Ircr, parte l’operazione trasparenza
Dalle rette meno care
alla stabilità dei contratti di lavoro

MACERATA - L'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona si lascia alle spalle le ombre del passato e si attrezza per far fronte alle esigenze degli anziani. Sottoscritto il verbale d'intesa tra le parti sociali che fissa gli obiettivi: riduzione delle rette, gestione associata dei servizi di supporto, promozione di servizi sul territorio, razionalizzazione del servizio di trasporto, avvio di una fattoria sociale, inaugurazione del Centro Alzheimer, realizzazione di un nuovo centro e razionalizzazione della situazione occupazionale. L'assessore Ricotta sulla nuova residenza per anziani del Santo Stefano: "Il privato deve integrare, non sostituirsi al pubblico"
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L’assessore Ricotta, il direttore Schiaffi e il presidente Centioni

 

di Alessandra Pierini

Sono più di 11mila gli anziani non autosufficienti nella provincia di Macerata. Per loro e per quella fetta di popolazione, avanti con gli anni, che necessita di cure sempre più specifiche e complesse e le cui famiglie hanno bisogno di un sostegno importante, l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Ircr di Macerata guarda al futuro e si offre in una nuova veste. La strada intrapresa sembra voler essere quella di rottura con un passato fatto di vicende controverse e molto dibattute in più sedi e un passo verso il cambiamento è stato fatto questa mattina nella sede dell’Azienda in via Beniamino Gigli con quella che l’assessore Narciso Ricotta ha definito «un’operazione di trasparenza e condivisione». Il risultato è un verbale d’intesa sottoscritto da amministrazione comunale, Ircr e rappresentanti delle sigle sindacali che promette, in tempi brevi la riduzione delle rette, la gestione associata con altri Comuni dei servizi di supporto, la promozione di servizi sul territorio quali l’assistenza domiciliare e la mensa sociale, la razionalizzazione del servizio di trasporto, l’avvio di una fattoria sociale, l’inaugurazione del Centro Alzheimer e la realizzazione di un nuovo centro e la razionalizzazione della situazione occupazionale.

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Centioni firma il verbale d’intesa

LA RIDUZIONE DELLE RETTE NEL 2014 –  Il presidente del Cda Giuliano Centioni ha sottolineato il legame con il territorio e ha parlato con ottimismo: «Il futuro è portare i servizi sul territorio e noi abbiamo le forze e le risorse per farlo. Ci serve solo una comprensione politica – ha continuato rivolgendosi all’assessore Ricotta – non credo che avremo problemi a farci riconoscere 20 o 30 posti letto per i malati di Alzheimer».
L’assessore Ricotta ha passato in rassegna i vari punti dell’intesa: «La riduzione delle rette avverrà nel 2014 ed ha un valore simbolico di inversione di tendenza, pur mantenendo lo standard qualitativo, attraverso una razionalizzazione delle risorse». Le rette attualmente sono di 1650 euro per i non autosufficienti e di 1040 euro per gli autosufficienti, l’obiettivo è di scendere a 1280 euro per i non autosufficienti, con un calo proporzionale delle altre. «Questo sarà possibile – si legge nell’intesa – attraverso la valorizzazione del patrimonio agricolo, la riduzione dei costi dei consumi energetici e l’utilizzo di palazzo Filati in piazza Mazzini per la produzione di reddito attraverso la locazione dei 27 appartamenti e locali commerciali del piano terra».

Per palazzo Legato Filati, oggetto di inchieste da parte di Cronache Maceratesi e di forti scontri politici sono stati completati i lavori di ristrutturazione e sono in corso le pratiche di collaudo, accatastamento ed allaccio delle utenze. Il bando per le locazioni è scaduto lo scorso ottobre.

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Un momento della conferenza

TRASPORTI E SERVIZI ALZHEIMER- L’amministrazione sta intervenendo sulla questione dei trasporti: «Abbiamo avviato – spiega Ricotta –  un tavolo con l’Anffas e la Croce Verde per la razionalizzazione. E’ un mondo soggetto a forti tagli che non può permettersi doppioni o surplus».
Per quanto riguarda l’Alzheimer, quello che si propone è un approccio non farmacologico, sulla scorta del “modello Treviso” riconosciuto come riferimento a livello europeo. 

PIANO OCCUPAZIONALE – Più volte sottolineato l’obiettivo della stabilizzazione dei lavoratori: «Se abbiamo un alto livello di qualità – ha proseguito Ricotta – è merito dei nostri dipendenti. Intendiamo perciò procedere con assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori che sceglieremo da regolari graduatorie di concorso già disponibili».
Se la consigliera Paola Medori ha difeso la scelta fatta di recente della trasformazione dell’Ircr in Azienda Pubblica, anzichè in fondazione, i rappresentanti sindacali hanno più volte ribattuto sul ruolo che hanno ricoperto nella lunga trattativa che ha portato alla firma di oggi. Al di là delle questioni formali e degli aspetti programmatici, le sigle sindacali hanno sottolineato anche problemi concreti.

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I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno partecipato alla stesura del verbale d’intesa

TAGLI, MANCATO RISPETTO DELLE CONVENZIONI E QUESTIONE PANNOLONI – «Le famiglie sono in ginocchio – racconta Antonio Marcucci dello SPI – CGIL – e le lamentele per e rette sono continue. Per i malati di Alzheimer, siamo sinceri, stiamo facendo poco e invece i bisogni sono tanti». Dino Ottaviani della Cisl, invece, solleva la questione dei pannoloni che, prima forniti dall’ Asur, ora gravano sulle famiglie: «Il taglio lineare del 50% – spiega – ha un impatto sulle famiglie di 300 euro l’anno e di questi tempi non è poco. Capisco che non ci sono risorse ma non mi sembra giusto partire dagli ultimi. A questo si aggiunge il mancato rispetto da parte della Regione di una delibera che aumentava da 29 a 33 euro la cifra riconosciuta per i posti in convenzione». Problemi che possono sembrare di poca entità ma che, come ha evidenziato il direttore dell’Ircr Ivo Schiaffi «ha comportato un minore introito di 110 mila euro».

RESIDENZA PER ANZIANI A VILLALBA, LE REAZIONI – Parlando di anziani non si può non affrontare la questione della Residenza che la Kos, proprietaria anche del Santo Stefano, vuole costruire a Macerata (leggi l’articolo).

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La sottoscrizione dell’assessore Ricotta

Decisa la reazione dell’assessore Ricotta: «Innanzitutto dobbiamo chiarire che quella è una questione socio assistenziale e non urbanistica. Il sindaco Carancini ha convocato per lunedì 14 un incontro con gli operatori a cui parteciperanno Asur, Ircr, Santo Stefano e parti sociali nel corso del quale verificheremo il progetto e cercheremo di capire se può essere sussidiario o ulteriore. Il privato non deve sostituire ma integrare un servizio dove manca. L’intervento del Santo Stefano rientra in un piano di cui fanno parte anche Montecassiano e San Ginesio. Perchè in quei casi i progetti sono fermi e non vengono sbloccati. Cercheremo di capire la posizione della Regione. Detto questo, il Santo Stefano è un’eccellenza  e il suo intervento sul territorio va integrato e coordinato».
Duri gli interventi sulla questione di Dino Ottaviani e Lidia Fabbri della Cisl che si erano già espressi con forte contrarietà sulle nostre pagine (leggi l’articolo): «Con le poche risorse a disposizione bisogna sostenere la domiciliarità. L’assistenza domiciliare non solo crea posti di lavoro ma spinge verso la riassunzione di senso di responsabilità della società civile verso un problema oggi delegato a terzi. La nostra non è una preclusione ma un invito a ragionare insieme».

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