Caso Ircr, la Cisl:
“Serve subito un nuovo Cda”

Interviene il segretario provinciale Marco Ferracuti
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Marco Ferracuti

Proseguono le reazioni dopo l’inchiesta di CM sul patrimonio Ircr (leggi l’articolo).

“L’indagine dell’avvocato Bommarito  – scrive Marco Ferracuti, segretario provinciale della Cisl – ha il merito di sollevare l’attenzione sull’Ircr di Macerata, la cui gestione va analizzata distinguendo con attenzione le vicende che riguardano il passato da quelle relative al presente e soprattutto al futuro di una struttura virtuosa e all’avanguardia nella gestione dei servizi agli anziani fragili.

Qualora in passato fossero stati commessi errori di carattere politico, questi vanno accertati attribuendo con chiarezza le relative responsabilità. A tal fine sarebbe opportuno che un’apposita commissione consiliare bipartisan se ne occupasse sin da subito. Se invece dovessero emergere responsabilità per illeciti civili o penali, dovrà essere la magistratura ad interessarsene evitando processi di piazza inutili e dannosi.

Quello che più ci interessa è però il futuro dell’Ircr, che dal 31 dicembre dello scorso anno è diventata un’Azienda pubblica di servizi alla persona. Una scelta coraggiosa, fortemente voluta dalla Cisl e dal sindacato tutto. Una scelta che oggi rende necessario adottare tempestivamente decisioni importanti.

Ad esempio non si comprende come mai il nuovo Consiglio di amministrazione non sia ancora stato rinnovato. Quello attualmente in carica è scaduto e può adottare solo atti di ordinaria amministrazione, quando sarebbe necessario invece programmare l’attività dell’ente. Già tre mesi sono trascorsi inutilmente e il protrarsi dell’inerzia rischia di far si che l’ Azienda si trovi al termine del suo primo anno di vita con un bilancio già in passivo.

Serve quindi subito un nuovo Cda, autorevole e di elevata competenza rispetto al settore dei servizi sociali, capace di traghettare l’azienda in questa fase delicata, dialogando con l’Ambito sociale e con i Comuni che ne fanno parte per rilanciare la prospettiva di una gestione associata di servizi anche ulteriori rispetto a quelli già erogati agli anziani fragili.

Sul tema il Consiglio comunale si è già espresso deliberando genericamente l’ampliamento dei servizi e il loro allargamento sul territorio dell’Ambito. Ora è importante individuare concretamente gli obiettivi gestionali e le modalità della loro realizzazione. Un ragionamento di questo tipo potrebbe rendere l’Ircer, e con essa tutta la città di Macerata, un’avanguardia nello sviluppo di politiche di respiro provinciale, da estendere poi anche in contesti diversi dal sociale.

Il nuovo Cda dovrà anche elaborare una strategia per gestire in modo innovativo ed efficiente il patrimonio dell’Azienda. Su questo aspetto non aiuta certo la semplificazione eccessiva di fenomeni complessi. E’ vero che le rette in capo agli ospiti sono alte, ma non è onesto sostenere che la causa è una presunta, cattiva gestione del patrimonio. Bisogna guardare anche alla quantità e alla qualità dei servizi erogati nella struttura e soprattutto alla tipologia degli ospiti, quasi tutti anziani non autosufficienti affetti da patologie croniche e degenerative che necessitano di assistenza continua e complessa”.

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