«Offese al sindaco su Facebook»
Cadono le accuse per Luca Buldorini

APPIGNANO - Il consigliere comunale era imputato per diffamazione ai danni del primo cittadino Mariano Calamita. Contestato un post con critiche al primo cittadino. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere

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Luca Buldorini, vice presidente della Provincia di Macerata

di Alessandro Luzi

Accusato di aver offeso il sindaco di Appignano Mariano Calamita tramite Facebook: disposto il non luogo a procedere per il consigliere comunale della Lega Luca Buldorini. Così ha deciso il giudice Francesca Grassi del tribunale di Macerata nel corso dell’udienza predibattimentale.

I fatti contestati a Buldorini, accusato di diffamazione, sarebbero avvenuti il 16 aprile dello scorso anno.

Sindaco Mariano Calamita 2

Il sindaco Mariano Calamita

Per l’accusa, sostenuta dal pm Stefano Lanari, il consigliere comunale di Appignano e vice presidente della provincia avrebbe offeso il primo cittadino su Facebook. Come? Buldorini, dice sempre l’accusa, avrebbe pubblicato un post in cui scriveva che «la mia mozione d’origine è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale. Un atto che mette nero su bianco ciò che denuncio da mesi: atti viziati, procedure irregolare, documenti inviati a soggetti terzi» e poi ancora, sempre in riferimento al consiglio comunale «la maggioranza ha votato a favore della mia mozione, dichiarando implicitamente e pubblicamente la propria totale incapacità di amministrare questo Comune».

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L’avvocato Donatello Prete

La foto del post, conclude l’accusa, ritraeva il sindaco con la scritta «Voleva fare il parlamentare e il presidente della Provincia».

Per questa vicenda il sindaco era parte civile tramite l’avvocato Federico Valori. Oggi il giudice ha deciso per il non luogo a procedere. A difendere Buldorini gli avvocati Donatello Prete e Paolo Giustozzi. «Accolgo con grande soddisfazione la sentenza di oggi per assenza di una ragionevole previsione di condanna – ha commentato il consigliere comunale – una decisione che arriva dopo essermi volontariamente sottoposto a interrogatorio, chiarendo le ragioni delle mie critiche all’amministrazione comunale, espresse nell’esercizio del mandato conferitomi dai cittadini».

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L’avvocato Federico Valori

Buldorini parla di «contestazioni politiche su precise questioni amministrative: dagli incarichi professionali che ritenevo meritevoli di verifica, ai tempi del parere dei revisori sul rendiconto, fino alla mozione d’ordine approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, dopo aver ascoltato il parere del segretario comunale. Questioni sulle quali ho esercitato il mio diritto e dovere di controllo e di critica politica. Resta il rammarico per la scelta del sindaco Calamita e della giunta di destinare risorse pubbliche alla costituzione di parte civile del Comune. Una scelta legittima, ove ne ricorrano i presupposti, ma politicamente discutibile: avrei preferito che quelle risorse fossero destinate alle famiglie in difficoltà, ai servizi sociali, agli anziani soli o alla riduzione delle rette dell’asilo nido».

 


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