Caso Moretti, indagati tre oncologi
C’è anche il primario Luciano Latini
MONTE SAN GIUSTO - L'accusa è di lesioni. Chiuse le indagini sull'ex giardiniere di 56 anni sottoposto a chemioterapia per un cancro che non aveva. Il procuratore Giorgio:" Mi scuso a nome dell'ufficio per il ritardo nella chiusura delle procedure"
di Marina Verdenelli
Curato per un tumore che non aveva, chiuse le indagini per i tre oncologi. Anche per loro l’accusa è di lesioni. Tra gli indagati c’è il primario di Oncologia dell’ospedale di Macerata Luciano Latini. Gli altri due sono Michele Valeri e Dania Nacciarrichi dello stesso reparto. I tre medici sono difesi dall’avvocato Vando Scheggia. Dopo i sei radiologi attualmente sotto processo si aprono le porte del tribunale per altri tre medici sulla vicenda del 56enne di Monte San Giusto, Emilio Moretti, difeso dall’avvocato Sandro Giustozzi.
All’ex giardiniere del Comune era stato diagnosticato un tumore al fegato che in realtà poi non aveva. Sottoposto a chemioterapia aveva subito tutte le cure di cui in realtà non aveva bisogno. Per un quarto medico, un urologo, è stata chiesta l’archiviazione.
Il procuratore Giovanni Giorgio oggi in tribunale si è scusato, a nome dell’ufficio, per il ritardo nella chiusura delle indagini sottolineando: « L’interessato poteva chiedere notizie per lo sviluppo del procedimento oltre alle legittime manifestazioni pubbliche». Moretti infatti il 23 settembre, insieme alla figlia, si era presentato fuori dal tribunale di Macerata con tanto di cartelli per chiedere giustizia. Pochi giorni fa è uscito dall’ospedale di Montegranaro dove è stato ricoverato per dieci giorni. Le condizioni di salute di Moretti non sono buone.
(servizio aggiornato alle 18,45)








