
L’area del cimitero sulla quale era sorta la discarica
«Dobbiamo prendere atto di un’autorità giudiziaria che ha ritenuto non attribuibile ad alcuno la paternità di una mancata vigilanza su un sito di proprietà comunale trasformato in discarica illegale, con la diretta conseguenza che i costi della bonifica ricadranno sulla cittadinanza». È amara la riflessione del sindaco Andrea Michelini sul caso del proscioglimento dell’ex dirigente comunale Daniele Re per il caso della discarica abusiva nei pressi del cimitero.

Andrea Michelini, sindaco di Porto Recanati
«Le decisioni della magistratura si rispettano e non si commentano – premette Michelini – tuttavia non possiamo non rilevare come un accumulo di tali dimensioni, visibile da satellite, si sia creato negli anni senza essere intercettato né degli uffici né dalle amministrazioni in carica. Il Comune, come atto dovuto si era costituito parte civile, quantificando in circa 100mila euro il danno pari ai costi necessari e probabilmente non sufficienti per la bonifica dell’area. Il Comune ha fatto tutto quanto in suo dovere e potere per collaborare con gli inquirenti nell’accertamento dei fatti e per tutelare l’ente rispetto a possibili, quanto ingenti, danni erariali».
La vicenda riguarda l’accumulo, avvenuto nel periodo 2019-2021, di oltre 400 metri cubi di calcinacci e residui di cantiere per il quale, alla luce della decisione del giudice, non sono state ravvisate responsabilità penali in capo a chi aveva la custodia del cimitero.
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