Ast, la prima uscita di Draisci
con la Corsi come “suggeritrice”:
«Insieme faremo un gran lavoro»

RECANATI - Il nuovo commissario dell'Azienda sanitaria maceratese: «Vogliamo comprende i bisogni di tutti, andremo dai professionisti, dai sindaci. Per poter dare le risposte ci vogliono tre strumenti principali che sono strutture, tecnologie e risorse». Annunciati interventi in tecnologia per avvicinare i servizi ai cittadini: da una app a strumentazioni avanzate negli ambulatori dei medici di base
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A destra il nuovo commissario dell’Ast, Antonio Draisci. Di fianco a lui la ex direttrice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi, e a sinistra Gabriele Brandoni

di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)

Forse per caso e forse no, di sicuro c’è che la prima uscita pubblica del commissario dell’Ast, Azienda sanitaria Territoriale di Macerata, il pesarese Antonio Draisci, è avvenuta oggi a Recanati in occasione della presentazione della donazione di alcuni macchinari per la Diabetologia. Recanati (forse) scelta come simbolo di quella medicina territoriale che i vertici della Regione e quelli delle ex Aree Vaste dicono di voler applicare. Una giornata di festa, quella di oggi, per il debutto di Draisci: con lui ci sono l’assessore Filippo Saltamartini, la ex dirigente dell’Asur regionale (ed ora commissario dell’Ast di Ancona) Nadia Storti, il sindaco di Recanati Antonio Bravi, la consigliera comunale di Recanati Antonella Mariani, il presidente dell’associazione che ha donato i macchinari Sauro Galassi, c’è anche l’ex direttrice dell’Av3 Daniela Corsi che siede al centro del tavolo dei relatori. Cosa ci stia a fare la Corsi lo spiega Draisci: «Collaborerà con me».

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L’assessore Filippo Saltamartini

L’attenzione è comunque per il commissario Draisci, precedente incarico di direttore amministrativo nell’Area Vasta pesarese che ha rivolto il primo ringraziamento all’associazione che ha firmato la donazione per poi aggiungere: «Permettetemi di ringraziare chi mi ha preceduto, la dottoressa Corsi, una persona straordinaria che ho conosciuto quattro giorni fa, sta accorciando di molto la mia curva di apprendimento non essendo io di questo territorio, mi sta aiutando molto nella conoscenza, mi sta formando sui bisogni che ci sono in questo territorio e insieme faremo un gran lavoro. La tecnologia di oggi sarà un altro tassello nei percorsi di diagnosi e cura del centro diabetico diretto dal professor Brandoni, consentirà di mettere in atto quelle azioni per avvicinare la tecnologia al paziente, una tecnologia mobile. Un momento bello, speriamo di ripeterne altri, una grande opportunità che mi è stata data come commissario straordinario di poter fare azienda, soprattutto di rispondere al bisogno di salute che il territorio ci sta chiedendo. Utilizzeremo gli strumenti che la legge ci mette a disposizione. Utilizzeremo l’app aziendale che sarà lo strumento principe, non sarà calata dall’alto, non è detto che ciò che è calato dall’alto sia adeguato alla necessità del momento, andremo a raccogliere i bisogni da chiunque, dai professionisti, dai sindaci: per poter dare le risposte ci vogliono tre strumenti principali che sono strutture, tecnologie e risorse. Le risorse umane sono un patrimonio, il più grande all’interno dell’azienda, bisogna far lavorare bene questo patrimonio». Dopo Draisci ha preso il microfono la ex dirigente Daniela Corsi che ha detto di star lavorando nel solco «delle progettualità che ci eravamo dati».

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Primo a sinistra il sindaco Antonio Bravi

L’intervento dell’assessore regionale Filippo Saltamartini ha spaziato dai contenuti laici e religiosi della festa della Befana fino alla citazione di pensatori liberal americani e di Giacomo Leopardi. Poi l’atterraggio sanitario recanatese: «La sanità- ha osservato Saltamartini – nei nostri territori è nata attraverso la carità, nei conventi. Da Recanati oggi si staglia un dono importante. Dal primo gennaio è entrata in vigore la riforma sanitaria, al nuovo direttore è stata dato il compito di utilizzare nel modo migliore le risorse disponibili. La maggioranza di governo ha posto un tema: non facciamo un ospedale unico ma un presidio basato su tre plessi ospedalieri e sugli ospedali di comunità. In questi due anni abbiano cercato di valorizzare questa struttura: a Recanati investiamo fondi importanti, nel 2026 quando la nuova palazzina sarà ultimata arriveranno anche i medici. In questi anni ci siamo resi conto dell’importanza della medicina di prevenzione, delle tecnologie e dei servizi sanitari di prossimità. E’ una visione strategica che abbiamo sposato, intanto abbiamo stanziato 9 milioni di euro per far sì che gli studi di medicina generale possano dotarsi di strumenti tecnologicamente te avanzati per fare un’analisi generale del paziente in ambulatorio o a casa. Bisogna mettere a disposizione dei medici anche un assistente amministrativo e un infermiere. Il problema della sanità pubblica è stato che dal 2012 ad oggi la spending review ha riguardato esclusivamente la sanità: l’Italia spende per i servizi sanitari un paio di punti in meno rispetto a Francia e Germania, i trattamenti economici dei sanitari sono la metà rispetto a quelli dei Paesi citati.

Saltamartini_Reacanati_Dialisi_FF-1-650x434In Germania ci sono 13 infermieri ogni mille abitanti, in Italia due. Che tipo di di assistenza domiciliare possiamo fare?Finora ci sono i famigliari che assistono i propri anziani. Dobbiamo fare l’investimento sulla salute, la sanità deve avere le risorse adeguate per sopravvivere. Mettiamo al centro dei bisogni dei cittadini il diritto alla sanità e quello alla felicità. L’ospedale di Recanati serve un comprensorio, servizi a disposizione della comunità. L’ospedale ha un Punto di primo intervento che io ho difeso allo stremo, tenerlo aperto serve al buon andamento del sistema, le risorse che abbiamo a disposizione debbono essere fatte funzionare. I tre ospedali per acuti, le case di comunità, i servizi negli ambulatori medici sono un segnale di cambiamento rispetto alla potatura del bilancio pubblico. Il servizio sanitario pubblico serve ai poveri, questa donazione che arriva da Recanati oggi nel giorno della Befana è il messaggio più bello che si possa dare».

Il direttore Gabriele Brandoni presenta i contenuti recanatesi dell’ambulatorio di Diabetologia: «Recanati è partita nel 2017 da una idea di Nadia Storti per avvicinare la medicina al territorio. Recanati aveva una tradizione diabetologica che poi si è persa, era un salto nel buio aprire l’ambulatorio ma siamo partiti. I risultati ottenuti dimostrano che si è trattato di una scelta vincente. Questi numeri si fanno con l’impegno di un personale adeguato, di una squadra eccezionale che sta vicino al paziente: questo fatto di poter andare negli ambulatori periferici ci porta vantaggi sociali e risparmi economici notevoli sia in termini diretti e indiretti. Oggi a Recanati abbiamo recuperato una parte della struttura ospedaliera che era in disuso e l’abbiamo utilizzata tutta, i numeri ci danno ragione per il momento,  ma dobbiamo continuare a crescere. Non è un traguardo quello raggiunto, dobbiamo continuare a migliorare, dare risposte alla gente: siamo degli attori in una grande squadra, i risultati arrivano quando tutti lavorano al meglio».

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Sauro Galassi

Due gli interventi per il comune di Recanati. Osserva il sindaco Antonio Bravi: «Una mattinata quella di oggi costruita in poco tempo ma interessante e partecipata. A noi fa piacere quando il territorio ha una giusta e adeguata attenzione, ci fa piacere che ci sia una implementazione tecnologica. La Diabetologia non è la sola eccellenza recanatese, abbiamo anche la Dialisi: in generale non è che non ci siano criticità, ma non servono reparti quanti piuttosto attività ambulatoriali di qualità».

La consigliera comunale Antonella Mariani ha ringraziato l’associazione per la donazione e l’equipe di Brandoni per l’azione svolta. A nome dei donatori ha parlato il presidente dell’associazione Sauro Galassi: «L’associazione è nata nel 2019, ci siamo mossi ed abbiamo iniziato a bussare alle porte per rappresentare i problemi delle persone. Alcune porte sono rimaste chiuse, altre si sono aperte: abbiamo fatto diverse donazioni ed oggi siamo riusciti a farne una con l’idea di dotare Diabetologia di Macerata di uno strumento innovativo finora presente solo nel polo universitario di Ancona. Non finisce qui, nel nostro piccolo qualcosa riusciamo a fare. Per noi è un bellissimo momento, speriamo di aver intrapreso la strada migliore per il futuro».

«In prima linea nella lotta al diabete» Il dono all’Ast di Macerata di macchinari per prevenire e curare

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