Lorusso.
Con loro ci sarà anche Angelo D’Orsi, saggista e storico nonché candidato alle Europee 2024 con la lista di Michele Santoro Pace Terra Dignità, anch’egli salito alla ribalta per le sue posizioni vicine alla Russia (qualche giorno fa aveva definito l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri Kaja Kallas “un’erede biologica dei nazisti”), Francesco Toscano, giornalista e direttore di Visione TV oltre ad essere stato candidato presidente della Regione Calabria in quota Democrazia Sovrana Popolare, e l’insegnante e coordinatrice provinciale di Democrazia Sovrana e Popolare Laura Cardarelli.
«Abbiamo deciso di organizzare un incontro, perché proprio nelle Marche, in un liceo, in una scuola che dovrebbe essere espressione autonoma della sua comunità educante, abbiamo visto trasformare un normale momento di approfondimento in un caso politico nazionale – spiega Filippo Pannelli, presidente dell’associazione culturale Marche Terre Libere e vicecommissario provinciale di Fermo di quella Democrazia Sovrana e Popolare che aveva preso posizione con più forza in difesa dell’assemblea al Leopardi – sono le motivazioni al cuore dell’iniziativa di martedì. Sarà un dialogo a più voci e si discuterà di tre nodi strettamente collegati: la libertà di insegnamento e l’autonomia delle scuole; il ruolo della cultura e del pensiero critico in tempo di guerra; le nuove forme di censura mediatica e finanziaria che colpiscono le voci dissenzienti».
Sul tema è tornato anche lo studente 19enne, che ribadisce che «l’iniziativa al liceo era autorizzata. Difendo il principio del confronto tra opinioni diverse».
«Incontro coi giornalisti filorussi: hanno partecipato pochi studenti e nessuna propaganda di parte»
«Incontro coi reporter filorussi al liceo classico di Recanati» Interrogazione al ministro Valditara
Ukraina libera sempre... è
Viva la libertà ed i partigiani ucraini
Un pò di vergogna no? -- I missili ipersonici (vanno ad oltre 7000 km/h ) al confine con l'europa di quel malato di potere di Putler non li voglio . 2.5 miliardi solamente , sono pochi per lenire i russi. sono soldi spedì bene ! La diplomazia non ha mai funzionato quando uno dei contendenti in guerra schiaccia l'altro. Slava Ukraini
Ti stimo e ti incoraggio
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Occhio che non portino ombrelli con la punta radioattiva! (scherzo eh, nessuno si faccia prendere dal panico)
…”Quando comincia una guerra, la prima vittima è sempre la verità, quando la guerra finisce, le bugie dei vinti sono smascherate, quelle dei vincitori diventano storia!” ARRIGO PETACCO
…chi scriverà la ‘storia’!!? gv
Il Filomissile filorusso sia filomaledetto!
La verità nella Storia è quella che desiderava il popolo che vede sotterrare tutto ciò che gli ha portato lutti, fame, sofferenze di ogni tipo e chi vorrebbe cambiarla è purtroppo nato troppo tardi per non aver assaporato la carezza di chi per troppi anni ha dovuto subire. Finirà sempre così, chi ha sbagliato prima o poi potrebbe anche essere linciato.
La vera libertà è autonoma, è la capacità di agire, creare, curare, apprendere, abitare, guarire con le proprie forze e con strumenti accessibili e controllabili da tutti;
è non delegata, non passa attraverso esperti, istituzioni totalizzanti (scuola obbligatoria, medicina industrializzata, trasporti ad alta intensità energetica, ecc.) o merci che tolgono potere alle persone (come gli ombrelli radioattivi ad esempio…).
“Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d’uno solo, quest’uno sa di essere uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano solo a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà.”
(da “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello)
Toh, ho fatto un commento “filoassolutistamonarchico”.
L’ombrelloni servono per i shahed. La tossina dell’arboreo tricolore originario dell’Ecuador, appartenente alla famiglia delle rane freccia avvelenate, si chiama epibatidina. Gli stessi ricercatori russi che hanno studiato l’epibatidina sono anche collegati allo sviluppo del Novichok.
Gli assassini di Navalny hanno scelto l’epibatidina perché è più facile e sicura da maneggiare, oltre ad essere un “metodo di uccisione più affidabile” rispetto al Novichok.
Il Novichok, concepito come arma di distruzione di massa per la guerra, è difficile da utilizzare per un omicidio individuale. Se il dosaggio è troppo elevato, si rischiano molti “avvelenamenti collaterali”. Se il dosaggio è troppo basso, la persona bersaglio potrebbe essere salvata, come è successo a Navalny nel 2020.
L’epibatidina ha un effetto simile al Novichok, in quanto provoca la morte per soffocamento della vittima a causa della paralisi dei muscoli respiratori, ed è più adatta all’“eliminazione individuale” di un avversario. Tuttavia, per essere letale, l’epibatidina non deve essere somministrata solo attraverso la pelle, come è sufficiente nel caso del Novichok, ma deve essere mescolata ad esempio al cibo o a una bevanda.
Il famoso critico di Putin, lo scrittore Dmitrij Bykov, era collassato su un volo da Ekaterinburg a Ufa con gli stessi sintomi che si sono poi manifestati in Navalny: sudorazione, nausea, difficoltà respiratoria, sensazione di morte imminente. Nel caso di Bykov, probabilmente si trattava di una maglietta.
I ricercatori del progetto Bellingcat hanno ricostruito, sulla base dei dati dei passeggeri e delle comunicazioni telefoniche, chi era vicino a Navalny e quando, scoprendo una rete di agenti e chimici dell’FSB che seguivano il politico dal 2017 ed erano presenti anche in altri misteriosi casi di emergenza medica. Una squadra della morte. Durante il suo soggiorno in Germania, Navalny stesso ha scoperto, grazie a una telefonata fatta con un’identità falsa, che il veleno gli era stato spalmato nelle mutande.
Con questi filorussi in giro è meglio lavare spesso le mutande.
Gli ombrelloni servono per i Shahed
Sulla spiaggia di Odessa, o forse più in là,
dove il mare è ancora blu per abitudine,
hanno piantato gli ombrelloni a file ordinate,
rossi, a righe, come l’anno scorso, come mai.
La zia Ljudmila sistema la sdraio,
il nipote scalzo rincorre un granchio storto,
e ogni tanto qualcuno guarda in su,
non il cielo, ma un punto un po’ più in basso del sole.
Dicono che il rumore somigli a un motorino
che non parte, che tossisce in cortile lontano.
Allora aprono l’ombrellone un po’ di più,
lo inclinano, come per farsi ombra dal rumore.
Non serve a niente, lo sanno, è solo un gesto,
un modo di dire: «Sto ancora qui, sdraiato».
E quando il motore tace d’improvviso
restano fermi, col fiato tenuto dentro il costume.
La guerra è lontana trecento chilometri,
eppure arriva col vento, coi peperoni sul tavolo,
e gli ombrelloni – poveri, di tela scolorita –
servono per i Shahed, sì, servono anche per quello.