La Commissione di inchiesta
facciamola sull’Ircr

La colata di cemento invisibile agli occhi del Pd e le proposte del Pdl. Basta con la negazione dell’evidenza e con il fumo negli occhi
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bommaritodi Giuseppe Bommarito

Con grande forza Narciso Ricotta, capogruppo del Partito Democratico, ed altri consiglieri dello stesso partito si sono opposti nei giorni scorsi (leggi l’articolo) alla proposta del Pdl di istituire una speciale commissione destinata ad indagare su tutte le più significative vicende urbanistiche maceratesi e sulla colata di cemento che ha interessato la città di Macerata negli ultimi dieci anni.

Secondo Ricotta, infatti, non ci sarebbe nulla da indagare, non solo perché negli ultimi due anni nell’urbanistica e nell’edilizia maceratesi non si è mossa paglia, ma anche perché, andando indietro negli anni, dal 2000 in poi sono stati attuati solamente 186.000 metri cubi di nuove edificazioni, con una media di circa 15.000 metri cubi annui. Il che, pare di capire, rientrerebbe nell’ordinaria amministrazione e non dovrebbe comportare problemi di sorta.

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La conferenza del Pd di lunedì: "Nessuna colata di cemento su Macerata"

Insomma, volendo usare una terminologia avvocatesca, a livello sostanziale secondo il Pd non vi sarebbe bisogno di istituire particolari commissioni, in realtà non sussistendo nulla di quanto denunziato dai pidiellini maceratesi. La commissione, poi, sarebbe anche discutibile sul piano formale, almeno a detta del dirigente comunale Puliti, il quale, chiudendo definitivamente il cerchio, avrebbe avanzato forti riserve sulla regolarità tecnica dell’atto proposto dal centrodestra.

Sbarramento su tutta la linea, quindi, contro la commissione chiesta da Fabio Pistarelli e da gran parte (non tutti, però) dei consiglieri comunali del Pdl.

A questo punto devo dire che pure a me, per quanto possa rilevare la mia opinione di semplice cittadino, la commissione così come proposta dal Pdl sembra del tutto inutile, anche se la mia valutazione deriva da motivi del tutto opposti rispetto a quelli espressi da Ricotta & Company.

Molto infatti vi sarebbe da indagare su tutta una serie di vicende urbanistiche cittadine decise ed impostate nel decennio 2000/2010, che è riduttivo definire opache e altamente discutibili. Mi riferisco, giusto per fare qualche esempio, alla cittadella dello sport, dove gli uffici comunali sono arrivati a valutare il terreno da acquistare in misura doppia rispetto alla stima fatta dall’Agenzia del Territorio e comunque superiore alla stessa ultima perizia del potenziale venditore; al polo natatorio di Fontescodella che sta affondando nel ridicolo mentre il Comune paga da anni un mutuo a vuoto e mentre sta ormai partendo la ristrutturazione della piscina della Filarmonica, con una seconda vasca da aggiungere a quella già esistente (iniziativa che taglierà definitivamente le gambe alle sempre più lontane piscine comunali); al palazzetto polifunzionale di Villa Potenza, rimasto nel libro dei sogni a causa della pervicace volontà dei vertici urbanistici dell’epoca di stoppare a tutti i costi la cordata già pronta a partire; alla mitica galleria delle fonti, che è costata quasi il doppio del dovuto e non è venuta neanche tanto bene; al quartiere delle Vergini, che meriterebbe di finire in qualche manuale universitario quale simbolo del modo più assurdo di costruire un insediamento abitativo; alla megagalattica lottizzazione industriale e artigianale di Piediripa, dove per adesso stanno costruendo solamente un sindacato e un’azienda che opera nel settore del marketing, realtà entrambe benemerite e apprezzabili, che però con l’attività produttiva, cioè con lo sviluppo industriale e artigianale, c’entrano come i cavoli a merenda.

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La conferenza stampa del Pdl sulla commissione speciale d'indagine sull'urbanistica che verrà discussa nella prossima seduta del Consiglio comunale

Quanto alla colata di cemento, che Ricotta nega, quasi quasi sostenendo un comportamento virtuoso in materia di cementificazione delle maggioranze di sinistra che hanno retto il Comune di Macerata pressochè ininterrottamente negli ultimi venti anni, mi sembra che la migliore e più efficace smentita sia proprio nelle sue parole, laddove egli spiega che a Macerata esiste una potenzialità edificatoria pari ad un milione di metri cubi. Ciò rende evidente, senza bisogno di essere scienziati della materia, che con il piano casa e la minitematica le Giunte Meschini del decennio 2000/2010 hanno autorizzato in città una cementificazione spaventosa e per nulla corrispondente alle effettive esigenze abitative e residenziali, con un consumo del suolo che non ha eguali neanche nelle tanto vituperate giunte a maggioranza democristiana che hanno governato Macerata dal dopoguerra sino ai primi anni novanta, per di più avvalendosi di strumenti (il piano casa e la minitematica, appunto) che sono la negazione di una programmazione generale e, al contrario, costituiscono il trionfo di esigenze più particolari.

Se poi di quel milione di metri cubi negli ultimi dodici anni ne sono stati attuati solo 186.000, che non sono comunque pochi, questo non è certo un merito di Ricotta & Company, essendo dipeso – come ormai sanno anche i ragazzini – solamente dalla crisi dell’edilizia che è sempre più evidente a partire dal 2008 e che ha scombinato quasi tutti i piani degli imprenditori del settore.

Ma su queste vicende, che sono numerose e ricostruibili nel dettaglio solo con una specifica professionalità e impiegandoci anche parecchio tempo, una commissione consiliare mi sembra lo strumento meno adatto ad intervenire, ed è per questo che una volta tanto concordo con il buon Ricotta. Troppo vasto il materiale da esaminare, sicchè alla fine la commissione voluta da Pistarelli potrebbe dare solo un’occhiatina superficiale alle varie situazioni senza pervenire ad alcun risultato utile. Insomma, non servirebbe a nulla, se non a far vedere che l’opposizione – che le sue belle compromissioni trasversali con la maggioranza, su diverse questioni urbanistiche rilevanti, pure ce l’ha avute – in Comune c’è e lotta con noi.

 

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Caso Ircr (clicca sull'immagine per leggere l'inchiesta)

Quindi, per favore, parliamo di cose serie e lasciamo da parte i discorsi che puntano a negare l’evidenza (quelli di Ricotta) e i tentativi un po’ tardivi di rifarsi la verginità perduta (quelli perseguiti dall’amico Fabio Pistarelli). I cittadini maceratesi non hanno bisogno di spruzzatine di fumo negli occhi, da qualunque parte esse vengano, e sono perfettamente in grado di esprimere, senza bisogno di commissioni che dovrebbero occuparsi di tutto e del contrario di tutto (cioè, di niente), un preciso giudizio politico sulla fallimentare gestione dell’urbanistica operata a Macerata dalle ultime maggioranza di sinistra.

Semmai, se proprio una commissione deve essere istituita, essa venga formata sullo scandalo cittadino del secolo, quello che ha interessato la dismissione a prezzi ridicoli di una parte consistente del patrimonio dell’IRCR con la complicità del Comune di Macerata. Di questa commissione dovrebbero però fare parte anche e soprattutto elementi con le giuste professionalità ed estranei al Consiglio Comunale, che magari potrebbero farsi avanti anche a titolo volontario pur di inchiodare alle proprie responsabilità chi ha regalato all’Italappalti circa dieci-dodici milioni di euro, sottratti alle esigenze della fascia anziana della città di Macerata.

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Ma su questa vicenda nel Palazzo è sceso un velo di silenzio. Il Consiglio Comunale aperto sull’IRCR previsto per fine maggio o per i primi di giugno dovrebbe infatti occuparsi, secondo la maggioranza consiliare, solamente dell’aria fritta, mentre ascoltate bene cosa si dice in un recente documento proprio dell’IRCR, evidentemente ispirato dagli scienziati dell’urbanistica maceratese, intenzionati a rimuovere quegli anni in cui erano costantemente inginocchiati ai piedi dell’Italappalti s.r.l.. Tenetevi forte, però, perché l’indignazione potrebbe farvi saltare sulla sedia. E’ una frase da incorniciare, le parole e la musica sono del consigliere delegato al patrimonio dell’IRCR: “In questa ottica appare sinceramente fuori luogo rivangare ciò che è stato fatto nel passato, attraverso una ricostruzione delle alienazioni che, oltre a non costituire alcun valore aggiunto per l’ente, rappresenterebbe un ulteriore motivo di contenzioso e di inasprimento di un clima politico non certamente sereno”. Per poi concludere con questo incredibile passaggio finale che suona proprio come una presa in giro: “Questo ovviamente senza voler in alcun modo mettere in discussione la trasparenza dell’Ente e confermando la piena disponibilità del consiglio (di amministrazione) ad ogni possibile verifica che possa anche essere fonte di critiche costruttive e volte al bene degli IRCR”.

Come a dire: signori, cittadini, scordiamoci il passato, il passato è passato e ormai non importa più a nessuno, se non a quei rompiballe di Cronache Maceratesi!

Beh, leggendo queste parole incredibili, un vero capolavoro di ipocrisia politica e di antipolitica nel senso più vero del termine, mi viene solo da dire che alle prossime elezioni a Macerata non arriverà il Movimento a 5 stelle, ma quello a 10 stelle. E a questo punto potrebbe non essere affatto un male, visto il modo in cui siamo rappresentati in Comune e negli enti collegati.



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