Ircr, Foresi: “Non mi sento responsabile”

BUFERA DOPO L'INCHIESTA DI CM - L'ex presidente: "L'unico neo sono i tempi lunghi". Il consigliere del Pdl Riccardo Sacchi: "Abito a Neopolis ma non ho nulla a che fare con questa triste vicenda. Chiederò subito una commissione d'inchiesta sulle questioni urbanistiche degli ultimi 10 anni"
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foresidi Alessandra Pierini

Il clamore suscitato dagli elementi raccolti da Giuseppe Bommarito sulla vicenda patrimoniale dell’Ircr non si placa e in alcuni ambienti la questione crea non poca preoccupazione.
E’ stato più volte chiamato in causa dagli intervistati Marino Foresi, oggi fa parte del Consiglio per gli affari Economici della Diocesi e nel 2007 è stato nominato responsabile Amministrativo della Casa del Clero di Macerata.Foresi fu presidente dell’Ircr per 10 anni, fino alla nomina di  Paola Agnani lo scorso anno: «Abbiamo stipulato un contratto importante – spiega Foresi –  un terreno di un valore di non più di 150 mila euro è stato ceduto con un atto pubblico da 12 milioni di euro. L’intenzione era di patrimonializzare la vendita del terreno e riqualificarlo. Posso sentirmi in qualche modo responsabile dei ritardi, è vero che questa cosa andava chiusa prima. Quando il nostro mandato stava per terminare abbiamo fatto un accordo per ottenere le penali maturate e avere certezze sui tempi di conclusione dei lavori ma tutto è stato bloccato, poco prima delle elezioni, nel periodo di vacatio dell’amministrazione. Poi arrivò il nuovo Sindaco che mi sembrò molto competente sulla questione e ci fece interrompere i lavori, avvisandoci che sarebbe arrivato un nuovo consiglio. La transazione, fatta dall’attuale CdA, era in dirittura d’arrivo quando ce ne siamo andati».

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Villa Cozza

Negli anni, l’operato dell’Ircr è stato controllato più volte: «Siamo stati controllati dall’Autorità di Vigilanza sugli Appalti e dalla Corte dei Conti ma tutto è risultato conforme  e hanno accertato  che nemmeno un euro è stato distratto dal patrimonio e dallo scopo principale dell’allora Fondazione che era il mantenimento e il potenziamento del patrimonio». Come venivano prese le decisioni nel CdA? «Gli uffici e i tecnici indicavano la strada da prendere e analizzavano la legittimità delle scelte poi si analizzavano le proposte e si prendevano decisioni. Abbiamo fatto tutto razionalmente e tutti gli atti venivano approvati  all’unanimità. L’amministrazione comunale, naturalmente, veniva informata di ogni passaggio. In una certa fase alcuni consiglieri chiesero la convocazione di un consiglio ad hoc e allora presentammo anche una memoria storica in cui vennero ripercorse le fasi della vicenda. Negli anni si sono avvicendati anche diversi segretari, l’ultimo è stato Nazzareno  Tartufoli».

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Riccardo Sacchi

Alcuni commenti in calce agli articoli hanno parlato di un consigliere del Pdl che abita in uno degli appartamenti di Neopolis, in via Ghino Valenti. Il consigliere in questione è Riccardo Sacchi che fa alcune precisazioni: «Mi rivolgo in particolare al vostro commentatore Giovanni Luciani, non so se è il suo vero nome e non lo conosco, ma continua ad indicare un consigliere di An che vive nei palazzi di via Valenti. Vorrei far presente che abito in uno di quegli stabili dal 2007, insieme ad altre 90 famiglie. Sfido questo signore ad incontrarmi e a fornire la documentazione che dimostra quanto afferma, calunniandomi. Non accetto di sentirmi incolpare a mezzo stampa perchè ho un appartamento che ho acquistato in modo legittimo e sto pagando con un mutuo ventennale. Ritengo che le dichiarazioni di Luciani siano infondate perciò lo invito a contattarmi entro una settimana e di portarmi la documentazione che dimostri la verità delle sue accuse. Se così non dovesse essere mi riservo di portare avanti azioni volte a tutelare la mia persona». Sacchi interviene anche sulla vicenda: «Un plauso all’inchiesta di Cronache Maceratesi e di Giuseppe Bommarito che per l’ennesima volta ha messo il

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Il complesso immobiliare Neopolis in via Valenti

dito nella piaga delle problematiche. Io non ho votato la delibera di variante del 2002 ma, riguardando gli atti, il tenore degli interventi mi sembra ispirato da un’ampia condivisione. Credo però che sia importante non confondere il ruolo del governo con quello dell’opposizione. Qui c’è un centrosinistra che ha creato un centro di potere e su questo gli elettori devono interrogarsi. Preannuncio che richiederò una commissione d’inchiesta sulle problematiche urbanistiche dal Piano casa in poi, in modo da evitare interventi a macchia di leopardo e da mettere mano, una volta per tutte, al nodo urbanistico».

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L’INCHIESTA – La recente transazione che ha definito i rapporti tra l’Ircr di Macerata e l’Italappalti s.r.l. e la ricostruzione dell’intera vicenda. Quando, insieme alla maggioranza, anche l’opposizione ci mette uno zampino (leggi l’articolo)

 

 



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