Chirurgia tiroidea a Civitanova:
«In questi 17 mesi numeri confortanti»

SANITA' - Il direttore del reparto di Chirurgia generale, Stefano De Luca: «Dall'inizio dell'attività sono stati eseguiti 144 interventi. La percentuale di complicanze totali, 5-6%, si attesta entro i parametri attesi. Dato particolarmente significativo: nessun caso di lesione permanente al nervo laringeo ricorrente»

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De Luca-chirurgia Civitanova (2)

Stefano De Luca

Chirurgia tiroidea a Civitanova: avviata dal novembre del 2024 in città, l’Ast fa il punto: «I numeri sono confortanti e, soprattutto, omogenei con gli standard internazionali – spiega Stefano De Luca, direttore del reparto di Chirurgia generale di Civitanova – dall’inizio dell’attività sono stati eseguiti 144 interventi. Una casistica che garantisce una familiarità con la procedura indispensabile per affinare il training tecnico e migliorare la sicurezza del paziente.

La percentuale di complicanze totali, pari al 5-6%, si attesta entro i parametri attesi. Dato particolarmente significativo: nessun caso di lesione permanente al nervo laringeo ricorrente, la struttura responsabile del movimento delle corde vocali, tra le più delicate dell’area cervicale».

Dal novembre 2024 l’Ast ha attivato un’equipe multidisciplinare e policentrica dedicata alla chirurgia tiroidea, con l’obiettivo dichiarato di offrire risposte qualificate ai propri pazienti senza costringerli a cercare cure altrove. Ad affiancare Stefano De Luca i medici Alen Federici per la chirurgia generale e Michele Tulli per l’otorinolaringoiatria, reparto diretto da Cesare Carlucci e unica sede in tutta l’Ast. L’equipe si completa con il gruppo di Camerino, guidato da Guglielmo Miconi, e in prospettiva con la Chirurgia Generale di Macerata di Walter Siquini. A chiudere il percorso diagnostico-terapeutico è la Medicina Nucleare di Macerata, diretta da Francesca Capoccetti. La filosofia che orienta il lavoro dell’equipe è chiara: la qualità nasce dal sistema e non dal singolo.

«Continuità del gruppo, condivisione delle decisioni cliniche e standardizzazione delle procedure – aggiunge De Luca – sono i pilastri di un modello che punta a ridurre la variabilità e a migliorare gli esiti. A supportare questo approccio ci sono anche le tecnologie: il neuro monitoraggio intraoperatorio del nervo ricorrente consente una condotta chirurgica più precisa, riducendo il rischio di danni alle strutture adiacenti. La chirurgia della tiroide, del resto, ha percorso una strada lunghissima: da pratica temuta e ad alto rischio, è diventata una procedura sicura e standardizzata». A breve l’Ast di Macerata organizzerà un evento pubblico per il mese della prevenzione, con visite cliniche gratuite e accertamenti ecografici.

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