L’appello per le api in Consiglio
«Cambiamenti climatici e pesticidi:
la produzione di miele cala del 70%»
MACERATA - Approvata nella scorsa seduta la proposta di tutela del settore che è di particolare importanza per le Marche, sia per i riflessi economici che ambientali. La riflessione dei consiglieri Garbati, Cherubini e Cicarè
Si è discusso anche di api nella scorsa seduta del Consiglio comunale a Macerata. E’ questa infatti la tematica che i consiglieri Elisabetta Garbati di Macerata Rinnova, Roberto Cherubini del Movimento 5 Stelle ed Alberto Cicarè di Strada Comune – Potere al Popolo vogliono proporre all’attenzione dei cittadini, prendendo spunto dall’ordine del giorno presentato dalla Garbati nell’ultimo Consiglio. «Le Marche – osservano i consiglieri appena citati – con oltre 72.000 alveari e con più di 3000 apicoltori si classificano tra le prime regioni in Italia per l’apicoltura, con una stima di produzione di miele che si attesta intorno alle 2000 tonnellate l’anno: una regione premiata sui mercati nazionali e internazionali, che si distingue per un’altissima qualità delle produzioni. Il miele di acacia è tra i più pregiati prodotti in regione, ma è quello che nel 2023 secondo gli esperti del settore non si riuscirà a raccogliere a sufficienza per sopperire alle richieste del mercato».

Elisabetta Garbati
L’analisi di Elisabetta Garbati: «Negli ultimi anni si sta diffondendo un segnale di allarme nel settore dell’apicoltura, poiché la raccolta del miele diventa sempre più complicata e difficile e quest’anno nel nostro territorio sarà esigua. Alla sofferenza degli insetti impollinatori per cambiamenti climatici e uso dei pesticidi che rendono l’ambiente inospitale per le api, corrisponde il calo di produzione fino al 70%. . Le cause di questa preoccupante situazione sono da ricondurre alla grave siccità .A lanciare l’allarme sono i Consorzi Apistici Marchigiani secondo i quali il raccolto è compromesso e le api stanno lavorando in forte stress; così il miele rischia di essere esiguo con relativo picco di costi al consumatore ed aumento dell’importazione. C’è un’alta probabilità di registrare una moria degli stessi insetti. Per scongiurare questo gli apicoltori in molte zone sono stati costretti ad intervenire con la nutrizione di emergenza per garantirne la sopravvivenza, con un vertiginoso aumento dei costi di gestione per la categoria. Dobbiamo trovare la volontà di lavorare insieme in maniera determinante per sostenere il settore».

Roberto Cherubini
La posizione di Roberto Cherubini: «Ringrazio Garbati per aver posto nell’ultimo consiglio comunale l’attenzione sul’importanza del rispetto della natura, che è l’unica che può garantirci un futuro più sereno. Cosa succederebbe se non ci fossero più le api? Il 35 per cento della produzione mondiale di cibo dipende dalle api. Il mondo senza le api sarebbe un disastro di dimensioni bibliche, rispetto al quale ci sarebbero pochi rimedi da mettere in campo. Se questi preziosi insetti sparissero, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti. Al momento ci sono 350 specie di api a rischio e negli ultimi trent’anni le popolazioni di questo insetto sono diminuite del 25 percento. La previsione di Albert Einstein era molto precisa: senza le api, l’uomo non potrebbe vivere più di quattro anni. La loro scomparsa dunque sarebbe distruttiva, totalmente distruttiva. L’allarme lanciato già a suo tempo da Einstein è collegato a un fatto scientifico molto importante: l’80 per cento della produzione di frutta e verdura dipende dai processi di impollinazione, dunque, dalle api. E questo significa che senza la vita delle api non può esserci neanche la vita dell’uomo, almeno così come l’abbiamo vista fino a oggi. Proteggiamo le api e gli altri insetti impollinatori, fondamentali per la nostra sopravvivenza».

Alberto Cicarè
Il messaggio di Alberto Cicaré: «la proposta di Elisabetta Garbati, approvata a grande maggioranza dal Consiglio Comunale, mette a fuoco due temi di grande importanza: la tutela dell’ambiente naturale, che permette alle api di riprodursi e svolgere il loro ruolo fondamentale per la conservazione della vita, e la difesa del ruolo dell’apicoltura, un settore agricolo molto diffuso nel nostro territorio, un nodo importante nella filiera alimentare locale.Per questo motivo abbiamo appoggiato con forza la proposta di Macerata Rinnova, e proporremo per la prossima riunione del Consiglio Comunale l’adesione di Macerata all’iniziativa Comuni amici delle api, per rendere visibile, stabile e permanente il legame del territorio maceratese con le api e l’apicoltura, per il ruolo che esse svolgono come elemento di sviluppo sostenibile e strumento per la tutela della biodiversità e della naturalezza dell’ambiente».







































Giusto l’appello della consigliera Garbati di MACERATA RINNOVA sulle api.
. . . Un giorno ti sentirai dire:
” Piangi o uomo!
il vento fischia, l’acqua è scura,
è a lutto la natura !
Poi il vento tace, s’offusca il sole. . . .
sulla terra è morto l’ultimo fiore ! ! ! “