Il vescovo Giuliodori lascia Macerata
Nominato assistente generale
alla Cattolica di Milano

L'ADDIO - Ufficializzata oggi in Cattedrale la notizia anticipata tre settimane fa da Cronache Maceratesi. Resterà in carica come amministratore della Diocesi fino alla nomina del nuovo pastore."Accompagnatemi con la preghiera in questo nuovo, difficile incarico". Il saluto sentito del sindaco Carancini e del presidente della Provincia Pettinari
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Il saluto di monsignor Giuliodori

Il saluto di Monsignor Claudio Giuliodori

Presenti all'annuncio gli assessori Lippi e Monteverde, i sindaci Carancini e Capparucci e il presidente Pettinari

Presenti all’annuncio gli assessori Lippi e Monteverde, i sindaci Carancini e Capparucci e il presidente Pettinari

di Alessandra Pierini

In una terra poco avvezza al cambiamento e più volte accusata di essere impermeabile ai cambiamenti e ai nuovi accadimenti, sono questi giorni intensi per la comunità. A meno di 24 ore dal terremoto politico provocato dal Movimento Cinque Stelle che ha vinto le elezioni, testimoniando la grande voglia di un’alternativa, arriva un evento che questa mattina ha sconvolto tutti. Certo, non è minimamente paragonabile all’eccezionalità delle dimissioni di Benedetto XVI avvenuta lo scorso 11 febbraio (leggi l’articolo)ma di certo uno scossone destinato ad incidere sulla vita della diocesi  è stato l’annuncio, dato questa mattina ma già anticipato da Cronache Maceratesi il 3 febbraio (leggi l’articolo), del trasferimento del vescovo Claudio Giuliodori a Milano come assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Le immagini delle dimissioni del Pontefice sono ancora troppo vive nella memoria per non fare analogie e differenze con quanto accaduto stamattina nella cattedrale San Giuliano dove Monsignor Giuliodori ha convocato i fedeli per informarli della novità. Se il Papa ha scelto il latino per annunciare le sue dimissioni, è stato il cancelliere don Gianluca Merlini a leggere il decreto della Congregazione per i Vescovi tradotto dal latino in italiano. il decreto di nomina, firmato dal cardinale Marc Ouellet, prevede che il vescovo resterà amministratore della diocesi di Macerata, Tolentino, Treia e Cingoli, sino alla nomina di un nuovo Pastore. Se per Benedetto XVI, le alte cariche religiose hanno parlato di un fulmine a ciel sereno, anche per Giuliodori si parla di nomina a sorpresa, forse perchè in molti credevano impossibile quanto già comunicato dal nostro giornale.

Il vescovo Claudio Giuliodori

Il vescovo Claudio Giuliodori

«Mentre il Santo Padre si accinge a terminare l’esercizio del suo ministero petrino- ha dichiarato il Vescovo –  ha voluto, nella sua benevolenza e sapienza, chiamarmi ad un nuovo servizio nella Chiesa italiana come Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ringrazio Benedetto XVI per questo atto di fiducia verso la mia persona affidandomi un incarico di particolare rilevanza e delicatezza nella principale istituzione culturale dei cattolici italiani. A lui, che con un atto di grande umiltà e coraggio ha scelto la via maestra della preghiera e della meditazione per continuare a servire e per amare ancor più la Chiesa, va tutta la mia riconoscenza per come ha saputo guidare e confermare nella fede, in tempi non facili, la barca di Pietro. Nell’accingermi ad assumere questo nuovo incarico, che ho accolto non senza trepidazione e qualche timore con la speranza di poter corrispondere alle aspettative, il mio pensiero più affettuoso va però ora, in primo luogo, a tutti voi cari sacerdoti, diaconi, consacrati/e, fedeli tutti, autorità e cittadini dell’amata Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia». Da mezzogiorno di oggi quindi la sede pastorale è vacante e monsignor Giuliodori sarà amministratore finchè non sarà nominato il nuovo vescovo. Sentito il suo ringraziamento: « Fin dal 22 febbraio del 2007, quando veniva resa pubblica la nomina, e a partire dal successivo 31 marzo, giorno della solenne consacrazione per mano del Card. Ruini, del Card. Bagnasco e di S. E. Mons. Menichelli, non ho smesso di amarvi e di stringervi sempre più al mio cuore. In questi sei anni di ministero non so se sono riuscito ad esprimere tutto il bene che ho voluto a questa Chiesa e a ciascuno di voi, ma certamente posso attestare di aver ricevuto tantissimo in stima, affetto e soprattutto testimonianza di amore alla Chiesa e di generosa sequela del Signore Gesù.»
Il saluto del Vescovo che ha ricordato i tanti eventi religiosi che hanno segnato la sua opera pastorale e le opere compiute, tra le quali la riapertura delle chiese di San Flaviano a Recanati e di san Filippo a macerata, è stato accolto da un lungo applauso.

L'annuncio in cattedrale

L’annuncio in cattedrale

«Da questo momento – ha scherzato monsignor Pietro Spernanzoni – siamo tutti in ferie» ma è stato subito ripreso da monsignor Giuliodori che ha annuncitao di voler proseguire, da amministratore, sulla strada finora tracciata.
Alla presenza dei sindaci dei comuni appartenenti alla diocesi, è stato il primo cittadino di Macerata Romano Carancini a portare il suo saluto: «La città perde una figura importantissima, lei ha avuto un ruolo forte e determinante , ha saputo mediare con i giovani e il suo dialogo con le istituzioni è stato sempre aperto. per la comunità è stato un valore aggiunto. Siamo rimasti tutti colpiti dalla sua determinazione che è stata fondamentale nel recupero della chiesa di San Filippo. Abbiamo collaborato per fare il meglio e speriamo di poter chiudere l’ultima cosa a Villa Potenza (realizzazione di opere di urbanizzazione nei pressi della chiesa ndr). Consideri Macerata casa sua, può tornare quando vuole, la accoglieremo a braccia aperte».

Scherzoso e complice il saluto del presidente della Provincia Antonio Pettinari: «Stamattina quando sono stato convocato ho pensato “E’ uno scherzo da prete, anzi da vescovo” e invece non lo era. Monsignor Giuliodori è arrivato molto giovane, tanto che ci ha messo in difficoltà anche dal punto di vista sportivo non tirandosi indietro davanti alle sfide sul campo. E’ stato un privilegio collaborare come amministratore e come cattolico ed ora che è amministratore della Diocesi siamo anche colleghi. Dalla sua prima omelia del 2007 per la festa del patrono, quando parlò della chiesa dii san Filippo e dei salesiani, capimmo che il Vescovo voleva essere vicino alla gente e alle questioni civili. da una parte siamo felici e orgogliosi per l’incarico affidatogli, dall’altra siamo tristi per la sua partenza, tristezza che diluiremo nel tempo della sua permanenza».
Ha concluso il vescovo: «Accompagnatemi con la preghiera in questo nuovo incarico affascinante ma difficile».

(foto Cronache Maceratesi)

 

Monsignor Giuliodori e don Peppe Branchesi

Monsignor Giuliodori e don Peppe Branchesi

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IL TESTO INTEGRALE DEL SALUTO DEL VESCOVO CLAUDIO GIULIODORI
Ai sacerdoti, ai diaconi, ai consacrati/e, alle famiglie, ai fedeli laici, alle autorità e a tutti i cittadini dell’amata Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia

Carissimi,
mentre il Santo Padre si accinge a terminare l’esercizio del suo ministero petrino, ha voluto, nella sua benevolenza e sapienza, chiamarmi ad un nuovo servizio nella Chiesa italiana come Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ringrazio Benedetto XVI per questo atto di fiducia verso la mia persona affidandomi un incarico di particolare rilevanza e delicatezza nella principale istituzione culturale dei cattolici italiani. A lui, che con un atto di grande umiltà e coraggio ha scelto la via maestra della preghiera e della meditazione per continuare a servire e per amare ancor più la Chiesa, va tutta la mia riconoscenza per come ha saputo guidare e confermare nella fede, in tempi non facili, la barca di Pietro.

Monsignor Giuliodori e il presidente del consiglio di Macerata Romano Mari

Monsignor Giuliodori e il presidente del consiglio di Macerata Romano Mari

Nell’accingermi ad assumere questo nuovo incarico, che ho accolto non senza trepidazione e qualche timore con la speranza di poter corrispondere alle aspettative, il mio pensiero più affettuoso va però ora, in primo luogo, a tutti voi cari sacerdoti, diaconi, consacrati/e, fedeli tutti, autorità e cittadini dell’amata Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Fin dal 22 febbraio del 2007, quando veniva resa pubblica la nomina, e a partire dal successivo 31 marzo, giorno della solenne consacrazione per mano del Card. Ruini, del Card. Bagnasco e di S. E. Mons. Menichelli, non ho smesso di amarvi e di stringervi sempre più al mio cuore. In questi sei anni di ministero non so se sono riuscito ad esprimere tutto il bene che ho voluto a questa Chiesa e a ciascuno di voi, ma certamente posso attestare di aver ricevuto tantissimo in stima, affetto e soprattutto testimonianza di amore alla Chiesa e di generosa sequela del Signore Gesù.
giulodori_ (14)Ogni giorno ho ringraziato Dio per avermi fatto il dono inestimabile di essere pastore e guida di questa comunità ecclesiale ricca di stupende tradizioni e sospinta da un grande slancio missionario. Sono stato interiormente edificato dalla fede genuina, dalla speranza incrollabile e dalla carità sincera che ho trovato in tutti e in particolare tra i più semplici e umili. Pur dovendomi ora separare da voi non senza un po’ di dolore e tristezza, rimarranno indelebili nel mio cuore e nella mia mente i momenti di intensa preghiera vissuti insieme, il cammino pastorale fatto con passione e impegno condiviso, i tanti incontri nelle case, nelle parrocchie, nei monasteri (soprattutto quelli di clausura), con le aggregazioni laicali, nella società civile.
giulodori_ (11)Ringrazio voi carissimi sacerdoti per l’accoglienza calorosa di un vescovo giovane, all’inizio non ancora cinquantenne, per la grande disponibilità a collaborare e per i tanti momenti condivisi assieme, a partire dalla Messa Crismale del Giovedì Santo, gli incontri mensili di tutto il clero e di quello più giovane, le numerose ordinazioni, gli esercizi spirituali, l’anno sacerdotale, e i tanti colloqui personali che mi hanno edificato, anche quando si trattava di affrontare problemi e difficoltà. Un grazie sincero e grato ai diaconi e alle vostre famiglie, molti di voi a me vicini nel quotidiano servizio alla Chiesa diocesana.
Non potrò dimenticare la speciale grazia che il Signore ha fatto a questa Chiesa con i numerosi seminaristi che si formano nel seminario Regionale di Ancona e in quello diocesano missionario di Macerata. Poter avere sacerdoti missionari è una grazia specialissima e un dono straordinario che pone questa Chiesa locale sulle frontiere più avanzate della nuova evangelizzazione in Italia, in Europa e nel mondo intero, fino alla Cina.
Non ho svolto una visita pastorale canonica, ma sulla scorta del Sinodo realizzato dai miei predecessori, ho cercato di vivere una missione e una visita pastorale permanente, rendendomi presente in modo costante e capillare nelle comunità parrocchiali, nei luoghi quotidiani del vivere umano, come le fabbriche, le scuole, gli ospedali e le case per anziani, partecipando agli eventi religiosi, culturali e civili del nostro territorio. Ringrazio per l’accoglienza sempre festosa e attenta.

Il saluto di don Pietro Spernanzoni

Il saluto di don Pietro Spernanzoni

Mi scuso se a volte posso aver deluso le aspettative di qualcuno. Ho cercato di servire il bene comune nella fedeltà al Vangelo e al Magistero della Chiesa. Non mi sono sottratto al dialogo e al confronto e ho sempre nutrito rispetto anche verso chi non condivide l’insegnamento della Chiesa o può non aver condiviso le mie scelte.
Spero che i progetti più importanti in ambito pastorale, maturati di volta in volta in occasione dei Convegni diocesani, soprattutto verso le famiglie e i giovani, con i relativi cammini di fede che cercano di tradurre e di incarnare in questo contesto gli orientamenti pastorali della C.E.I. per il decennio “Educare alla vita buona del vangelo”, restino come seme prezioso per la crescita spirituale e come stimolo per il rinnovamento pastorale di una Chiesa che cammina sotto lo sguardo benevolo della sua Patrona principale, la Madonna della Misericordia. A lei abbiamo da poco rinnovato l’affidamento di Macerata “Civitas Mariae”, nel 60° della ricorrenza, con momenti di particolare intensità ecclesiale e civile.
Una grazia speciale e inaspettata in questi anni è stata per me, e credo per molti, la possibilità di celebrare solennemente e con miriadi di iniziative, di grande spessore religioso e culturale, il IV Centenario della morte di P. Matteo Ricci, genio del dialogo culturale e grande apostolo della Cina. Sento ancora vivissime le toccanti parole di Benedetto XVI in occasione della speciale udienza del 29 maggio 2010 nell’Aula Paolo VI, gremita di maceratesi. giulodori_ (7)Tra le tante iniziative mi è particolarmente cara la Causa di beatificazione, la cui chiusura della fase diocesana è ormai prossima.
Tra gli eventi che hanno maggiormente segnato il mio ministero episcopale in questi anni non posso dimenticare l’Agorà dei giovani nel 2007, la partecipazione come catechista alle Giornate Mondiali della Gioventù di Sidney (2008) e di Madrid (2011) con tanti giovani della nostra diocesi. Indimenticabili per me resteranno anche i pellegrinaggi Diocesani in Terra Santa (2008), in Turchia nell’anno Paolino (2009), in Cina sulle orme di P. Matteo Ricci (2010), nella Russia Ortodossa (2011) e a Fatima – Santiago di Compostela (2012). Così come resteranno incisi nel mio cuore i viaggi missionari nelle parrocchie che la diocesi cura con propri sacerdoti in Albania (Bathore) dove sono stato più volte, in Argentina (Puerto Madryn) nel 2011, in Taiwan (Diocesi di Tainan) nel 2012.
In questi anni, purtroppo, abbiamo assistito all’aggravarsi della crisi economica, ma si è anche accresciuto l’impegno solidaristico della comunità ecclesiale, in modo speciale con il progetto “Solidarietà al lavoro” e con i numerosi progetti della Caritas diocesana e dei tanti enti caritativi presenti in diocesi e nelle parrocchie. Particolare attenzione è stata riservata ai vari gruppi etnici presenti nel nostro territorio. Con il fenomeno migratorio è cresciuta anche la presenza di altre confessioni cristiane con le quali si è sviluppato un prezioso dialogo ecumenico che ha portato anche ad accordi per la concessione di luoghi di culto.

giulodori_ (6)Porterò sempre con me anche l’emozione per la riapertura di due importanti Chiese, gioielli di fede e arte, come la Concattedrale di San Flaviano in Recanati e la Chiesa di San Filippo in Macerata, risultato di una fruttuosa collaborazione tra le varie istituzioni. Assieme alla costante attenzione per il recupero e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, ricordo i numerosi interventi su chiese e strutture pastorali danneggiate dal terremoto e l’adeguamento funzionale delle case d’accoglienza, in particolare della Domus San Giuliano, diventata oggi un moderno centro polifunzionale a servizio della comunità ecclesiale e del territorio. Molte altre cose potremmo ricordare, e in tutte riconoscere la benevolenza divina. Di tutto comunque hanno dato puntuale e intelligente resoconto i nostri media, Emmaus, Radio Nuova InBlu e il sito internet della diocesi che ringrazio di cuore. Così come sento di dover ringraziare anche i media locali, per la maggior parte sempre attenti, corretti e non faziosi.
Sentimenti di vivissima gratitudine desidero esprimere ai più stretti collaboratori, Mons. Pietro Spernanzoni, Vicario Generale, Mons. Pio Pesaresi, Vicario per il Clero, Don Egidio Tittarelli, Vicario Pastorale, Don Gianluca Merlini Cancelliere e Segretario Generale, e a tutti gli Uffici e i Servizi di Curia, che ho sentito vicini e disponibili, sempre pronti a condividere gli impegni e le responsabilità pastorali. Sono grato alla Diocesi anche per avermi accompagnato e sostenuto nei diversi impegni a livello nazionale come Presidente della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali.
Ma se c’è una cosa che può riassumere il cammino fatto assieme in questi sei anni è certamente il dono dell’Adorazione eucaristica perpetua, segno eloquente del cuore pulsante della nostra fede nel Signore Gesù Cristo, risorto e vivente in mezzo a noi. È stando in costante adorazione davanti a lui presso la Chiesa del Corpus Domini che la comunità diocesana è cresciuta e ha potuto vivere momenti di grande intensità spirituale. Anche se devo lasciarvi come Pastore, mi consola la certezza che nell’Eucaristia potrò rimanere sempre unito a voi, ricordandovi nelle mie preghiere. Spero di poter contare anche in futuro sul vostro ricordo nella preghiera.
giulodori_ (12)Ho cercato con i miei limiti di farmi “tutto per tutti” (1Cor 9,22), senza risparmiarmi in nulla, amando e servendo la peculiarità di questa Chiesa con le sue tante risorse e le sue fatiche, esortando e incoraggiando tutti a donarsi con gioia e generosità. Come ho scritto nell’introduzione al volume che raccoglie le omelie “ho cercato di spendermi senza riserve per aiutare tutti e ciascuno a vivere in pienezza la vocazione ricevuta”. Ho cercato di farlo “con cuore di padre” come insegna San Paolo: «Come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, vi abbiamo incoraggiato e scongiurato di comportarvi in maniera degna di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria» (1Ts 2,11-12). Vi assicuro che nel mio cuore resterete per sempre, e spero di poter anch’io rimanere un po’ nel vostro. In grazia e verità, vi benedico con immenso affetto.



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