«Il candidato non si decide a Roma»
L’aut aut di Vince Civitanova
IL POST CIARAPICA - La lista di Fausto Troiani pone un veto su decisioni calate dall'alto senza l'accordo con le civiche. «Se così non fosse, visto che alcuni accordi sono già saltati, ogni gruppo potrà sentirsi in diritto di fare le proprie scelte»

Fausto Troiani
«Il nome del prossimo candidato sindaco non dovrà essere scelto nei tavoli nazionali o regionali ma in un tavolo civitanovese dove il nome dovrà essere condiviso anche dai “civici” che hanno già una storia elettorale e un elettorato stabile e fidelizzato».
Eccolo l’aut aut di Vince Civitanova che, con Forza Italia in fibrillazione atriale dopo lo sbandamento di Ciarapica per Vannacci, guarda già oltre e dopo Ciarapica e pensa al prossimo quinquennio. Ed è gara in città a chi “terrà il pallino”, per usare una metafora mutuata dalle bocce, e spinge per determinare il ritmo di gioco della prossima tornata elettorale.
Vince Civitanova, pur con Troiani destituito da presidente del consiglio vuole fare la parte del leone e non è escluso un patto con l’altra civica, Civitanova unica, controllata da Ottavio Brini che, alle scorse elezioni comunali in due presero quasi il 20%. Tuttavia 5 anni fa sono un’era geologica in politica, ma il senso delle parole di Vince Civitanova è chiaro: Fratelli d’Italia o Forza Italia non potranno imporre il candidato sindaco senza un confronto diretto con le civiche.
«Siamo convinti che per onorare la nostra storia e per rispettare il nostro elettorato, Vince Civitanova rimarrà nell’alveo del centrodestra anche nella prossima tornata elettorale comunale, ma siamo altresì convinti che il nome del candidato sindaco non dovrà uscire dalle segrete stanze dei partiti nazionali ma da condivisioni civitanovesi, con pari dignità, tra tutti coloro che dovranno contribuire alla sua elezione, dicasi non senza quelle liste civiche che contano circa il 20% dell’elettorato del centrodestra civitanovese. È presto parlare delle prossime elezioni comunali e di un eventuale “blocco civico”, ma non è presto per affermare con decisione che la scelta sul nome del prossimo candidato sindaco non dovrà essere presa nei tavoli nazionali o regionali ma in un tavolo civitanovese dove il nome dovrà essere condiviso anche dai “civici” che hanno già una storia elettorale e un elettorato stabile e fidelizzato. Se così non fosse, visto che alcuni accordi sono già saltati, ogni gruppo potrà sentirsi in diritto di fare le proprie scelte. Quello che ci interessa di più, a noi di Vince Civitanova, è lavorare per il bene della città anche a dispetto delle nostre posizioni personali e lo abbiamo già abbondantemente dimostrato».
(l. b.)
Anche Vince Civitanova con Vannacci? Che significa che rimarrà nell’alveo del centro destra? Che sicuramente non passerà nell’alveo del centro sinistra? Mah.. E poi FdI , sempre che non farà la fine dei filistei sa già su chi puntare e non ci sarà certo bisogno di chiedere a Roma o ad Ancona e certamente non a Vince o a quell’altro che ancora, dopo cent’anni ancora circola dietro le quinte in cerca sempre di qualcosa da portare a casa… Comunque l’unico personaggio di interesse a Civitanova è proprio lui, quello che meno interessa e del cui futuro sembrano tutti preoccuparsi ma solo se riesce a beccare qualcosa. Si capisce che sto parlando di Mani di Forbice che nonostante pare che gli sia venuto il Morbo di De Quervain ,una tenosinovite stenosante al pollice e al polso, dovuto a movimenti ripetitivi come tagliare in continuazione nastri e a volte con l’aggravante che non ti sia servito a niente, ancora taglia. Ebbene. la notizia che abbia fatto di nuovo il salto della gazza che si differisce da quello della quaglia per maggiore perspicacia, non si può confinare ad un semplice fatto di costume, il suo, almeno fino a che non sentiamo il suo padrino battesimale che lo ha portato in Forza Italia: il famoso assessore maceratese Riccardo Sacchi. Va vè che l’amici ingazzati adè come li fascioli: parla de rète ma anche de musu.