Acquaroli non scarica Immuni,
polemica sulle parole del governatore:
«Utile solo se ce l’hanno tutti»

REGIONE - Per il capogruppo Pd Maurizio Mangialardi è «un'incauta e ingiustificata esternazione che non solo ha creato un corto circuito istituzionale con le autorità sanitarie del Paese, ma di fatto ha depotenziato nelle Marche uno strumento utile a contenere il contagio»
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Francesco Acquaroli

 

«Immuni avrebbe una sua efficacia solo se ogni cittadino italiano, di ogni età, avesse l’App sul proprio smartphone ma siccome sappiamo che così non è, non credo che l’App Immuni possa essere uno strumento di prevenzione». E’ polemica sulle parole di Francesco Acquaroli, nuovo governatore di centrodestra delle Marche, che in diretta su Rainews24 ha ammesso di non aver scaricato l’applicazione per smartphone che permette, in modo anonimo, di tenere traccia di un eventuale contagio di coronavirus. Uno strumento promosso dalle istituzioni a tutti i livelli, dal Governo in giù, Asur marchigiana compresa. E non scordiamo che le Marche avevano ospitato la fase pilota di Immuni sotto l’ex governatore di centrosinistra Luca Ceriscioli.

Acquaroli, che ha adottato il provvedimento per le mascherine all’aperto in caso di assembramento anche prima dell’iniziativa governativa, raccomanda comunque precauzione: «Io credo che noi dobbiamo essere molto attenti nell’utilizzo di tutte le precauzioni: il distanziamento, le mascherine… Io stesso sono molto attento – ha detto Acquaroli in trasmissione -. Credo che l’App Immuni sia utile se la scaricano tutti ma è logico anche aspettarsi che non tutti la scaricheranno mai. D’altronde non si può costringere il cittadino a farlo».

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Maurizio Mangialardi

Dura la critica che arriva da Maurizio Mangialardi, avversario di Acquaroli e ora capogruppo del Pd al Consiglio regionale. «Chi ricopre ruoli di vertice nell’amministrazione pubblica dovrebbe essere il primo a dare l’esempio, soprattutto quando in gioco c’è la salute pubblica – dice Mangialardi -. Evidentemente non la pensa così il presidente Acquaroli, che con la sua incauta e ingiustificata esternazione sull’app Immuni, non solo ha creato un corto circuito istituzionale con le autorità sanitarie del Paese, ma di fatto ha depotenziato nelle Marche uno strumento utile a contenere il contagio. Il tutto mentre il governo e le altre Regioni italiane stanno facendo il possibile per evitare che il Paese ricada in un nuovo lockdown che potrebbe comportare danni irreversibili all’economia dei nostri territori. Evidentemente – continua Mangialardi – la tragedia che questa regione ha vissuto nella scorsa primavera non è stata di lezione. A questo punto spero vivamente che il neo presidente non voglia davvero accordarsi allo stuolo di negazionisti del Covid, sposando le loro assurde teorie cospirazioniste. Da parte mia, oltre a invitare i cittadini a scaricare Immuni per favorire il tracciamento dei contagi e contribuire al loro contenimento, chiedo al presidente Acquaroli di intervenire con maggiore responsabilità sui temi che riguardano letteralmente la vita delle persone e, quindi, di rivedere pubblicamente la propria posizione invitando i marchigiani a utilizzare questa app».

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