«Covid: i vaccini riducono forme severe,
ospedalizzazione e decessi»
SALUTE - Massimo Sartelli, chirurgo generale e d’urgenza all’ospedale di Macerata, esperto di infezioni ospedaliere e direttore della “Global Alliance for Infection in Surgery”, chiarisce: «La sperimentazione è stata fatta, seppur in forma emergenziale»

Il dottor Massimo Sartelli
“Cosa dobbiamo sapere sui vaccini contro il Covid-19”. L’Area Vasta 3 diffonde un riepilogo curato da Massimo Sartelli, chirurgo generale e d’urgenza all’ospedale di Macerata, esperto di infezioni ospedaliere e direttore della “Global Alliance for Infection in Surgery”. «La pandemia che stiamo affrontando è una delle più grandi tragedie che l’umanità ha vissuto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. È ormai accertato che l’unico modo per porvi fine e poter così tornare alla normalità, sia attraverso una vaccinazione somministrata a più persone possibili. Il processo di sviluppo dei vaccini contro il Covid-19 ha subito un’accelerazione senza precedenti a livello globale. Eppure nessuna tappa del processo è venuta meno. I vaccini che stiamo usando non sono sperimentali perché hanno seguito, seppur in un contesto emergenziale, tutto il percorso di sperimentazione e registrazione richiesto.
Per essere approvato nell’Unione Europea, infatti, un vaccino deve essere sottoposto ad una solida valutazione scientifica da parte delle autorità regolatorie. L’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) valuta i vaccini contro il Covid-19 in base agli stessi standard (norme, procedure e protocolli), come per autorizzare qualsiasi altro farmaco o vaccino. A volte, come in questo caso, vi è una autorizzazione condizionata e queste procedure vengono effettuate in tempi e con modalità molto più agili del normale. L’Ema offre alle aziende orientamento e supporto per presentare la domanda di approvazione, e si avvale di procedure rapide di analisi, valutando i dati che via via si rendono disponibili. Nelle situazioni di emergenza, questa procedura garantisce una valutazione il più veloce possibile e, al contempo, completa e approfondita, di tutti i requisiti necessari in termini di sicurezza, efficacia e qualità del vaccino. La sperimentazione clinica include comunque sempre, come per tutti i farmaci ed i vaccini da approvare, le tre fasi di studi: Studi di fase 1, generalmente condotti su volontari sani, per l’identificazione della dose ottimale e la valutazione della sicurezza nell’uomo. Studi di fase 2, a carattere esplorativo e condotti su piccoli gruppi di persone, generalmente meno di 100. Studi di fase 3, disegnati allo scopo confermativo e condotti su migliaia o decine di migliaia di persone.
Un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio, garantisce che il vaccino approvato soddisfi i rigorosi standard su sicurezza, efficacia e qualità, e sia prodotto e controllato in impianti approvati e certificati, in linea con gli standard farmaceutici necessari per la commercializzazione su larga scala. I vaccini a mRNA, i più comuni vaccini utilizzati nel nostro Paese, sono il frutto più recente di una tecnologia che viene studiata, seppur per altri obiettivi, da almeno due decenni. Tali vaccini non modificano il codice genetico, come da tante parti si sente dire. Il compito dell’mRNA è solo quello di trasportare le istruzioni per la produzione delle proteine da una parte all’altra della cellula, per questo si chiama “messaggero”. In questo caso l’mRNA trasporta le istruzioni per la produzione della proteina utilizzata dal virus per attaccarsi alle cellule, la proteina denominata Spike. L’organismo, grazie alla vaccinazione, produce anticorpi specifici prima di venire in contatto con il virus e si immunizza contro di esso. I dati a disposizione ci dicono che i vaccini fino ad ora approvati riducono enormemente forme severe, ospedalizzazioni e decessi, e nella maggior parte dei casi proteggono dall’infezione anche per la Variante Delta e hanno profili di sicurezza estremamente elevati. Sono comunque costantemente monitorati. Come per tutti i vaccini esistenti, tuttavia, l’efficacia anche se molto alta non è del 100%. Eccezion fatta per una minima parte di non responders, il vaccinato non avrà una malattia severa. Inoltre, fintantoché il virus sarà in circolazione, dovremmo comunque continuare a portare tutti la mascherina al chiuso e all’aperto in caso di assembramenti, poiché una piccola parte dei vaccinati potrebbe essere veicolo del virus anche senza manifestare la malattia. Ogni farmaco comporta dei rischi ma, mai come in questo momento, sarebbe molto più rischioso non difendersi dall’infezione. L’incertezza e i dubbi sono comprensibili, ma mettendo sulla bilancia i rischi ed i benefici che il vaccino offre, questi ultimi sono superiori sia per proteggere se stessi dalla malattia, sia per limitare la diffusione dell’infezione ai propri familiari ed alla comunità in cui viviamo, e vogliamo ridurre al minimo i rischi dell’infezione dal Coronavirus, bisogna vaccinarsi».



















Il PHE Public Health England (l’agenzia del dipartimento della salute del governo inglese) nel Briefing ufficiale n. 20 riporta:
nel periodo compreso tra il 1 febbraio 2021 e il 2 agosto 2021, il Regno Unito ha registrato 742 decessi dovuti alla variante Delta.
Di questi 742:
– 402 decessi sono riferiti a persone completamente vaccinate,
– 79 decessi sono riferiti a persone che avevano ricevuto 1 dose,
– 253 decessi sono di persone non vaccinate.
I 402 decessi riferiti a persone VACCINATE sono conteggiati su un totale di 47,008 casi di persone contagiate con la variante Delta.
I 253 decessi riferiti a persone NON vaccinate sono conteggiati su un totale di 151,054 casi di persone contagiate con la variante Delta.
I dati sono consultabili sul link sotto
e sulla tabella n. 5 di pag 18/19 dell documento ufficiale che suggerisco di consultare a tutti coloro che vogliono capirne di più.
Abbastanza sorprendente, no?
https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1009243/Technical_Briefing_20.pdf?fbclid=IwAR3Kpbo9ctahg1y2yA8kQsVfrswPsAYfSa3gRAO5PVYw-OsXyv7Daqul3_U
https://cordis.europa.eu/article/id/24006-fp6-project-finds-cure-for-sars/it
Leggete il documento è uno studio finanziato dalla comunità europea dopo l’epidemia del 2003
Il farmaco c’è per la cura ma il protocollo dell’aifa per i primi sintomi è tachipirina e vigile attesa!! Giudicate voi!
Ma e’ la gente che non riesce ancora a capire che ancora non e’ un ” libera tutti” e che si deve mantenere ancora dei comportamenti x il bene di tutti.
L’importante è usare cautela nelle informazioni e soprattutto non far passare per Vangelo ciò che certo non è. Ieri in tv un “solone” ha affermato che chi ha fatto la seconda dose diversa dalla prima (che in genere era astrazeneca) ha avuto una immunizzazione di più lungo periodo!i chiedo su quale base scientifica abbia detto tale verità evangelica, visto che tali sperimenti e “aggiustamenti” sono stati fatti solo un paio di mesi fa!! E dopo si lamentano che non ci fidiamo?
Scusate chiedo per un mio amico: La Direzione competente dell’ASUR (Area Vasta 3) ha concesso l’autorizzazione a rilasciare interviste da parte di questo suo dipendente? Altrimenti mi aspetto un intervento da parte, appunto, dei vertici aziendali.
Sono D’accordo con lei poloni, i conti non tornano ed è da un po che lo scriviamo, ma non me la prendo con il medico, il quale oltretutto lavora per una struttura pubblica, quindi giudicate voi.
Sarà vero?
Staremo a vedere
Io non me la prendo con nessun medico in particolare, anzi per me se uno vuole farlo è libero, ma purtroppo la libera e vera informazione in questo paese non esiste più. SI scopre che il governo ha fatto accordi nel 2020 con le maggiori aziende big tech per censurare le notizie scomode, si trova sul sito del ministero, chiunque si pone domande per semplice logica viene subito attaccato e denigrato come no vax (magari ha fatto tutte le altre vaccinazioni ma è sempre no vax), inoltre il ministero da fondi ai msm e giornali a fronte di spot pro vax programmati giornalmente altrimenti ti lasciano a secco. Io mi informo approfondisco e vado a cercare le fonti per verificare ogni singola notizia e poi cerco di divulgarle. Sto scoprendo che la maggior parte delle fake sono divulgate dei media main stream, l’ultimo esempio è sulla Ivermectina autorizzata sul sito dell’aifa il 12 aprile 2021 lo potete trovare tranquillamente (https://www.aifa.gov.it/documents/20142/963962/Esiti_AAM_CTS_APRILE_2021.pdf/c9c360c3-67c4-1e93-5944-5a80d3bd4006), e gli studi fatti per decenni di cui Porro ne riporta notizie sul suo sito: https://www.nicolaporro.it/covid-e-cure-domiciliari-le-fake-anti-ivermectina/?fbclid=IwAR2W-4DxIYNZOiBTZ3oqLgJb7SgrZT9Ni2ALn9_URvg_H0c3iSPc2_RiQAk
A voi trarre le conclusioni
https://www.youtube.com/watch?v=UAHl9yhlDZ8
https://www.youtube.com/watch?v=6eDQ04rmI80
https://www.youtube.com/watch?v=jG0UabzYyXw
https://www.youtube.com/watch?v=j1vCkGlD9DU
https://www.youtube.com/watch?v=p8xgmP_kHOQ
https://www.youtube.com/watch?v=6OKMKLRJHoo
https://www.youtube.com/watch?v=kBC0DdHYuc0
Per chi volesse ascoltare l’incontro di LUC MONTAGNIER a firenze il 12/08/2021
Montagnier….Era Montagnier il secolo scorso , quando non si era ancora infilato nell’ oblio a causa delle sue nuove tesi e terapie..Oramai la comunità scientifica equipara Montagnier a un qualsiasi virologo di quartiere
Che lo rendino obbligatorio, ed ognuno si prenda le proprie responsabilità, senza lavate di manii, stato in primis.
L ivrrmectina è sconsigliata nell utilizzo anche dall f.d.a.americana.
Sig. Ceresiani allora come mai l’aifa l’ha approvata il 12 aprile 2021, le ho messo il link neanche con prove tangibili riuscite ad essere seri e a capire le cose!!! Poveri Noi!!!
LA DANIMARCA REVOCA IL GREEN PASS: IN EUROPA QUASI NESSUNO SEGUE L’ITALIA
Mentre in Italia si sta perseguendo in maniera sempre più accanita la strada del green pass, in altri Paesi c’è chi ha detto no a questo strumento. È il caso della Danimarca.
Ritorno alla libertà in Danimarca, per tutti
Dal prossimo 10 settembre i cittadini danesi potranno infatti vedere finalmente la luce in fondo al tunnel dell’emergenza sanitaria. Lo ha annunciato in una recente conferenza stampa il Ministro della Salute Magnus Heunicke:
L’epidemia è sotto controllo, abbiamo livelli di vaccinazione record. Ecco perché possiamo abbandonare le regole speciali che abbiamo dovuto introdurre nella lotte alla Covid-19.
Basta mascherine quindi, fine dei distanziamenti e ritorno a tutte le attività in presenza. E soprattutto decade così l’utilizzo del green pass, il lasciapassare sanitario che era stato introdotto in Danimarca lo scorso aprile 2021 e che veniva richiesto per accedere nei bar e nei ristoranti al chiuso, nei cinema, nei musei, nelle palestre e negli stadi.
I non vaccinati danesi saranno lasciati in pace
Questo succede nel momento in cui in Danimarca il 71% della popolazione risulta essere vaccinata contro il Covid. Ciò significa allo stesso tempo che esiste un 29% di danesi che invece non ha voluto sottoporsi al trattamento, si tratta di 1.450.000 persone.
Una cifra non indifferente che tuttavia il governo danese non intende più stigmatizzare proprio perché non viene considerata come un pericolo per la salute pubblica. Dal 10 settembre vaccinati e non vaccinati potranno quindi tornare a convivere pacificamente assieme, frequentando gli stessi luoghi senza nessun tipo di discriminazione.
La Danimarca si è quindi trasformata all’improvviso in un covo di no vax? No, semplicemente si è deciso di seguire con più puntualità quelle che sono le attuali evidenze scientifiche, che finora non hanno saputo dimostrare l’utilità delle restrizioni nella riduzione dei contagi, ma soprattutto hanno dimostrato che vaccinati e non vaccinati possono egualmente contagiare.
La Danimarca sceglie così la strada della convivenza con il virus, senza troppi isterismi ed eliminando qualsiasi tipo di discorso d’odio che non trova conferme da un punto di vista scientifico.
In Europa quasi nessuno segue l’ “esempio” italiano
Uno scenario che appare come fantascienza per chi è ormai abituato al linguaggio discriminatorio utilizzato quotidianamente in Italia contro quelle persone che hanno legittimamente scelto di non sottoporsi al vaccino contro il Covid. Sembra infatti che l’intenzione di dividere la popolazione in vaccinati e non, fomentando l’odio tra le parti, non abbia trovato molto seguito in Europa.
L’Italia è infatti l’unico Paese in Europa dove il green pass sarà richiesto anche ad insegnanti e studenti universitari. Una misura che non è stata adottata nemmeno in Francia, dove il lasciapassare sanitario aveva trovato la luce. D’altra parte in Spagna il Governo aveva deciso di non adottare nessun tipo di green pass, mentre le regioni iberiche che hanno provato ad introdurlo sono state immediatamente bacchettate dai tribunali, che ne hanno dichiarata l’illegittimità e la pericolosità.
D’altronde se un vaccinato può contagiare, un luogo chiuso dove quest’ultimo si sente legittimato a comportarsi come se il virus non esistesse può diventare decisamente pericoloso. Nessun green pass è stato poi autorizzato in Germania, se non in alcune regioni, dove comunque sono stati autorizzati test salivari gratuiti per i non vaccinati.
Il green pass non ha trovato luce nemmeno nei Paesi Bassi e in Irlanda. Anche nel Regno Unito non ci sarà spazio per questo lasciapassare e le restrizioni, così come in Danimarca, sono decadute sia per i vaccinati che per i non vaccinati.
Il Governo italiano sta quindi perseguendo una battaglia ideologica contro i non vaccinati in completa solitudine ed è sufficiente andare oltreconfine per comprendere come tale strategia è destinata a crollare come un castello di carte.
Poloni lei mi gira il link dell aifa che non specifica il farmaco per uso umano ma giustamente lo autorizza perché l aifa tratta anche farmaci per animali.principi..la frase fondamentale del danese è ” abbiamo raggiunto numero vaccinazioni record.”.in italia non è così continui a pregare il signore che è meglio
Danimarca vaccinati con due dosi quindi in modo completo più dell 80% della popolazione dai 12 anni in su…commenti principi?
L’aifa non autorizza medicinali per uso animale e non è prevista la pubblicazione dell’esito.
La procedura
Per ottenere l’autorizzazione alla sperimentazione clinica dei medicinali veterinari sugli animali occorre presentare domanda al Ministero della salute.
Qualora l’autorizzazione sia richiesta per la sperimentazione di specialità medicinali veterinarie immunologiche o autorizzate obbligatoriamente tramite procedura centralizzata, la domanda deve essere inviata anche all’Istituto Superiore di Sanità, al fine dell’acquisizione del parere tecnico di quest’ultimo
https://www.salute.gov.it/portale/ministro/p4_8_0.jsp?lingua=italiano&label=servizionline&idMat=MDV&idAmb=SCV&idSrv=RA&flag=P
Carta canta!!!
Commenti Ceresani, te la smetti de scrive Fake news!!!
Il virus vorrebbe essere severo anche con i vaccinati ma poi quando li vede gli viene da ridere.
Io organizzerei un bel dibattito pubblico tra il prof. Massimo Sartelli “Pro-Vax” e la dott. Silvana De Mari, che non è una “No-Vax”, ma una “No-Cavia”. Infatti costei sostiene che i vaccini sono ancora sieri sperimentali, che lo Stato si guarda bene dall’approvare come vaccini, altrimenti non farebbe firmare una carta con cui il vaccinando non si rivarrà contro le case farmaceutiche e i sanitari in caso di incidenti psicofisici.
Ormai siamo stufi di Borioni e confratelli che ci hanno terrorizzato per mesi con il Covid 19, permettendo ai Locatelli e ai Ricciardi di decidere della nostra sanità mentale, delle nostre economie, dei nostri figli e nipoti. Qui stiamo andando verso un cammino pieno di dolorosi imprevisti socioeconomici.
D’altra parte il dottor Sartelli sa che il Covid 19 è, in proporzione, simile ad un porcospino di fronte al portone di san Pietro in Roma. Allora, a che servono le mascherine imposte? A fermare il Covid 19? Me lo metta per iscritto…
Metta per iscritto che a me non verrà un colpo, o non avrò problemi al cuore, alle menbra, alla salute da adesso a dieci anni a causa del vaccino sperimentale.
E metta per iscritto che è disposto ad un dibattito pubblico con la dott. Silvana De Mari, che appare spesso sulla TV regionale RTM.
Se non esce una variante del virus capace di restar seria quando li vede i vaccinati sono al sicuro come sull’Arca di Noè.
Poloni ribattere a Ceresani, è come fa a cappellate co li passeri , non accetta nulla neanche la verità più palese.
I giocattoli di Sua Maestà sono belli, quelli degli altri bimbi sono tutti brutti, e allora Sua Maestà glieli rompe.
Gentile signor Poloni, i dati del Regno Unito non vanno solo letti, vanno anche interpretati con la matematica.
Più precisamente con quella cosa che insegnano alle elementari (o medie inferiori) e che si chiama proporzione.
Il 95% degli over 50 è vaccinato (tra l’altro non sappiamo quanti di loro siano immunodepressi) e tra loro si riscontrano 1054 morti. Il 5% degli over 50 non é vaccinato e tra loro i morti sono 437.
Facendo una banale proporzione possiamo dire che il rapporto tra 1054 morti e 95% vaccinati é 10,5, mentre il rapporto tra 437 morti e 5% di non vaccinati è 87,4.
In altre parole i morti tra i non vaccinati è 9 volte maggiore che tra i vaccinati.
Ciò senza tener conto dei vaccinati immuno depressi.