Missione Giove per la Nasa,
anzi per l’Anas

QUADRILATERO - Corsa contro il tempo per completare il minisvincolo di Muccia prima dell'inaugurazione del 28 luglio
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Lo svincolo dalle foto di Sandro Menchi (3 luglio)

 

di Maurizio Verdenelli

Siamo d’accordo, la ‘Quadrilatero’ – in attesa del processo di fusione in Anas – non è la Nasa. Che, questa mattina alle 5,33, ora italiana, ha visto la propria sonda spaziale Juno con tanta scienza made in Italy a bordo, raggiungere Giove dopo un viaggio di 5 anni e tre miliardi di chilometri. Anche la società di Guido Perosino che in un arco di anni molto più lungo sta finendo di costruire la superstrada Valdichienti, deve raggiungere Giove. Non uno dei mitici territori del sistema solare, è chiaro, ma la terrestre località così ugualmente denominata nel Maceratese dove s’intende realizzare lo svincolo ‘di Muccia’. E se Giove nello spazio è per antonomasia il pianeta gassoso, quello di Muccia è da parte sua un piccolo ma significativo ‘porto delle nebbie’. Al momento. Già, di tempo n’è rimasto poco per il ‘minimo sindacale’ richiesto nella sua diffida all’Anas (anagramma di Nasa) dal presidente della Provincia, Pettinari. Poco tempo per il big bang, per l’avvio della mare – monti. Un complesso puzzle, attualmente chiuso per lavori, verifiche e collaudi, del quale manca il terminale umbro ancora tutto da scoprire dopo il caso La Franca ancora sub judice. Parliamo del tratto Foligno-Pontelatrave – località che desta onomatopeicamente qualche inquietudine e che in antichità veniva pure definita sulle mappe, Pontelatrava.

Lo svincolo dalle foto di Sandro Menchi

Mancano, conti alla mano, ventitre giorni all’inaugurazione della grande infrastruttura da parte del premier Matteo Renzi e del ministro Graziano Delrio. E dunque per tentare ‘l’allunaggio’ su Giove restano tre settimane ‘piene’, festivi compresi. Ventidue giorni per cancellare il ‘campo’ che il nostro lettore, Sandro Menchi ha ‘storicizzato’ con la sua macchina fotografica domenica mattina 3 luglio . Ventidue giorni per far ‘nascere’ seppure ‘in modalità provvisoria’ ma ‘in concomitanza con l’apertura al traffico della superstrada Civitanova-Foligno’ (recitava il comunicato ufficiale del 10 maggio scorso, leggi l’articolo) l’attracco strategico alla statale 209 Maddalena-Visso. Non tre miliardi di chilometri da percorrere, ma appena 800-900 metri da realizzare; non un miliardo di dollari, ma un milione di euro da spendere. Una ‘bretellina’ piccola piccola per legare insieme l’entroterra montano umbro-marchigiano al resto d’Italia e del mondo, così come Juno lega Giove finalmente alle nostre future conoscenze.

Lo svincolo di Muccia

L’incontro di maggio per lo svincolo di Muccia

Nei primi giorni di maggio, a Giove si sono incontrati, quasi fosse Teano, Pettinari e Perosino, i tecnici della ‘Quadrilatero’ e i sindaci di Muccia, Visso, Pievetorina, Fiordimonte, Serravalle di Chienti e Montecavallo, il presidente della comunità montana. Qualche giorno prima gli amministratori dell’Alto Maceratese avevano firmato un protocollo di protesta per i ‘patti’ traditi e le illusioni perdute intorno a questa arteria che si presenta(va) ‘dimezzata’ nei collegamenti. Le promesse sono state chiare a maggio: la ‘modalità provvisoria’ prodomica ad un attracco vero e proprio da realizzare con i soldi del primo lotto della Pedemontana delle Marche. Giovedì 28 luglio è vicino: in attesa un territorio intero, macchine fotografiche puntate su quel nastro nero ‘dei desideri’ tra gli Appennini.

 

 

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