Il caso di Emilio Moretti a Unomattina
Il suo legale sul processo ai radiologi:
“Sentenza subito, basta inciviltà”

MONTE SAN GIUSTO - Venne curato per cinque anni per metastasi che non aveva. "Ancora nessun risarcimento". E proseguono le indagini anche sugli oncologi che lo hanno avuto in cura
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Emilio Moretti

Emilio Moretti davanti all’ospedale di Macerata

di Gianluca Ginella

Il caso di Emilio Moretti, il sangiustese curato per cinque anni per metastasi che non aveva, sarà ad Unomattina, la trasmissione di Raiuno, lunedì. Sulla vicenda del 56enne è in corso un processo al tribunale di Macerata che vede imputati sei radiologi che lo seguirono nei 5 anni di cure antitumorali. Ma è aperta anche una indagine che riguarda gli oncologi. Il legale di Moretti, l’avvocato Sandro Giustozzi, è sul piede di guerra: “Una volta conclusa la perizia che ha disposto il Tribunale, deve esserci la sentenza e se il mio cliente non sarà risarcito allora i medici, nel caso di condanna, devono scontarla in carcere”.

Un caso delicatissimo quello di Emilio Moretti, un uomo che lavorava come giardiniere al comune di Monte San Giusto e a cui nel 2003 vennero diagnosticate delle metastasi al fegato. Per cinque anni venne monitorato e curato con pesanti cicli di chemioterapia, finché un medico milanese non si accorse che Moretti non aveva delle metastasi, ma degli innocui angiomi. Un presunto caso di malasanità di cui si occuperà la trasmissione Unomattina. Ospiti in studio, lunedì, saranno sia Moretti, che il suo legale (della storia si dovrebbe parlare intorno alle 10). “Quello di Moretti è un caso incredibile e la trasmissione Rai vuole iniziare la nuova stagione parlando della sua storia. Lo Stato lo ha quasi ammazzato in 5 anni, giorno per giorno, e adesso lo sta ammazzando di nuovo non dandogli un centesimo di risarcimento, questa si chiama inciviltà” dice Giustozzi. Nei giorni scorsi è stata eseguita la perizia disposta dal giudice Daniela Bellesi, del tribunale di Macerata, nell’ambito del processo in cui sono imputati per lesioni colpose i radiologi che tra il 2003 e il 2008 visitarono Moretti: si tratta di Luigi Oncini, responsabile dell’unità operativa di Radiologia di Macerata, Luigi Gigante, Marcello Bartomioli, Tommaso Taccari, Stefania Lisi, Riccardo Lanza. “Una volta conclusa la perizia chiederò una sentenza immediata e chiederò che se i medici non risarciscono il danno non venga sospesa la pena e così, in caso di condanna, dovranno scontarla in carcere. Se l’Italia è un Paese di diritto allora il processo deve chiudersi entro due mesi. Moretti confida nel giudice Bellesi”. Giustozzi sta comunque preparando anche il processo civile contro i medici e le strutture (l’ospedale di Macerata e il Santo Stefano di Porto Recanati) che hanno seguito Moretti. “Gli devono dare fino all’ultimo centesimo, io ritengo che il danno si aggiri sui 2 milioni di euro” dice il legale. Proseguono anche le indagini sugli oncologi che hanno avuto in cura Moretti tra il 2003 e il 2008. Dopo che il pm Claudio Rastrelli aveva chiesto l’archiviazione, nel maggio del 2013 il gip Enrico Zampetti aveva respinto la richiesta disponendo nuove indagini. Che al momento sono in corso.



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