Ospedale, tempi biblici per i referti:
«Ci sono criticità temporanee»
Assunzioni con il contagocce

MACERATA - Il cartello che annuncia possibili disagi è apparso al reparto Anatomia Patologica. Il problema in ospedale è la carenza di medici e anche di personale tecnico con macchinari acquistati ma che restano inutilizzati. Sul fronte dei "nuovi acquisiti", sono due: a Medicina Interna e a Malattie dell'apparato respiratorio. Al concorso per cinque psichiatri hanno risposto soltanto in due
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Il volantino di scuse

 

di Luca Patrassi

«Informiamo gli utenti che, per criticità temporanee, potrebbero non essere rispettati i tempi di refertazione indicati nei moduli di ritiro. Ci scusiamo per il disagio», firmato «il personale della Unità operativa di Anatomia Patologica». Il cartello è comparso da pochi giorni nel reparto dell’ospedale di Macerata e conferma la criticità che è stata segnalata parecchi mesi fa: i tempi di risposta degli esami sono passati dai venti giorni di media del 2021 a circa settanta, con punte di attesa bibliche.

Mancano i medici, gli specialisti sono meno della metà del 2021 ed anche la recente nomina del primario non sembra in grado di poter invertire la rotta numerica.

C’è perfino il problema di macchinari comprati ed inutilizzati per l’assenza del personale tecnico. Quale la soluzione finale? Il cartellino che qualcuno ha affisso per avvisare gli utenti che ci sono «criticità temporanee» e per evitare, probabilmente, che gli utenti se la prendano con chi si trovano di fronte. Nel giro di 24 ore il commissario straordinario dell’Ast Antonio Draisci ha nominato il nuovo subcommissario ai servizi sanitari andandolo a pescare dall’elenco appena pubblicato dalla Regione, si spera che non passi un altro anno per vedere definita una emergenza che mette in difficoltà un reparto chiave della struttura ospedaliera.

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Antonio Draisci è il commissario dell’Azienda di Macerata

Commissari e subcommissari ci sono tutti, mancano i medici: la giustificazione è sempre quella della carenza nazionale, anche se oltre a giustificarsi bisognerebbe agire di conseguenza in base alle risorse disponibili e non – per esempio – continuare a tenere aperti servizi a utenza prossima allo zero pur di garantire equilibri territoriali e politici, come accade per gli incarichi ai pensionati nei Punti di Primo Intervento di Recanati, Tolentino e San Severino mentre si appaltano all’esterno (con costi superiori del 400% a quelli sostenuti per uno specialista interno) turni nei Pronto soccorso di Macerata, Civitanova e Camerino.

La visione dell’albo pretorio dell’azienda sanitaria maceratese fornisce ulteriori elementi di riflessione. E’ appena stata nominata la commissione esaminatrice per valutare i titoli di quanti hanno risposto al concorso per cinque posti di psichiatra, in risposta a una forte carenza di organico in un settore drammaticamente non rispondente alle tante richieste di intervento.

Cinque i posti messi a concorso, due le domande arrivate e non è detto che alla fine della procedura i due partecipanti accettino l’eventuale assunzione. Un altro concorso che fa suonare un campanello di allarme è quello per specialisti delle malattie dell’apparato respiratorio. La determina del commissario straordinario Vincenzo Draisci evidenzia come siano diverse le unità carenti e comunque l’assunzione è a tempo determinato per un solo specializzando – il dottor Francesco Maria Porcelli –  che ha accettato l’incarico.

Nel caso degli specializzandi l’unica tipologia di assunzione è quella a tempo determinato appunto per il fatto che lo specializzando deve completare la formazione, ma nel caso di specie c’è un altro elemento che preoccupa: in graduatoria c’erano tre specialisti, nessuno dei tre ha scelto Macerata. Nella graduatoria degli specializzandi ci sono nove medici, diversi dei quali avevano indicato Macerata, e l’Ast di Macerata ha proceduto con una sola assunzione a tempo determinato. Non è scritto nell’atto se anche in questo secondo caso al dunque sia stato opposto un no ala proposta maceratese o se si tratti di una questione economica. Infine una assunzione, ed anche in questo caso nella determina Ast c’è scritto che la carenza nel settore è di diverse unità, per il reparto di Medicina Interna: si tratta della dottoressa Paola Schiavi che era inserita nella graduatoria degli specializzandi di un concorso bandito da Ancona nello scorso anno e che nel frattempo si è specializzata.

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