Cos’è il Visa Waiver Program
e cosa comporta per i viaggiatori italiani

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Ogni stato decide di regolare l’accesso e la permanenza nel proprio paese dei soggetti stranieri, scegliendo gli strumenti che ritiene più adeguati per garantire il rispetto delle leggi sull’immigrazione. Negli Stati Uniti è stato predisposto il Visa Waiver Program, un sistema che permette di entrare negli States per turismo o per singole attività legate al lavoro, ai cittadini di 39 paesi del mondo inseriti in un’apposita lista. E’ comunque necessario che queste persone abbiano un passaporto in regola e abbiano richiesto l’ESTA (acronimo di Electronic System for Travel Authorization), che altro non è che una autorizzazione che viene rilasciata prima del viaggio e che permette di profilare ogni viaggiatore che si accinge a imbarcarsi per gli States. Per richiedere l’ESTA per USA basterà portare a termine una semplice procedura online con la compilazione di un apposito modulo tutto in italiano nel quale occorrerà inserire i propri dati personali, quelli del proprio passaporto e l’indirizzo di posta elettronica che verrà usato per l’invio del documento, che solitamente avviene entro le 72 ore dal pagamento richiesto per la gestione della richiesta (14 dollari per la precisione). 

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Paesi che partecipano al VWP

Possono entrare negli Stati Uniti senza visto tutte le persone che hanno la cittadinanza in uno dei seguenti paesi.

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Attività permesse e non permesse e durata della permanenza

La permanenza all’interno dei confini statunitensi non può superare i 90 giorni e prevede che la stessa sia finalizzata al turismo o a impegni d’affari e di lavoro, ma con delle limitazioni. Vediamo quali sono.

 

Lavoro e affari

  • Meeting d’affari con soci e partner commerciali
  • Partecipazione a conferenze scientifiche o ad altre iniziative con finalità scolastiche ed educative, o eventi di natura commerciale
  • Partecipazione a programmi formativi di breve durata
  • Negoziazione e stipula di contratti

 

Turismo e motivi personali

  • Vacanze in genere
  • Visita di parenti e amici
  • Cure mediche
  • Partecipazione ad eventi di natura sociale
  • Partecipazione ad eventi musicali e sportivi come spettatore o come diretta parte in causa ma senza che sia previsto un compenso
  • Partecipazione a corsi che non devono però far parte del proprio percorso di studi

 

Attività non permesse

    • Periodi di studio nell’ottica del proprio percorso accademico o di specializzazione
    • Impiego retribuito
    • Lavoro come giornalista in testate straniere che si occupano di informazione
  • Permanenza sul suolo americano per un periodo che ecceda i 90 giorni 

 

Regolarità del passaporto

Prima di mettersi in viaggio è necessario prestare attenzione alla tipologia e alla scadenza del proprio passaporto. Il documento deve essere dotato di chip elettronico, in modo che lo stesso possa essere scannerizzato al momento del controllo. In merito invece alla sua scadenza, è consigliabile che questa sia almeno a 6 mesi di distanza dalla data d’ingresso negli Stati Uniti.

 

L’impatto del terrorismo sul programma

In base al Terrorist Travel Prevention Act del 2015, i viaggiatori con cittadinanza in paesi che fanno parte del VWP devono comunque richiedere un normale visto se hanno visitato o hanno semplicemente transitato in uno dei seguenti paesi: 

  • Corea del Nord, Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria, Yemen, ma solo se la visita è avvenuta dal primo marzo in poi. Sono esclusi quei soggetti che si sono recati in questi paesi per motivi diplomatici o militari.

Sono esclusi dal programma anche i soggetti che possiedono contemporaneamente una doppia cittadinanza in una paese partner e in uno di questi paesi: 

  • Corea del Nord, Iran, Iraq, Sudan, e Siria.

(Articolo promoredazionale)




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