Civitanova celebra il 4 Novembre
ricordando i militari morti in Bosnia

CERIMONIA tra Civitanova Alta e piazza XX Settembre. Il presidente del consiglio Roberto Tiberi: «Ai giovani il compito di costruire un futuro di pace». Gli studenti protagonisti con letture e lavori artistici

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gruppoIl ricordo dei quattro militari italiani morti il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina e un richiamo ai giovani perché si facciano costruttori di pace nella vita quotidiana. Civitanova ha celebrato questa mattina il 4 Novembre, Festa dell’Unità nazionale e delle forze armate, con la cerimonia istituzionale che ha coinvolto autorità civili e militari, scuole e associazioni combattentistiche e d’arma.

Il corteo, preceduto dal gonfalone civico e dalla banda cittadina, ha raggiunto prima Civitanova Alta per la deposizione delle corone ai caduti e si è fermato nello spazio antistante Palazzo Sforza per gli onori ai caduti e la lettura del bollettino della vittoria da parte del tenente Euro Ginobili dell’associazione Bersaglieri.

associazioni

Nell’apertura, il presidente del consiglio comunale Roberto Tiberi ha voluto ringraziare singolarmente tutte le autorità civili, militari e religiose, i ragazzi delle scuole e i cittadini presenti. Ha poi ricordato i quattro militari italiani che pochi giorni fa hanno perso la vita nel tragico incidente che ha coinvolto un elicottero impegnato nell’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina.

gonfalone civico

«Il nostro essere qui davanti a monumenti che custodiscono la memoria del nostro Paese – ha detto Tiberi – non deve mai diventare un gesto di semplice formalità. Ricordare non è un esercizio rivolto soltanto al passato, è un impegno che assumiamo verso il presente e soprattutto verso il futuro, significa comprendere quanto siano preziosi i valori che spesso diamo per scontati: vivere in un Paese libero, poter esprimere le proprie idee, partecipare alla vita democratica, costruire il proprio futuro in una società fondata sui diritti e sul rispetto della persona. Questi valori non sono stati conquistati una volta per tutte, ma devono essere custoditi e difesi ogni giorno. Viviamo in un tempo nel quale la pace, purtroppo, non può essere considerata un bene scontato e in questo scenario Civitanova porta il suo ricordo ai quattro militari che hanno perso la vita in Bosnia, appartenenti all’esercito italiano e al corpo militare volontario della Croce rossa italiana, il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, mentre erano impegnati in una missione internazionale. A chi ha sacrificato la vita, il nostro ricordo. A chi indossa una divisa il nostro rispetto e gratitudine, alle famiglie la nostra vicinanza, ai giovani il compito e la responsabilità di costruire un futuro di pace».

forze dell'ordine

L’assessore ai servizi formativi ed educativi Barbara Capponi ha proposto ai ragazzi una riflessione sul significato della parola armistizio. «Non sempre un armistizio porta a risoluzioni di pace concreta, reale – ha detto Capponi – ma l’input che vorrei lanciare a voi è questo: dove nella vostra quotidianità voi potete esercitare qualche armistizio? Perché la patria altro non è che una grande comunità e voi vivete piccole comunità che sono la vostra famiglia, la vostra classe, le vostre scuole, lo sport, l’oratorio. Siete chiamati a portare una concretezza di pace dove non c’è. Questa mentalità nasce adesso, nasce tra i giovani. Sarete chiamati nella vostra vita a mediare situazioni affinché non esplodano e questo può cambiare anche il corso della nostra società. Qualsiasi cosa voi farete avrete la possibilità di costruire e sentire la pace esattamente come tutte le persone che sono qui, ciascuno nel proprio ruolo: potete essere costruttori di pace e di armistizi ovunque siate».

Tiberi

Le conclusioni sono state affidate al vicesindaco Claudio Morresi, che ha ringraziato tra gli altri anche don Mario Colabianchi e don Piero per la loro presenza. «Ricordiamo oggi le vicende della Prima Guerra mondiale e una generazione che ha conosciuto il dolore, il peso della lontananza, la sofferenza delle famiglie e il sacrificio di tante giovani vite – ha detto il vicesindaco Morresi –. La vostra partecipazione a questa cerimonia ha un significato importante perché la pace è sì una responsabilità tra gli Stati, ma è anche un valore che deve trovare spazio nei comportamenti di ogni giorno, nel rispetto degli altri, nella solidarietà e nella capacità di riconoscere ciò che ci unisce. Il nostro pensiero va ai soldati di allora, ma anche alle quattro vite spezzate il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina. Quattro nomi che oggi pronuncio insieme a voi con profondo rispetto e commozione. È doloroso sapere che, mentre un Paese rende onore ai suoi Caduti, da qualche parte ci sono famiglie che continueranno ad aspettare chi non tornerà mai più. A loro e a tutti gli uomini che indossano un’uniforme per proteggerci, dobbiamo rispetto e riconoscenza. E allora facciamo in modo che il ricordo diventi consapevolezza». Tra i presenti, anche il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, gli assessori Barbara Capponi, Giuseppe Cognigni, Roberto Pantella, i consiglieri comunali Paola Campitelli, Piero Gismondi, Fabiola Polverini.

autorità comunali

Le scuole hanno portato il loro contributo con le letture e i lavori artistici preparati in classe con i docenti. Presenti gli istituti comprensivi di via Tacito, plesso «Enrico Mestica», Sant’Agostino, plesso «Ungaretti», via Regina Elena, plesso «Pirandello», via Ugo Bassi, plesso «Annibal Caro» e gli istituti superiori Bonifazi – Corridoni, Leonardo Da Vinci e Ipsia Corridoni.

La manifestazione ha visto la partecipazione dell’arma dei carabinieri, della polizia, della Guardia di finanza, della guardia costiera, della polizia locale, dei vigili del fuoco, della protezione civile, dell’associazione nazionale carabinieri, bersaglieri, finanzieri, di polizia, marinai d’Italia e ufficiali in congedo.


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