
di Laura Boccanera (foto Alessandro Panichelli)
Sono comparsi striscioni lunghi dieci metri contro l’antenna nel parco del Castellaro. A metterli il comitato spontaneo “No all’antenna nel parco del Castellaro” che alza la voce dopo le accuse e le minacce che, negli ultimi giorni, avrebbero coinvolto alcune famiglie che abitano a ridosso dell’impianto accusate di aver favorito la realizzazione dell’antenna.
«Oltre al danno, anche la beffa – fanno sapere dal comitato – temiamo che persone malintenzionate possano compiere atti vandalici o ritorsivi contro le nostre proprietà, che si trovano immediatamente a ridosso dell’antenna per questo abbiamo affisso gli striscioni per far sapere a tutti come la pensiamo».

Dell’accaduto sono stati informati i carabinieri, ma non si placa nel frattempo la polemica con l’amministrazione comunale. «Vogliamo un confronto con la Soprintendenza» ribadiscono dal comitato, tornando a contestare le dichiarazioni dell’assessore Belletti sulla presunta tutela del territorio. «L’assessore parla di tutela del territorio. Ma dove sarebbe stata esercitata questa tutela, se dalla documentazione disponibile non si evincono riscontri concreti dell’azione del Comune?» chiedono i residenti, che sollevano anche interrogativi sull’iter che ha portato alla realizzazione dell’impianto. «Perché l’amministrazione non ha proposto siti alternativi già individuati nel piano antenne? Perché non risultano documenti relativi alla possibilità di saturare gli impianti già presenti nella zona, invece di costruirne di nuovi?» incalzano. Secondo il comitato, si tratta di questioni rimaste senza risposta fin dall’inizio della vicenda. «È spiacevole che oggi veniamo accusati di fare polemiche sterili, quando fin dal primo momento siamo stati ignorati e invitati a desistere. Abbiamo posto questioni di merito, avanzato richieste precise e chiesto un confronto istituzionale. In cambio abbiamo ricevuto silenzio o atteggiamenti liquidatori». Il riferimento è anche alla tempistica dell’intervento: «Solo adesso, quando è palesemente troppo tardi, gli amministratori sembrano essersi interessati del tema. Solo adesso, dopo aver visto innalzarsi un palo di 36 metri della compagnia telefonica Iliad, visibile dalla maggior parte del territorio comunale, in una delle valli più apprezzate dei civitanovesi. Chiediamo che anche il sindaco si esponga pubblicamente e chieda ad alta voce al governo centrale una maggiore sensibilità verso i territori, ricercando un equilibrio più giusto tra sviluppo tecnologico e tutela ambientale».

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