
Il dibattito sull’intelligenza artificiale e la professione forense
«L’intelligenza artificiale sta riscrivendo il futuro delle professioni legali». È da questa constatazione che Carlo Gagliardi, managing partner di Deloitte Legal North & South Europe e laureato dell’Università di Macerata, ha avviato il confronto ospitato dal Dipartimento di Giurisprudenza.
La presenza di un alumno dell’ateneo oggi in una posizione di vertice nel panorama legale internazionale, ha reso l’incontro un’occasione di dialogo tra formazione universitaria e mondo delle professioni. In sala, un pubblico di studenti, avvocati e allievi della scuola forense.

Ad aprire i lavori è stata la direttrice del Dipartimento, Claudia Cesari, che ha sottolineato il ruolo dell’iniziativa all’interno di un percorso più ampio di confronto con il mondo professionale. I delegati al Placement, Laura Marchegiani e Roberto Acquaroli, hanno evidenziato l’importanza di costruire fin dall’università competenze trasversali e una visione consapevole del proprio futuro.
Al centro dell’intervento di Gagliardi, la crisi del cosiddetto “Grand Bargain”, il modello tradizionale fondato sull’intermediazione della conoscenza specialistica, oggi messo in discussione dalla crescente accessibilità delle informazioni giuridiche grazie all’intelligenza artificiale. «Un cambiamento che – ha spiegato -, non è solo tecnologico ma strutturale, destinato a ridefinire tempi, modalità e organizzazione del lavoro legale».
Al dibattito hanno partecipato anche Maria Cristina Ottavianoni, presidente della Fondazione forense maceratese, e di Paolo Parisella, presidente dell’Ordine degli avvocati di Macerata, che hanno sottolineato come anche il contesto locale sia chiamato a confrontarsi con queste trasformazioni, cogliendo le opportunità offerte dall’innovazione».
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