Riordino Province: il Governo ha deciso
Macerata con Fermo e Ascoli

Approvato questa mattina il decreto legge che disegna la nuova mappa degli enti locali. Da gennaio 2013 via le Giunte e dal 2014 la riforma sarà definitivamente attivata
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La conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri e la nuova cartina delle Marche

 

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Il ministro Patroni Griffi

 

di Alessandra Pierini

Era già tutto previsto viene da dire leggendo le dichiarazioni del ministro Filippo Patroni Griffi dopo l’approvazione del decreto legge di riforma delle Province da parte del Consiglio dei Ministri. Il Governo ha concesso ai territori qualche mese per dilettarsi al “Risiko” nostrano ma in realtà non aveva alcuna intenzione di concedere spazio a quelle che, solo per convenzione, vengono chiamate autonomie territoriali ma che ormai di autonomo non hanno quasi nulla. A niente sono quindi serviti i tavoli, le riunioni, gli sforzi politici e le istanze manifestate dai cittadini, a nulla è servito il lavoro fatto dal Cal chiamato a redarre una proposta, inutile anche la riunione del Consiglio Regionale che ha accettato la proposta a 4 Province (leggi l’articolo). Tutto da buttare. Il destino delle Marche del Sud era già stato definito a luglio e l’accorpamento di Macerata, Ascoli e Fermo era già cosa fatta. L’illusione di poter fare qualcosa per cambiare quanto già stabilito è stata solo un gentile omaggio del governo Monti che non ha osato togliere anche la “speranza”.
Il decreto prevede “51 province comprese le città metropolitane, dalle attuali 86 nelle regioni a statuto ordinario”. Lo ha annunciato il ministro che ha precisato che   “è di tipo ordinamentale e strutturale, nella logica avviata con la spending review”.
 La riforma  sarà attiva a partire dal 2014; a novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici, ha aggiunto Patroni Griffi. La riduzione è “un processo irreversibile e da gennaio verranno meno le giunte provinciali. Nella fase di transizione sarà possibile per il presidente delegare non più di tre consiglieri”. Così il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi spiega il decreto sul riordino delle Province, aggiungendo che il governo “si è mosso tra spinte al mantenimento dello status quo e spinte alla cancellazione totale delle Province, sono Province nuove per dimensioni e per sistema di governance”. Sul riordino delle Province delle Regioni a statuto speciale “ci occuperemo in seguito, visto che la legge sulla spending concedeva a queste realtà 6 mesi di tempo in più”, ha detto  Patroni Griffi, aggiungendo che “la Sardegna ha già provveduto mentre la Sicilia ora è impegnata su altro”. Per assicurare l’effettività del riordino delle Province “senza necessità di ulteriori interventi legislativi, il governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti dall’eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta”.

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Gian Mario Spacca, presidente della Regione

«E’ accaduto quello che avevamo ripetutamente annunciato ha commentato il governatore delle marche Gian Mario Spacca – il Governo ha dato seguito al suo precedente decreto. Nelle Marche ci saranno tre Province come era stato anticipato. Ora il voto del Consiglio regionale appare nel suo reale significato: l’onore delle armi concesso alla storica Provincia risorgimentale di Macerata. Si conferma anche che certi toni decisamente sopra le righe ed estremamente astiosi che hanno caratterizzato le dichiarazioni di molti esponenti politici soprattutto dell’area fermana, apparivano fuori luogo e assolutamente ingiustificati. Il Governo nazionale è sempre rimasto sordo a qualsiasi indicazione che non avesse avuto corrispondenza con il decreto iniziale che già prevedeva per le Marche tre Province ”. 



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