Emanuele De Candia

Emanuele De Candia


Utente dal
20/7/2010


Totale commenti
21

  • In 400 per Matteo Renzi a Civitanova:
    «Salvini? Una Chiara Ferragni mancata»

    1 - Mar 10, 2019 - 16:00 Vai al commento »
    @SauroPaolucci Gli sbarchi sarebbero diminuiti con Salvini per l’ardita azione di governo di sequestro proprie navi sui proprio porti? Quando è arrivato il capitano bloccatore di porti gli sbarchi erano diminuiti del 85%. Leggi almeno i dati sul sito del ministro degli interni dell’eroe selva italiani. Sono pubblici. Sul terremoto errori sì troppa grazia, senza una assicurazione obbligatoria contro il rischio sismico nella maggior parte dei paesi civili nessuno avrebbe avuto diritto al risarcimento, né tantomeno sarebbero stati coperti con fondi pubblici immobili di non abituale dimora. Se non lo sei in Italia non esiste alcun diritto di risarcire danni per calamita naturali: è una scelta che la politica può o non può fare e nelle modalità in cui meglio crede. Il precedente governo lo ha fatto e ha deciso di coprire tutto, scelta non dovuta. Ciò che sta facendo l’attuale governo, il nulla. Pero ancora è colpa di Renzi.
  • Elsa Fornero a Civitanova:
    «La mia riforma delle pensioni?
    Era a rischio il patto fra generazioni»

    2 - Feb 3, 2019 - 18:14 Vai al commento »
    Breve cronistoria (ma non troppo). Prima che arrivassero i tecnici, dal 2008 al 2011 abbiamo avuto il Berlusconi appoggiato dalla Lega e anche la Meloni era nel PdL. Cosa successe nel 2011? In ordine cronologico: si approvò il DL 98/2011 nel luglio 2011 con effetti sull'indebitamento netto (tradotto manovra) di 2,108 miliardi nel 2011; 5,578 miliardi nel 2012; 24,406 miliardi nel 2013 e sì 47,973 miliardi nel 2014. Che botta, perché? I conti pubblici, quindi tutto ciò che lo Stato deve prendere da qualsiasi fonte di ricchezza per pagare qualsiasi prestazione, pensioni comprese che ne impegnano la maggior parte, palesavano deficit di bilancio che nessuno voleva più finanziare se non ad alti costi. Quella toppa di quasi 48 miliardi doveva servire per poter tornare credibili così da abbassare i costi del debito. Bastarono i 48 miliardi di Berlusconi Lega e Meloni? No, così arriva la manovra di ferragosto con il DL 138/2011 dello stesso governo per ulteriori effetti sull'indebitamento netto di 732 milioni del 2011, ne incrementò di altri 22,698 miliardi nel 2012, per continuare con altri 29,859 miliardi al 2013 e arrivare agli ultimi 11,822 miliardi nel 2014. Arrivati a quasi a 60 miliardi di manovra dovevano bastare. No, una valanga di miliardi che ipotecavano il futuro con maggiori tasse sopratutto (dal quadruplo di maggiori tasse rispetto a minori spese nel 2012, fino al doppio di maggiori tasse rispetto le minori spese nel 2014) era considerato inutile e non credibile per un governo che non aveva più la minima fiducia. Perché? Aveva continuato a spostare in avanti gli effetti delle manovre rimandandone la maggior parte nel 2014 quando finiva la XVI legislatura, lasciando i cocci a chi arrivava dopo. Cosa? Quello che da anni aveva sempre rimandato e non avuto il coraggio di fare, tra cui ma sopratutto proprio la riforma delle pensioni varata nel 2005 a fine secondo governo Berlusconi per lasciarne gli effetti negativi al governo dopo, che infatti puntualmente rettificò da scalone e scalino la riforma Maroni. E' qui, all'ultima spiaggia delle credibilità, da non poter recuperare a suon di miliardi di manovre che ipotecavano il futuro con una mazzata restrittiva fino al 2014, arriva il cambio di governo e aggiunge con il DL 201/2011 di dicembre 2011 (che comprende la famigerata riforma delle pensioni) 20,246 miliardi nel 2012, 21,321 nel 2013 e altri 21,431 miliardi per il 2014. La manovra della Legge di Stabilità di quel anno infatti fu risibile quanto ad effetti su maggiori tasse o minori spese, meno di un miliardo in tre anni. Era già stato fatto quasi tutto da luglio a settembre 2011 per circa il 75% di manovra totale di 81,327 miliardi dal governo Berlusconi, Lega e Meloni compresa. Ma non era servito a niente se l’Italia ha dovuto cambiare il governo a fretta e furia per non fallire per l'impossibilità di finanziarsi sul mercato dei titoli pubblici. I venti miliardi che ha dovuto aggiungere il governo Monti, compresa la riforma di Elsa Fornero, che in realtà avevano il solo effetto positivo di rimettere in ordine il sistema pensionistico, sono stati accusati di tutti i mali. Ma gli effetti negativi che si sono spostati fino al 2014 erano, ripeto, tutti già stati varati dall'agosto al settembre del 2011. Tutta colpa della riforma Fornero, fatta in fretta e furia e con numeri di chi fosse rimasto scoperto fino al 2014 che il Ministero del lavoro non aveva (perché altrimenti avrebbe dovuto coprirli con salvaguardie successive?) sperando almeno che da quel momento in poi li abbia invece di continuare a delegare all'INPS un potere che non dovrebbe avere, quello di sapere i destinatari di misure pubbliche? La colpa di aver dovuto rimettere in sostenibilità il sistema pensionistico che era un colabrodo da ogni parte. Gli effetti negativi che avete preso in testa partivano da prima del 2011, molto molto prima e la batosta finale che vi ha raschiato il portafoglio era già stata decisa da chi ora difendete con quota 100. Noto dai commenti tutti esperti di finanza pubblica, mi aspetto ulteriori approfondimenti con dati e stime attuariali sul come mai il debito pubblico non è sceso, il complotto dei mercati finanziari magari e soprattutto sugli effetti di positivi per l’economia di questi modi bislacchi di comprare voti con i prepensionamenti di quota 100. Proprio quello che hanno fatto arrivare a riforme da approvare in emergenza per aver finito di rischiare il barile.
  • Castelraimondo, si dimette il revisore dei conti

    3 - Mar 22, 2013 - 17:57 Vai al commento »
    Da questa penosa vicenda, viene dimostrato che se si accendesse un serio riflettore, situazioni del genere, di palese conflitto di interesse per incompatibilità, emergerebbero anche dei reati. Sarebbe il tradizionale caso di una classe + estesa rientrante nell'abuso della funzione pubblica, attualmente estromessa dai reati contro la pubblica amministrazione. Penoso leggere le dichiarazioni con cui si difende. Questi personaggi, dimostrano spregio per la funzione pubblica che dovrebbero ricoprire, vedendolo piuttosto come asservita ai propri desiderata. Fa specie anche il vertice dell'ente che a suo tempo sostiene di non avere riscontrato incompatibilità. Cosa centra se il Comune non è in posizione di controllo rispetto alla Contram spa. Sono fumo negli occhi. Rileva invece che il revisore (controllore) decide la regolarità degli atti e delle spese su Contram Servizi srl (controllato), su se stesso. Che si sia dimesso per scongiurare indagini penali oltre a quelle di responsabilità amministrativa a suo carico è palese, ma questo non credo possa bastargli, infatti ricorrono tutti i presupposti per l'apertura di una procedura per danno erariale  alla Sezione regionale delle Corte dei Conti. Dato che la condizione per l'attivazione della procedura può avvenire per segnalazione o sulla base di notizie diffuse dai mezzi di informazione, sarebbe importante che tali articoli assumano rilevanza anche nella stampa locale. Curioso sarebbe vedere ora, quale porta girevole aprirà Berardinelli, tra pubblico e pubblico privatizzato che ha a disposizione. 
  • Riordino Province: il Governo ha deciso
    Macerata con Fermo e Ascoli

    4 - Nov 1, 2012 - 19:51 Vai al commento »
    Alberto Tombesi, che questa riorganizzazione non sia stato un mero “strumento di cassa”, lo dimostrano le esigue riduzioni di spesa che il processo comporta, 40 milioni. L'obiettivo che il governo si propone è molto ampio e indubbiamente avrà forti effetti in tutti le amministrazioni decentrate dello Stato, inclusa le Camere di Commercio, che lo coinvolgono d'obbligo alla difesa d'ufficio. Quindi invece di pensare alle province ora sarebbe il caso che tutti gli enti decentrati, strumentali, di programmazione e regolazione e le autonomie funzionali pensino a come rispondere a quello per cui sono state istituite e non al mantenimento degli apparati: semplificare e rendere efficace l'azione amministrativa e eliminare ogni procedura utile all'ufficio che la gestisce ma inutile a garantire interessi costituzionalmente meritevoli ai destinatari. 
  • Salvare la Provincia?
    Forse, ma volando alti

    5 - Ott 16, 2012 - 16:18 Vai al commento »
    @ Pierangeli, auguriamoci che tutto rimanga per come sempre è stato e che i costi di quest'eccesso di malamministrazione siano resi eterni da una costituzione divina.  E' finita, per chi viveva di politica rimarranno le carcasse, rassegnatevi.
  • “Macerata e il riordino delle Province”
    Un incontro pubblico per fare il punto

    6 - Ott 16, 2012 - 0:09 Vai al commento »
    @Marta Pierangeli, quindi la priorità del mantenimento della Provincia di Macerata, sarebbe quello di non pagare i costi dell'eventuale dissesto di Ascoli. Ammesso e non concesso che finora i dissesti li hanno sempre pagate sempre tutti i cittadini italiani, trasferimenti del centro. Menzioni quindi un sistema sanzionatorio che vale per ora solo per le Regioni in disavanzo sanitario non per le Provincie, le quali tra l'altro dovranno cambiare statuti e missioni istituzionali, strumenti di copertura delle spese e tipologie di entrate. Le Provincie costano meno delle altre autonomie territoriali (11 miliardi a cui bisognerebbe aggiungere gli enti del conto consolidato della pubblica amministrazione che le stesse controllano e partecipano), ma questo non significa che l'accorpamento non sia un ottimo inizio per razionalizzare spese di funzionamento e sovrapposizioni amministrative che rendono mastodontica l'efficienza dell'azione amministrativa in Italia. Ricordo che su area vasta sono organizzati tutti i servizi decentrati dello Stato (agenzie fiscali, sanità, scuola, giustizia, sicurezza, assistenza, ecc), i servizi pubblici a rete (acqua, rifiuti, trasporti), tutte le autorità di regolamentazione e tutti le forme societarie e non di gestione (società, consorzi, ecc). Saltate le Provincie saltano anche tutti i doppioni, che oltre a duplicare i costi non permettono a tali servizi di avere l'idonea dimensione di scala per essere efficienti ma solo mantenere rendite di posizione. Quindi evocare i presunti costi di default di Ascoli per mantenersi la propria provincia è un argomento debole.
  • Ruoli Consorzio Bonifica
    La Provincia invita a presentare osservazioni

    7 - Ott 16, 2012 - 16:04 Vai al commento »
    Oltre ad essere enti costosi e inutili, la cui opacità di gestione è solo volta alla spartizione di poltrone per silurati politici, non vogliono neanche scontentare i beneficiari della bonifica a corrisponderne il prezzo. Certo, per Pettinari dovrebbero pagare tutti i contribuenti per opere che oltre ad avere labili benefici sono extragonfiate. Procedure di affidamento pubbliche per eventuali bonifiche da effettuare e liquidazione di questi carrozzoni clientelari. Eliminiamo queste Province che ci scorrazzano sopra.
  • SPENDING REGIONE
    Dove sono i veri costi della politica

    8 - Set 25, 2012 - 0:44 Vai al commento »
    Questa è bella, dovremo mantenere amministratori, enti e consorterie perché siamo "provinciali"?  Le provincie andavano abolite con l'istituzione delle Regioni eh. 40 anni sprecati per pagare chi vive di politica e il suo sottobosco.
    9 - Set 24, 2012 - 22:40 Vai al commento »
    La Regione Marche, con tutti gli errori che ha potuto fare, è rimasta fuori dal tormentone dei costi della politica e sono indubbiamente bassi se confrontati con le altre Regioni. Si può chiedere di + anche alla nostra Regione, questo è chiaro. Ma con le Provincie la Regione non poteva fare niente, non ha alcuna competenza in materia se non ratificare le decisioni prese dal Consiglio delle Autonomie. Quindi non si capisce la polemica.
    10 - Set 24, 2012 - 22:23 Vai al commento »
    Cominciamo a eliminare qualche campagna ideologica. Il provvedimento di riordino delle Provincie è stato ritenuto incostituzionale per lo strumento del decreto con cui è stato approvato e non perché non rientrano nelle competenze del Governo. E' stato chiarito con una posizione lapalissiana da Sabino Cassese, presidente della Corte Costituzionale, proprio in risposta delle molte richieste arrivate dall'Unione Provincie Italiane per valutare gli estremi di ricorso. Non a caso dopo si sono bloccate le istanze e il contenzioso. Secondo, la valutazione del provvedimento di accorpamento delle Provincie non può essere valutabile sotto il profilo del risparmio dei costi. In questi casi, sia la Ragioneria Generale dello Stato, il Servizio Bilancio al Senato, come la relazione tecnica del Governo non possono contemperare se non i costi del personale, il quale incide poco è vero e pochi altre economie di spesa per la gestione. In realtà però, come pochi sanno (ma potrebbero informarsi nella valanga di audizioni parlamentari sul tema) all'amministrazione provincia, l'organizzazione dei livelli di governo dello Stato italiano, collega tutte le amministrazioni decentrate dello Stato, ovvero Prefetture, Tribunali, UTG, ASL, Provveditorati, Scuole, Agenzie fiscali (Tributi, Territorio, Demanio, Marittime, Dogane), Camere di Commercio, Università, + tutte le Ato e le Agenzie per i servizi a rete  come Rifiuti e Servizio Idrico Integrato, per non dimenticare i Consorzi di bonifica, irrigui ecc ecc. Ne ho dimenticati molti, infatti la c.d. "area vasta" è stata fino ad oggi considerata il parametro per delimitare i bacini ottimali dei servizi decentrati, sia amministrativi che di servizi pubblici locali. Questo ha portato una proliferazione per ogni Provincia, virtuosa o meno che sia, di una proliferazione di amministrazioni, enti pubblici, imprese, consorzi, istituzioni, fondazioni, agenzie funzionali e autonome, aziende speciali, le cui Provincie non hanno lesinato di farle entrare nel proprio giardino di enti partecipati.  Quello che il Governo ha previsto per le Provincie infatti si coordina con tutte le altre misure che riorganizzano gli enti sopra citati. E se sparissero la metà di questi enti inutili è perché finalmente sparisce dallo Stato italiano quel codice napoleonico che ancora oggi ci riportiamo dietro. Chi parla di incostituzionalalità non sa quello che dice o è in mala fede. Lo stesso vale per chi fa i conti con i costi risparmiati.
  • Ciccanti ‘sfida’ il Governo e rilancia:
    Se si accorpa Fabriano, Macerata è salva

    11 - Ago 16, 2012 - 3:10 Vai al commento »
    @marco.diomedi, con tutto il rispetto della difesa d'ufficio, sono inutili le argomentazioni portate a supporto, nessuno rimpiange l'ente provincia e per questo dovete farvene una ragione. Evidentemente costate troppo rispetto all'apporto funzionale. Rispetto molto i dipendenti della Provincia di Macerata che ho conosciuto, persone competenti, i quali saranno gli unici a pagare lo scotto. Sono anche sicuro che non ci saranno grandi problemi per loro. Quello che è meschino invece è vedere puntare i piede su un giocattolo rotto e fallimentare. Se vediamo i costi spesi in 10 anni dall'ente e il capitale fisso accresciuto nel territorio entriamo nel dominio dell'irrisorio. Il lavoro creato con la formazione, le infrastrutture utili e molto altro che ne sarebbe dovuto risultare.. dove sono.. 
  • Soppressione del Tribunale di Camerino
    Conti: “Pronti a passare con l’Umbria”

    12 - Lug 14, 2012 - 3:18 Vai al commento »
    Questi battaglieri, leggessero i vari rapporti che dal 2007 sono pubblici, i numeri li hanno messi spalle al muro. Era ora. Poi non parlassero di cittadini (che li paghiamo ancora) ma di servizi strumentali collegati da eliminare, e qualche toga e molti avvocati che devono spostare la sedia dello studio. Per la minaccia di sconfinare in Umbria la attuassero. Camerino è una miniatura di inefficienza a carico della collettività e i Comuni sotto a 5.000 abitanti dovrebbero aggregare tutte le funzioni per arrivare almeno a 50.000. Altro che i 10.000 che ha disegnato la riforma del Governo. Enti che non erogano alcun servizio per le spese che chiedono ma sono  forme di assistenza al reddito mascherate per chi ci lavora. E' ora di cambiare passo nell'Italia degli 8.000 campanilini. La campana è suonata.
  • Macerata sotto Fermo? “Mai”

    13 - Lug 14, 2012 - 2:47 Vai al commento »
    Anche non considerando l'incapacità delle Provincie marchigiane di fare seria pressione governativa, detto in altre parole non hanno avuto mai niente dal Centro, mi sembra veramente improbabile che questo polverone di chiacchiere tra Pettinari e Capponi possa avere un minimo di plausibilità. Se tutto procederà, condizionale d'obbligo, nelle Marche avremo solo Ancona. Se invece il processo si dovesse arrestare non sarà di certo per l'attività di lobbying dei nostri supposti eroi. Avranno sempre un'altra opportunità con le prossime elezioni politiche, in cui ci sarà sempre qualche costo a tavola. Dubito che vengano stravolti i criteri già decisi questa volta, il piatto piange. E l'intento è disboscare tutte le istituzioni, agenzie e enti collegati con l'amministrazione di area vasta, quindi anche riusciranno a salvarsi in calcio d'angolo, saranno enti di secondo livello e senza le ramificazioni che dal 1970 sono cresciute come edere nel loro contorno.
  • Regini: “Sforato il patto di stabilità, siamo prossimi al default?

    14 - Apr 3, 2012 - 0:15 Vai al commento »
    E non è che perché lo ha annunciato il dirigente della funzione finanza ha meno responsabilità del Sindaco per la legge. Le nuove disposizioni poi non decurtano solo il 3% dei trasferimenti ma l'intero ammontare dello squilibrio finanziario. I tempi del taglio al fondo di riequilibrio e di perequazione annaffiati al 3% sono terminati. Dicessero ai cittadini quanto realmente devono compensare con maggiori imposte e tariffe, ma sopratutto con nuove lascive concessioni edilizie, trasformazioni urbanistiche o dismissioni di patrimonio.
  • Emergenza idrica nell’Alto Maceratese
    San Ginesio il Comune più colpito

    15 - Feb 25, 2012 - 2:05 Vai al commento »
    In condizioni ottimali nella Marche, il 30% circa di acqua viene persa a causa della mancata manutenzione delle reti idriche. Le falde acquifere si riducono e scanso un moderato consumo c'è poco da fare. Piuttosto, quello che bisognerebbe farsi spiegare dal gestore è quanto perde la rete di distribuzione e a quanto ammontano gli investimenti per la manutenzione e se del caso il ripristino. Dati che poche società vogliono cedere, anche perché potrebbe emergere che la maggior parte di fondi destinati a tale capitolo di spesa, sia ridiretto in spesa corrente. A quel punto sarebbe difficile giustificare ai cittadini senza acqua che è la neve la causa, ma sopratutto che è un "bene comune" per cui cavalcare le piazze, si scoprirebbe anche a che scopo è stato fatto il referendum. Se poi al servizio idrico aggiungiamo quello di depurazione (generalmente gestito dalla stessa azienda) ne uscirebbero delle belle. In questo caso è aperta una procedura di infrazione europea e a vedere gli stanziamenti di bilancio non sembra affatto che le risorse possano raggiungere la metà del dovuto in termini di depurazione. Però non appena si parla di trasparenza e gare ad evidenza pubblica non c'è un sindaco che non cavalca la demagogia dell'esproprio ai privati. Si dà il caso che ora i privati sono gli amici degli enti locali che affidano il servizio senza gara.  
  • Più popolare e meno snob
    “Il nuovo inizio” dello Sferisterio

    16 - Feb 25, 2012 - 2:25 Vai al commento »
    Dal fatto che le notti bianche, almeno quelle vere, escono dai vincoli del patto di stabilità.  Se hanno aumentato prezzi e magari riescono a togliere un pò di spese generali e amministrative (uno sproposito) è il minino che potevano fare.
  • I BUCHI DELLO SFERISTERIO
    Ecco i dati delle ultime stagioni

    17 - Gen 27, 2012 - 18:41 Vai al commento »
    A parte l'opacità delle voci di spesa, legittimata dalle norme contabili, credo che il problema della trasparenza in fondo possa essere risolto, ammesso che ci sia la volontà di farlo. Meno giustificabili rimangono le eccessive spese amministrative e generali. In questo caso, con semplici indicatori di benchmark (es. paganti / ore di spettacolo a pagamento; valore dei ricavi da biglietto / spese amministrative, ecc), emergerebbe una forte sperequazione nell'allocazione di risorse, ma sopratutto delle anomalie in merito all'equità distributiva, ovvero ai beneficiari delle sovvenzioni. Anche senza dati è facile azzardare che chi ottiene benefici trovandosi il biglietto sussidiato all'80% forse potrebbe permettersi di contribuire di più a proprie spese, fermo restando che l'organizzazione dovrebbe a pari risorse effettuare più spettacoli o eliminando quelle spese che poco hanno a che fare con la qualità dell'opera. Anche la politica della sponsorship lascia a desiderare, quanto potrebbe compensare una buona parte di quella del sussidio pubblico.
  • Area commerciale di Corridonia
    Le precisazioni della Alba srl

    18 - Ago 25, 2011 - 3:08 Vai al commento »
    Caro Mario, mi permetta la supposizione del nome, anche se la sua risposta avrebbe meritato una firma con nome e cognome, giusto per togliere almeno un dubbio dei molti ormai in circolo. La trasparenza, anche se non vorrei farle una lezione su questo, in genere paga, sopratutto in queste situazioni. Tornando in merito alle vicende di cui si parlava, premetto che ho pregiudizi che esulano dalle aziende promotrici ma piuttosto emersi dal modo con cui tale progetto è affiorato nel dibattito pubblico. Forse l'aspetto procedurale che ha portato alla definizione della convenzione di lottizzazione ha fatto acqua, chiaramente era l'ente locale che aveva l'onere di coinvolgere la parti interessate. Il resto viene quasi da sé con frazionamenti di lotti e altri piccoli escamotage, come l'attualizzazione fatta per l'incremento della volumetria con una fallace formula statistica su dati demografici spuri (che ora non sarebbe più necessaria con la perequazione urbanistica e cessione di diritti edificatori). Questo non giustifica alcuna diffamazione ed è chiaro che non c'è niente di illegale in questo. Molta forzatura sì, giustificata con i posti di lavoro. Qualsiasi onesta analisi dell'impatto economico non dovrebbe dire queste sciocchezze popolari. Magari il sindaco ha fatto la social accounting analysis... Una cosa vorrei suggerigliela, con la speranza che lei sappia usare una serie di algoritmi dei motori di ricerca. Da questi infatti, inserendo varie key world (in relazione alla società, proprietari e soci) compaiono delle informazioni. Nessuno di chi le ha lette potrebbe avere certezza che siano riferite alla stessa società, gli stessi soci o proprietari di cui trattasi, infatti il mondo è pieno di omonimie, internet le moltiplica con l'aggravante che si vede anche quello che viene cancellato. Prima di prendervela con chi legge è divampa spropositi, sarebbe il caso che prendete atto e distanza da quello che gli altri leggono se tali espressioni sono riferite ad altri destinatari. Perdoni la pillola di crisis management
    19 - Ago 16, 2011 - 18:11 Vai al commento »
    Una attestazione SOA, per un'impresa affidataria di una lottizzazione del genere sembra il minimo. Nell'elenco delle imprese dell'Autorità di vigilanza per i contratti pubblici non esiste l'azienda Alba s.r.l. http://casellario.avcp.it/SOA/Soa3.nsf/IndexWeb?OpenFrameSet&Frame=Body&Src=%2FSOA%2FSoa3.nsf%2F54447eb449b98030c1256e7f00342526%3FOpenForm%26AutoFramed E queste ditte che collaborano chi sono?
  • Corridonia: anche un Mc Donald’s
    nel centro commerciale delle polemiche

    20 - Ago 16, 2011 - 4:25 Vai al commento »
    Lascia molto perplessi la dichiarazione di Franco Capponi, che in mancanza del regolamento regionale "tutti possono fare quello che vogliono". Sarebbe meglio precisare che è più plausibile sostenere: "tutti possono trovare un alibi per non assumersi le proprie responsabilità". Non a caso la Provincia avrebbe potuto applicare tutte le disposizioni preposte alla salvaguardia preventiva, anche in mancanza del famoso Piano territoriale di coordinamento. E' stato accertato l'impatto sulla mobilità, accessibilità e viabilità, chi ha firmato il provvedimento? La delibera dovrebbe riportare anche chi ha fatto lo studio di fattibilità, vogliamo vederla?
  • Vigilanza contro la criminalità organizzata

    21 - Ago 26, 2011 - 16:17 Vai al commento »
    Molto lodevoli le posizioni sostenute dell'avv. Giuseppe Bommarito. Sappiamo purtroppo che molti strumenti deputati al controllo sono spuntati dalle attuali normative. Uno degli ultimi strumenti preposti al controllo è la c.d certificazione antimafia, che dai primi risultati ottenuti, è emersa la pressoché completa inefficacia a raggiungere gli obiettivi ostativi per cui era stata definita. Entrando in merito alle lacune intrinseche dello strumento, già il rapporto costo/efficacia ne fa emergere l'insussistenza (dai dati rilasciati dalla Prefettura di Catania per uno specifico analisi costi benefici: 99,1% sono state informative non ostative, lo 0,5% ostative, lo 0,4% atipiche su un totale annuo di 1354 certificazioni richieste, le cui 4 uniche interdittive costano 48.127 euro ognuna, dato l'ammontare del costo totale del per effettuare il servizio è di 192.508 euro). Ma una delle più rilevanti criticità è che sia l'informazione che la comunicazione antimafia sono documenti (spuntati) richiesti solo a fronte di appalti pubblici. Nei casi in cui siamo sotto determinate soglie subentra lo strumento della comunicazione (per i lavori 5.000.000 euro; per servizi e forniture 200.000 euro; per subappalti e concessioni di bene demaniali 154.000 euro) che a differenza dell'informazione antimafia è molto cedevole rispetto la verifica dei requisiti. Anche nel caso si superino certe soglie di appalto rimangono scoperti da efficacia due aspetti molto critici: 1) la richiesta di informazioni è inoltrata al Prefetto della provincia nella quale hanno residenza o sede le persone fisiche, le imprese, le associazioni, i consorzi o le società interessate di appalto. Questa norma viene elusa sistematicamente sia dalle persone fisiche che giuridiche che hanno già subito un provvedimento interdittivo antimafia. Come? In molti casi è stato sufficiente per le imprese interdette cambiare in modo fittizio la SEDE LEGALE presso un'altra provincia, anche conservando la sede operativa nella provincia in cui ha avuto luogo l'interdizione, e ottenere la certificazione liberatoria nella nuova provincia. Perché questo succede? Né il legislatore né il Ministero dell'Interno ha previsto l'obbligo o la facoltà di ANNOTARE alla banca dati nazionali (SDI) delle FF.OO, le condizioni di interdizioni rispettivamente alla persone o società colpite dall'informativa ostativa precedentemente emessa. Questo labile meccanismo, ostruttivo al passaggio delle informazioni e al coordinamento tra ambiti territoriali diversi è aggravato da una circostanza: l'interdizione non può essere annotata dalle Camere di Commercio deputate al rilascio della "comunicazione con dicitura antimafia". Siccome la comunicazione può operare sotto una certa soglia di importo dell'appalto, le imprese colpite in passato possono aggirare molti ostacoli semplicemente concorrendo a appalti sotto soglia. E' per questo motivo che i frazionamenti di appalto sono un indicatore di rischio. Come fare? Si potrebbe riprendere il modello sperimentato (quello del "Sistema Informativo Dinieghi" per 30 provincie che nella passata programmazione dei fondi comunitari, ex Obiettivo 1, risalente l'anno 2005) rafforzando due aspetti: rendere OBBLIGATORIA LE ANNOTAZIONI OSTATIVE E CONSENTIRE L'ACCESSO A QUESTE ANNOTAZIONI ANCHE ALLE CAMERE DI COMMERCIO, che dovendo rilasciare la comunicazione con dicitura antimafia, escludendo questo enforcement, sarebbe aria fritta l'attestazione che rilasciano. 2) Tutto quello di cui sopra non si applica alle AUTORIZZAZIONI IN MATERIA DI COMMERCIO E PUBBLICI ESERCIZI (dai grandi centri commerciali alle semplici pizzerie). Qui credo che è il problema non ha bisogno di alcun commento.
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