Castiglioni: “A Treia più condivisione e meno ingerenze esterne”

La ricetta del coordinatore provinciale del Pdl per risolvere la crisi. I renziani di Treia adesso: "Ci dissociamo dal vecchio modo di fare politica e dai suoi esponenti"
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Pierfrancesco Castiglioni

E’ ormai certo, come dimostra il susseguirsi di interventi e considerazioni, che la crisi di Treia, oltre a valicare i confini comunali, è ormai diventata emblematico terreno di scontro tra amministratori di diverse parti politiche. Gli interventi che si sono susseguiti in settimana, duri nelle parole e spesso ricchi di affronti di tipo personale ne sono la testimonianza. A placare gli animi interviene il coordinatore provinciale del Pdl Pierfrancesco Castiglioni:
«Sulla crisi che sta attraversando il Comune di Treia molti sono stati gli interventi, forse troppi, sicuramente inopportuni quando si è arrivati all’offesa personale da parte di chi, in quanto a coerenza politica, non ha dato fino ad oggi sicuramente il buon esempio. Come coordinatore provinciale del PDL ritengo che l’affibbiare ad un dirigente del partito (l’assessore Patassini) l’appellativo di “berluscones” in senso dispregiativo rappresenti quanto meno una caduta di stile da parte di chi dall’UDC è passato a Forza Italia e al PDL, felice di essere un berluscones, nel momento in cui l’appartenenza al partito era garanzia di successo politico, se ne è poi leggermente defilato costituendo gruppi consiliari autonomi quando non si riteneva in linea con lo stesso, per infine abbandonarlo per approdare verso altri lidi quando, prima delle ultime elezioni politiche, in molti davano erroneamente il PDL in caduta libera. Il tutto sempre motivato da quella diversità di vedute che oggi non accetta se presente in altri, pur se in un contesto diverso.

E’ mia ferma convinzione che in questa delicata fase vi sia invece bisogno di assoluto rispetto per un travaglio interno che riguarda esclusivamente l’ambito di azione polito- amministrativa della compagine comunale treiese. I tentativi di personalizzare le divergenze e la dialettica in corso non vanno, sicuramente, in tale direzione, in quanto difficilmente possono favorire quel chiarimento politico amministrativo che la dirigenza del partito a tutto oggi auspica e che, al contrario, qualcuno sembra voler frenare. Infatti è sin troppo evidente che è qualcun altro ad aver già lanciato la campagna elettorale parlando già in questa fase, nella quale le dimissioni degli assessori e del sindaco possono essere rispettivamente respinte o revocate, di liste e di votazioni prossime. Va infatti evidenziato che chi ha sollevato delle problematiche che si trascinavano irrisolte da tempo ha fatto il gesto di rimettere le deleghe ma non di uscire dalla coalizione, né ha sfiduciato il sindaco, e questo è un gesto che tante volte in politica significa voler lanciare un segnale forte ma al contempo lasciare responsabilmente porte aperte alla ricomposizione del dissidio.

E’ proprio dalle questioni sollevate che si evince che ciò che necessita e che si auspica è un forte chiarimento interno: è proprio in questi momenti delicati che stanno vivendo gli enti locali che vi deve essere la massima condivisione, collegialità e compattezza. In tale contesto la figura del sindaco deve essere proprio quella di chi incarna il ruolo di capitano di una squadra che vince solo se unita e gioca insieme, soprattutto se si tratta di partite difficili come quelle imposte agli enti locali dalle vessatorie normative nazionali e direttive europee che li costringono a delicate manovre di bilancio. Mi pare sia questo l’elemento che è mancato negli ultimi mesi nella compagine amministrativa treiese e che sia questo ciò che gli assessori, i consiglieri e lo stesso sindaco sono chiamati responsabilmente a ricreare, possibilmente in assenza di ulteriori ingiustificate ed inopportune interferenze esterne».

Sulla questione interviene anche Alberto Meriggi di Treia Adesso:

«Le ultime vicende politiche che hanno creato subbuglio nella vita amministrativa di Treia hanno anche scatenato un susseguirsi di ipotesi sui possibili scenari futuri riguardanti le alleanze tra partiti e soprattutto i probabili candidati a sindaco della cittadina. Secondo la nuova associazione “Treia Adesso”, che si ispira alle idee politiche di Matteo Renzi, alcune di queste “chiacchiere” appaiono proprio stravaganti e prive di ogni fondamento. Da esse “Treia Adesso” si dissocia totalmente e le smentisce categoricamente, specialmente quelle che vorrebbero un avvicinamento di qualche rappresentante autorevole della vecchia politica locale al movimento renziano. Se vi fossero ammiccamenti di questo tipo verranno immediatamente respinti al mittente. L’associazione “Treia Adesso” ribadisce con forza che non intende collaborare (o allearsi), né ora né mai, con coloro che ancora rappresentano a Treia il vecchio modo di far politica che ha portato la città all’attuale situazione disastrosa e al quasi certo commissariamento. I “renziani” di Treia si dissociano da tutto questo chiacchiericcio e dichiarano di essere pronti “in proprio” a dare un contributo concreto per il rinnovamento “totale” e per una politica credibile del fare. Questo sta a significare che l’associazione è già in grado di mettere in campo propri uomini e donne in grado di impegnarsi ad ogni livello istituzionale».



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