Centro, la rivoluzione di Ciarapica:
«Realizzarla significa guardare al futuro,
basta con la politica del No a prescindere»

CIVITANOVA - Il sindaco spiega l'idea e premette: «Per ora non è ancora un progetto. Alcuni consiglieri di maggioranza hanno dubbi su alcuni punti e ci stiamo confrontando. Le critiche? Prima si dovrebbe conoscere. Mei parla di scempio, ma si tratta di riqualificare l'area. A Mobili dico che non si può paragonare la città di oggi con quella del 2003»
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L’immagine dall’alto del restyling dalla piazza al Varco sul Mare

 

«La politica che guarda al passato non ci appartiene, noi guardiamo al futuro». Il sindaco Fabrizio Ciarapica torna a difendere con forza l’idea della riqualificazione del centro che sta dividendo la città. «Prima di essere contro bisogna conoscere la proposta, non è ancora un progetto ma un’idea che proietta Civitanova nel terzo millennio e che renderà questa città sempre più accogliente e attrattiva. Mi oppongo alla politica del no a prescindere che è sempre stata deleteria in Italia».

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Fabrizio Ciarapica in Consiglio comunale

Ciarapica replica alle polemiche dell’opposizione: «Mei parla di scempio, se lo scempio è un’opera che collega 800 metri di strada che va dalla piazza fino al Varco riqualificando in maniera organica tutta la zona significa che è impossibile dialogare con questa politica dei no tipica del Movimento 5 stelle. L’opposizione, Pd in primis, sta diffondendo informazioni false, dimostrando ancora una volta che la loro politica è di non voler far crescere la città. La miopia della sinistra locale fece sì che il cavalcavia non venne realizzato. Guardate il caso dell’antenna – continua Ciarapica – Erano stati fatti una serie di allarmismi ed era partito un comitato politico contro l’installazione dell’antenna 5G che non è mai esistita. Chi fa politica deve avere un atteggiamento responsabile, non diffondere fake news attraverso i social».

Ma ci sono anche diversi consiglieri di maggioranza contrari al progetto. «Alcuni – risponde Ciarapica – pur condividendo l’opera non sono d’accordo su alcuni aspetti del percorso. Per questo ci stiamo confrontando e teniamo conto dei dubbi di tutti. Stiamo parlando ancora di idee che passano per la riqualificazione di tutto il centro e non si può ridurre il dibattito parlando solo del parcheggio sotterraneo che rappresenta appena il 20% dell’investimento. Niente è stato ancora deciso, né il numero dei parcheggi, né le modalità, né le tariffe. C’è solo una proposta che può essere migliorata e va discussa in Consiglio, con la città e con la categorie. E’ un’opera talmente importante che invito tutta la politica a fare un passo avanti anziché discutere dei parcheggi. Tra l’altro sono previsti migliaia di posti per residenti e operatori commerciali che oggi non hanno».

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Un rendering del Varco sul Mare

 

Ciarapica risponde poi all’ex sindaco Massimo Mobili che ieri ha sollevato alcune perplessità (leggi l’articolo): «Senz’altro le preoccupazioni  di Mobili sono degne di attenzione, ma paragonare la Civitanova di oggi a quella del 2003 mi sembra veramente anacronistico. Se non si ammette e non si riconosce che la nostra città, grazie al collegamento della SS77, all’arrivo della Lube, e alla grande proposta commerciale sviluppatasi negli ultimi due anni dai nostri operatori e dalle nostre aziende, è diventata il centro di riferimento di un territorio interregionale, non si potrà mai ragionare consapevolmente sul suo sviluppo. Ecco perché di fronte ad una città che cresce e che attrae, che amplia la sua offerta commerciale, turistica e culturale, non possono bastare interventi minimali come sostiene Mobili, bensì interventi strutturali capaci di sostenere e intercettare una crescita che diversamente andrebbe persa, perdendo opportunità preziose a vantaggio di altri territori che si stanno sempre più organizzando. Bisogna avere il coraggio e la lungimiranza di progettare opere che lascino alle nuove generazioni una città migliore, più moderna e più ricettiva, opere che migliorino e facilitino la qualità della vita non solo dei residenti del centro, che in questo caso avrebbero parcheggi garantiti, ma anche di tutti coloro che scelgono la nostra città per trascorrere le proprie vacanze, il tempo libero o fare shopping. Questa deve essere la vera sfida da cogliere e senza troppi indugi. Per quanto concerne poi l’affido ad un privato del progetto in questione, che sarà sempre individuato tramite gara pubblica, voglio evidenziare che nelle nuove linee guida dell’Anci e di altri organismi autorevoli, si fa sempre più riferimento al partenariato pubblico-privato (PPP) in quanto rappresenta uno tra i modelli di cooperazione amministrativa più innovativi per il finanziamento di opere, combinando le esigenze del pubblico con la capacità tecnica e finanziaria del settore privato. Anche in questo senso le cose sono radicalmente cambiate dal 2003 ad oggi. L’ente pubblico conserva tutte le sue prerogative, quelle di indirizzo e soprattutto quelle di controllo. Per questo, se vogliamo il bene della nostra città, noi non dobbiamo temere “il fare” bensì il “non fare”. Immaginate che se il nostro Paese, tanto per fare un esempio, nel Rinascimento o nel dopoguerra non avesse fatto scelte di rinnovamento radicali e infrastrutturali, sarebbe rimasto al palo e non sarebbe la potenza mondiale che è oggi. Mi batterò sempre contro la “politica dei No” che blocca, immobilizza e ci mantiene nello stallo o ci riporta al passato come quella ‘non scelta’ che al tempo ha portato, per colpa della sinistra locale, all’affossamento della realizzazione del cavalcavia al termine della superstrada. Quella di non agire fu una opzione scellerata ed oggi a farne le spese sono tutti i cittadini».

(redazione CM)

 

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