Martedì il dibattito sulla maxi inchiesta
in Consiglio regionale.
FdI presenta una mozione sulla legalità

DDA - Al punto 6 dell'ordine del giorno la discussione sulle comunicazioni del presidente Francesco Acquaroli nella seduta straordinaria di Muccia. La Lega: «Se la sinistra al posto di fuggire fosse rimasta ad ascoltare avrebbe già avuto tutti i chiarimenti richiesti». Fratelli d'Italia chiede un tavolo permanente sulla legalità

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La maxi inchiesta sulla ricostruzione torna in Consiglio regionale ad Ancona. È stata convocata per martedì 10 novembre, alle 10, la seduta dell’assemblea: al punto 6 è previsto il dibattito sulle comunicazioni effettuate dal presidente della Giunta regionale in occasione della seduta aperta a Muccia del 28 ottobre. 

Apertura dei lavori dedicata alla sessione europea con la presentazione del rapporto 2025 sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie. Si proseguirà poi con interrogazioni, interpellanze e la nomina di un componente nel collegio dei revisori dei conti dell’Associazione Università per la Pace. Al punto 6 dell’ordine del giorno ci sarà il dibattito, richiesto e sollecitato più volte dalla minoranza, sulle comunicazioni effettuate dal presidente Francesco Acquaroli nella seduta straordinaria di Muccia.

Iscritte all’esame anche le proposte di legge sui nidi di infanzia, sul servizio di sollievo per la salute mentale e sulle rappresentazioni della Passione di Cristo. In coda, il Piano regionale sulle dipendenze e diverse proposte di mozione.

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Nicolò Pierini, Andrea Maria Antonini e Renzo Marinelli (Lega)

A seguito della decisione della conferenza dei capigruppo arrivano le prime reazioni. «Le opposizioni continuano a mettere in scena un teatrino politico sulla pelle di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo, prima con il terremoto e oggi con un’inchiesta che rischia di gettare ombre su anni di lavoro per la ricostruzione – hanno detto Renzo Marinelli, Nicolò Pierini e Andrea Maria Antonini, della Lega -. Se la sinistra al posto di fuggire fosse rimasta ad ascoltare avrebbe già avuto tutti i chiarimenti richiesti. Il presidente Acquaroli ha già fornito una comunicazione chiara e precisa e ha risposto a ogni dubbio, ha escluso qualsiasi coinvolgimento della Giunta e della politica regionale e ha avuto l’onestà di riconoscere come errore la nomina di Pistarelli. Bastava ascoltarlo, invece di abbandonare l’aula a Muccia solo per rincorrere i titoli dei giornali con lettere al vetriolo e richieste strumentali».

«La sinistra sta facendo l’operazione di mettere tutto nello stesso calderone per confondere i cittadini – continuano i rappresentanti del Carroccio -. Da una parte c’è la ricostruzione post-sisma, cioè migliaia di cantieri, pratiche, famiglie rientrate nelle proprie case e un lavoro enorme portato avanti da tecnici, amministratori e imprese oneste. Dall’altra ci sono le condotte personali contestate a singoli su cui farà luce la magistratura e che non centrano nulla con le infiltrazioni mafiose. Sono due piani completamente diversi, ma alle opposizioni conviene sovrapporli perché vogliono far passare l’idea che tutta la ricostruzione sia malata e che la Regione ne sia responsabile. Chi ha sbagliato pagherà, ma non si può processare un’intera stagione di ricostruzione per le responsabilità di qualcuno. Il centrodestra non ha nulla da nascondere. La magistratura sta facendo il suo lavoro e ha tutta la nostra fiducia, ed è giusto che chi ha sbagliato ne risponda. Ma trasformare un’indagine giudiziaria in un processo politico alla Regione, che con questa vicenda non c’entra nulla, è un’operazione di bassa propaganda. PD, 5 Stelle e compagni dovrebbero ricordare che nel cratere ci sono ancora famiglie che aspettano di tornare a casa e che chiedono tempi certi» conclude la Lega.

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Il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale

Sulla stessa linea i meloniani che hanno presentato «una mozione per rafforzare la legalità nelle Marche istituendo un Tavolo permanente sulla legalità. Il rispetto delle regole, la trasparenza e la lotta alla criminalità organizzata sono i capisaldi del nostro partito e la ragione per cui facciamo politica. E su questo non accettiamo strumentalizzazioni né che diventino il terreno di scontro politico – commentano Andrea Putzu, capogruppo di FdI, e Corrado Canafoglia, primo firmatario della mozione -. Con questa mozione vogliamo istituire uno strumento istituzionale ulteriore e stabile di analisi, prevenzione e confronto, capace di coinvolgere tutte le componenti istituzionali, politiche e sociali. Il presidente Francesco Acquaroli, Fratelli d’Italia così come la Regione Marche, sono estranei alla vicenda e sono parte lesa in questa storia e lo ribadiamo, con una proposta che intende rafforzare l’azione e la vigilanza».

«La proposta prevede un Tavolo con la partecipazione dei consiglieri regionali di maggioranza e minoranza, delle forze dell’ordine, delle prefetture, degli enti territoriali, delle associazioni di categoria, dei sindacati, delle Camere di commercio e degli ordini professionali – continuano Putzu e Canafoglia -. Dovrà occuparsi di appalti e subappalti, a partire dalla ricostruzione post-sisma, e dei rischi di frode e riciclaggio legati al Superbonus 110% e alla cessione dei crediti fiscali. Un’attenzione particolare sarà riservata anche alle fragilità delle imprese che faticano ad accedere al credito, un tema che il territorio conosce bene dopo la crisi del 2015 del principale istituto bancario marchigiano. Il Tavolo lavorerà poi su trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari, formazione e sensibilizzazione e sul sostegno a chi trova il coraggio di denunciare intimidazioni ed estorsioni. Dovrà elaborare un programma annuale di attività, formulare proposte operative e riferire periodicamente al Consiglio regionale. Non vogliamo creare un organismo investigativo, ma uno spazio di collaborazione e prevenzione, nel pieno rispetto delle competenze della magistratura e delle Forze di polizia. La legalità non si proclama a parole, ma si dimostra con i fatti. Sulle vicende di questi giorni, quindi, noi scegliamo la serietà, non la polemica. Chi vuole davvero difendere le Marche dalle mafie ha ora l’occasione di dimostrarlo, votando con noi».

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