Truffa col finto sms Nexi:
sottratti 54mila euro,
la polizia ne recupera 35mila
CIVITANOVA - Vittima un artigiano 35enne, agganciato con un messaggio che segnalava un acquisto mai effettuato che lo indirizzava verso un sedicente operatore antifrode. Gli altri 19mila euro trasferiti su conti esteri e piattaforme di criptovalute. Denunciati due donne e un uomo

Il commissariato di Civitanova
Quasi 54mila euro spariti dal conto dopo un sms apparentemente inviato da Nexi, ma che in realtà era una truffa, nella quale è incappato un artigiano calzaturiero di Civitanova. Resosi conto dell’inganno, l’uomo ha denunciato tutto alla polizia. Gli agenti sono riusciti a recuperare 35mila euro, 19mila erano già stati trasferiti su conti esteri.
È stato raggirato in questo modo un 35enne civitanovese che lo scorso aprile aveva ricevuto sul proprio smartphone un messaggio apparentemente riconducibile alla società Nexi. Nell’sms veniva segnalato un addebito relativo a un acquisto che l’uomo non aveva mai effettuato di 973 euro. Preoccupato per quella che sembrava un’operazione anomala, il 35enne aveva contattato il numero telefonico indicato nel messaggio.

Dall’altra parte aveva risposto un sedicente operatore del servizio antifrode, che lo aveva convinto della necessità di mettere al sicuro il conto corrente. Seguendo le indicazioni ricevute, l’uomo aveva effettuato alcune operazioni che, in realtà, avevano consentito ai truffatori di sottrargli quasi 54mila euro. Il 35enne si è accorto della truffa dopo aver parlato con alcuni familiari e si è rivolto al commissariato di Civitanova. Gli agenti hanno così potuto avviare tempestivamente gli accertamenti e ricostruire i movimenti del denaro, individuando i conti correnti sui quali erano state trasferite le somme. La rapidità dell’intervento ha consentito di intercettare una parte consistente del denaro prima che venisse ulteriormente trasferita, permettendo di recuperare oltre 35mila euro. Circa 19mila euro erano invece già confluiti su conti esteri e piattaforme di criptovalute, rendendo più complesso il recupero.
Individuati anche i titolari dei conti utilizzati per ricevere il denaro: si tratta di due donne, una 50enne e una 40enne e di un uomo di 30 anni. Tutti e tre, con precedenti, sono stati denunciati per il reato di truffa. Le indagini proseguono per ricostruire l’intero percorso delle somme e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
La Polizia richiama inoltre l’attenzione sulle modalità utilizzate dai truffatori. Anche telefonate apparentemente provenienti da banche o istituti conosciuti possono essere contraffatte: attraverso particolari tecniche informatiche è infatti possibile falsificare il numero visualizzato sullo smartphone, facendo apparire la chiamata come proveniente dalla propria banca o persino da un ufficio istituzionale. La polizia raccomanda di non comunicare credenziali o codici di sicurezza e non effettuare operazioni bancarie su indicazione di chi telefona.