
A 40 anni Alessandro Gattafoni, convive da sempre con la fibrosi cistica. È una malattia genetica che colpisce soprattutto apparato respiratorio e digerente: all’origine c’è un’alterazione del canale del cloro, che rende più dense le secrezioni e più complicato il lavoro dei polmoni, ma anche di altri organi come il pancreas. Una presenza costante, con cui però Alessandro ha scelto di misurarsi senza chiedere sconti.
Ha sempre voluto essere trattato come tutti gli altri, per questo fin da ragazzo ha praticato sport, prima il pugilato, a seguire per anni il calcio nelle squadre locali, poi è arrivato il mare: «È democratico, non fa differenze con nessuno». Nel 2021 firma la prima impresa: 130 chilometri in kayak da mare, da Civitanova a Veljigrad, in 22 ore. Ogni volta è una sfida con se stesso. Ogni volta è un messaggio per suo figlio Giona «La mia malattia è degenerativa e non so quando inizierò a indebolirmi progressivamente, ma voglio lasciargli un modello forte di come si lotta e si ottengono risultati nonostante tutto». Il prossimo appuntamento è già fissato, il 9 luglio.
Alessandro Gattafoni è testimonial Lifc, Lega Italiana Fibrosi Cistica, la cui mission da oltre 40 anni è garantire ad ogni persona affetta da fibrosi cistica un miglioramento delle cure disponibili, delle opportunità sociali, dei diritti e della qualità della vita (www.fibrosicistica.it).
La scoperta dei benefici del freddo
Nel suo percorso c’è stato un primo spartiacque: l’inizio di una terapia farmacologica che, racconta, gli ha cambiato la vita. Il secondo è arrivato quasi per caso, leggendo un libro di Wim Hof, “The Iceman”, l’atleta olandese celebre per le sue imprese estreme legate alla resistenza al freddo. Da lì la scoperta dei benefici dell’esposizione alle basse temperature. Tuttavia, «il problema è trovare il freddo d’estate».
Così si è inventato bagni ghiacciati e altre soluzioni, fino alla svolta: la criocamera di Fidia Riabilitazione all’interno della Clinica Villa dei Pini di Civitanova. Seguito e costantemente monitorato dall’equipe composta dal cardiologo dott. Diego Spagnolo, dal pneumologo dott. Piero Paggi e dal team di terapisti guidati dal dott. Pierluigi Giansante, ha intrapreso un percorso terapeutico strutturato, effettuando sedute di crioterapia integrate ad un programma specifico di riabilitazione vascolare.

Accanto alla determinazione personale c’è anche un monitoraggio clinico costante diventato parte integrante del percorso e finalizzato a verificarne i benefici sia sul piano circolatorio che sul recupero funzionale. Diego Spagnolo segue infatti Alessandro anche attraverso i dati raccolti, che restituiscono un quadro incoraggiante dopo l’introduzione della crioterapia. Rispetto al periodo precedente, il recupero medio è salito dal 51,7 al 65,3%, l’Hrv da 53,6 a 57,7 millisecondi e il punteggio del sonno dal 68,7 al 75,6%, mentre il carico fisico è rimasto più controllato. Ancora più evidente il confronto tra i giorni con crioterapia e quelli senza: recupero all’80,7% contro 45,6%, Hrv a 65,1 contro 48,3 millisecondi, sonno al 79,9% contro 70,1%. Un andamento che, dal punto di vista fisiologico, suggerisce migliore attivazione parasimpatica, minore stress dell’organismo e recupero più efficace. Nel profilo di Alessandro, dove la componente respiratoria è centrale, è un segnale concreto e tutt’altro che marginale. «Per me il freddo è diventato una seconda medicina».
La crioterapia, o terapia del freddo, consiste in una permanenza di circa tre minuti in una cabina a -87 gradi e viene utilizzata per attenuare il dolore, ridurre le infiammazioni e accelerare il recupero fisico, sia dopo un infortunio sia dopo l’attività sportiva. Tra gli effetti indicati ci sono anche la stimolazione della circolazione, del metabolismo e della produzione di sostanze antidolorifiche e antinfiammatorie oltre che benefici estetici.
Fidia Riabilitazione, all’interno della Clinica civitanovese Villa dei Pini, da qualche mese ha investito in una criocamera di ultima generazione e consente la possibilità di effettuare percorsi guidati e monitorati dal suo team multidisciplinare.

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