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Discarica, Montefano non si ferma:
«Stiamo preparando il quarto ricorso al Tar»

RIFIUTI - Mobilitazione totale da parte del Comune e dei comitati. La sindaca Angela Barbieri: «Dopo la graduatoria di Univpm non avremmo mai pensato che si sarebbe fatta un’azione che definisco scellerata a colpi di maggioranza». Stasera un incontro pubblico al campo sportivo di Passatempo di Osimo, confinante con il sito al primo posto

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La sindaca di Montefano Angela Barbieri

di Francesca Marsili

«Stiamo preparando il nostro quarto ricorso al Tar. Tutta questa vicenda è nata male e finisce peggio». Non usa toni conciliatori, tutt’altro, annuncia battaglia legale la sindaca di Montefano Angela Barbieri dopo il ribaltamento della graduatoria dell’Ata 3 che ora vede il piccolo comune al primo posto per ospitare la futura discarica provinciale con due siti: Beldiletto e Fratte.

«Nella graduatoria stilata in base a criteri scientifici su cui la Politecnica delle Marche ha basati tutto lo studio su incarico dell’Ata – evidenzia Barbieri – noi risultavamo al 9° e al 15° posto. Non potevamo mai pensare venisse fatta un’azione che definisco scellerata a colpi di maggioranza». Da un giorno all’altro, senza preavviso, Montefano si è ritrovata al vertice. I due siti del piccolo borgo maceratese sono ora rispettivamente al primo e al secondo posto nell’elenco dei luoghi candidati a ospitare la nuova discarica provinciale a supporto del Cosmari. Una scelta ritenuta ingiusta e i cittadini si mobilitano con una protesta.

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Una ingrata posizione conquistata a seguito di ulteriori criteri aggiunti, su emendamento lo scorso 6 maggio del sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, che hanno ribaltato il lavoro tecnico. Al fianco della sindaca di Montefano, compatti, ci sono i cittadini, indignati, e gli amministratori dei comuni confinanti. I due siti candidati: Beldiletto e Fratte, si trovano al confine con la frazione di Passatempo di Osimo e con San Biagio di Filottrano, in un’area a cavallo tra le province di Macerata e Ancona. Il no alla discarica a Montefano è supportato anche da elementi ambientali. Nella zona sono presenti pozzi di captazione dell’acquedotto che serve decine di migliaia di cittadini di Osimo e Montefano. È anche un territorio che ospita vigneti e dove, evidenzia Gianfranco Canullo, direttore di un’azienda agricola: «Abbiamo da decenni certificazione biologica e produciamo Rosso Piceno doc e Colli maceratesi rosso doc».

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Gianfranco Canullo

I due siti, inoltre, ricadono in una zona di particolare pregio: nelle vicinanze sono stati rinvenuti reperti piceni e tracce dei primi insediamenti legati all’antico sito di Veragra, con significativo valore storico-archeologico. Il gruppo WhatsApp No discarica Montefano ha superato i 400 iscritti. L’opposizione alla discarica non si ferma ai confini di Montefano. Osimo e Filottrano, i comuni confinanti direttamente interessati dai due siti, hanno fatto fronte comune. Al fronte, assieme alla sindaca Barbieri, si è unito anche il consigliere comunale di minoranza del Comune di Osimo Matteo Sabbatini, che aggiunge: «Una vallata straordinaria che rischia di essere trasformata nel sito della nuova discarica della Provincia di Macerata, una scelta che riteniamo profondamente sbagliata e sconsiderata. Parliamo infatti di un’area affatto baricentrica rispetto al territorio della provincia di Macerata, ma soprattutto estremamente delicata dal punto di vista ambientale e idrico: proprio in questa zona passano le condotte provenienti dall’invaso di Castreccioni e poco più a valle sono presenti pozzi di captazione dell’acqua potabile che alimentano l’acquedotto di Osimo e, in parte, quello di Montefano, servendo decine di migliaia di cittadini. Difendere questo territorio significa difendere la salute pubblica, l’ambiente e il futuro delle nostre comunità».

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Previsto per questa sera un incontro pubblico al campo sportivo di Passatempo di Osimo, alle 21,15, dove saranno presenti il comitato No discarica territorio Montefano Recanati e le amministrazioni comunali di Montefano, Osimo e Filottrano.

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