Italia al voto, il totocandidature:
ecco chi studia da parlamentare
POLITICHE 2022 - Nelle fila di FdI Castelli e Leonardi sono i più probabili. Per la Lega a rischio il bis per Patassini, nel Pd in testa c'è Irene Manzi. Anche se i democrat maceratesi sembrano un pochino in ritardo, convocata per lunedì prossimo l'assemblea provinciale per discutere i motivi della debacle elettorale del 2020. Restano alla finestra i sindaci Parcaroli e Ciarapica

Guido Castelli
di Luca Patrassi
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di scioglimento delle Camere e i parlamentari maceratesi ora torneranno a casa (si voterà il 25 settembre). Viaggio di ritorno, dopo quello di andata di alcuni anni orsono. Nel particolare maceratese si tratta dei leghisti Giuliano Pazzaglini di Visso e Tullio Patassini di Treia, del Democrat Mario Morgoni di Potenza Picena e della pentastellata Mirella Emiliozzi di Civitanova. C’era anche il fratello d’Italia Francesco Acquaroli ma lui il viaggio di ritorno lo aveva fatto prima per via della elezione a governatore della Regione Marche.
Ora cambiano lo scenario ed anche le poltrone. Non Frau, ma sempre ricercatissime. Il taglio del numero dei parlamentari e la rideterminazione dei collegi dovrebbero ridurre di molto la rappresentanza maceratese. Alla Camera resterà un solo collegio uninominale, ci saranno dentro 59 Comuni per 358mila abitanti, tutta la provincia maceratese ed i territori comunali anconetani di Castelfidardo, Loreto, Sirolo e Numana. Al Senato le province di Macerata, Fermo ed Ascoli eleggeranno un solo senatore. Il rompete le righe è prossimo, ma non ci sarà molto tempo per discutere i vari assetti visto che ci saranno da preparare le liste per agosto per votare tra fine settembre ed i primi di ottobre. Si sa chi esce, non chi rientra.

Elena Leonardi
Dovrebbe uscire sicuramente il dem Mario Morgoni che ha già fatto due mandati, sembra finita anche l’esperienza parlamentare di Mirella Emiliozzi che, anche venisse ricandidata dai pentastellati, stando ai sondaggi, non dovrebbe avere chance alcuna. Clima bollente in casa Lega. L’ex sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini è ai saluti finali, per Tullio Patassini il quadro è più incerto visto che il collegio uninominale di Macerata viene dato tra i più sicuri per il centrodestra in tutto il Centro Italia. In teoria Patassini è della corrente di minoranza della Lega, non salviniano dunque ma vicino alle posizioni di Giorgetti e dunque la sua appare una conferma di candidatura in salita. Le poltrone si sono ridotte e le richieste sono maggiori delle disponibilità, specie evidentemente nei collegi blindati dove si vorranno piazzare anche i big dei partiti, cosa che peraltro nel Maceratese accade da decenni, più o meno dalla fine della Prima Repubblica

Irene Manzi
Passa o non passa Patassini? Dipende anche dall’accordo che arriverà tra i partiti del centrodestra: se prima a fare la voce grossa, e a scegliere, era stata la Lega ora è possibile che Fratelli d’Italia voglia indicare il nome da far correre. Un nome che circola autorevolmente in Fratelli d’Italia è quello della portorecanatese Elena Leonardi (recentemente nominata segretaria regionale di FdI), in ballo tra il collegio uninominale e quel proporzionale dove era stato eletto nella scorsa tornata Francesco Acquaroli. Per ora sono tutti Castelli in aria, anche se il nome dell’assessore regionale ascolano (appunto Guido Castelli) potrebbe portare FdI a chiedere il collegio di Ascoli e lasciare spazio a Lega o a Forza Italia su Macerata. Viste le precedenti mosse dei vari partiti è ipotizzabile, per usare un eufemismo, che nelle caselle sicure vogliano prima piazzare gli uomini di vertice, vale a dire il commissario regionale della Lega Riccardo Marchetti o quello di Forza Italia Francesco Battistoni. Il problema ulteriore del collegio uninominale di Macerata è che non viene giudicato a rischio dal centrodestra e dunque per ora non circolano nemmeno nomi di forte richiamo territoriale come sicuramente sono il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e quello di Civitanova Fabrizio Ciarapica.
In casa Democrat la notizia nuova è che è convocata per lunedì l’assemblea provinciale che deve discutere il tema della debacle elettorale del 2020. Magari, sarà il caso di velocizzare un pochino le manovre. Il recente spostamento dell’ex vicesindaco di Macerata Irene Manzi dall’assessorato allo sviluppo economico della Regione al gruppo Dem lascia ipotizzare che per lei ci possa essere una candidatura più o meno blindata al proporzionale.
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Le norme che regolano i cosiddetti vitalizi, in realtà una forma pensionistica che scatta al 65esimo anno di età, prevede che si maturi il diritto della quota per i cinque anni della legislatura, quando questa è arrivata a 4 anni, sei mesi e un giorno.
Mai vitalizio fu piu’ immeritato neanche una legge elettorale decente hanno fatto!!!!
Candidati ma eletti da chi, solite facce in turno per la poltrona, basta, ora promettevano mari e monti, poi………….