La «cricca» di Pistarelli,
il coinvolgimento di Intermesoli:
le carte della Dda

INCHIESTA - All'avvocato e politico maceratese viene contestato di aver fatto parte di una sorta di comitato d'affari con gli imprenditori Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli. L'ex capo di gabinetto ha cancellato chat e memorie del pc dopo che il presidente Acquaroli aveva contestato pressioni su funzionari pubblici. Il ruolo di Francesco Ascenzi nella gara d'affidamento dei lavori per le ex Monachette e l'inserimento dell'imprenditore Andrea Intermesoli (che il 4 novembre ha l'interrogatorio preventivo e rischia il carcere)

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Il cantiere alle ex Monachette

di Alessandro Luzi

Nell’inchiesta della Dda sugli affari oscuri della ricostruzione c’è un passaggio in cui si parla di una “cricca” di cui avrebbe fatto parte l’avvocato Fabio Pistarelli, arrestato giovedì e che avrebbe eliminato messaggi, cambiato telefoni e cancellato la memoria dei pc. Questa cricca, come la definisce la Dda, sarebbe stata un comitato d’affari formato oltre che da Pistarelli, ex capo di gabinetto del governatore Acquaroli, dagli imprenditori Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli e parzialmente, sostiene la Dda, da Gian Luca Marucci, ingegnere responsabile degli appalti all’Università di Camerino. Nelle carte d’indagine si legge che «se sono Cervigni ed Ezechielli ad essere contattati per primi, sono loro che provvedono a coinvolgere Pistarelli, anche perché è lui ad avere il potere in mano».

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L’avvocato Fabio Pistarelli

Viceversa, se è Pistarelli ad avere la prima interlocuzione, «è lui stesso a rinviare gli interessati a Cervigni ed Ezechielli come intermediari necessari per assicurarsi la sua partnership». I componenti della “cricca” utilizzano i rispettivi ruoli a seconda dell’interlocutore e delle opportunità. Cervigni ed Ezechielli parlavano della possibilità di Pistarelli di poter entrare nell’Ufficio ricostruzione (del tutto ipotetica, mai avvenuta).

In un altro passaggio delle indagini della Dda, c’è un riferimento alle dimissioni di Pistarelli da capo di gabinetto del governatore Acquaroli. «Dopo l’intervento del presidente della Regione Acquaroli, che ha contestato a Pistarelli di aver fatto pressioni su dirigenti e funzionari pubblici», Pistarelli, Cervigni, Ezechielli «hanno messo in atto una coordinata strategia di eliminazione delle prove, concordando le versioni da fornire, distruggendo documenti, cancellando messaggi telefonici, cambiando telefoni, eliminando quanto archiviato nella memoria dei pc». Dalle indagini della Finanza e dalle intercettazioni, emerge che «Pistarelli ha cancellato tutti i messaggi presenti nella chat whatsapp intrattenuta con Cervigni la mattina del 1 dicembre 2025, mentre attendeva di incontrare il presidente Acquaroli.

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Le Monachette

Esonero dall’incarico di capo di gabinetto, da parte del presidente Acquaroli, si legge ancora nelle carte, «verosimilmente determinato da una fuga di notizie sull’indagine in corso per fatti connessi alla funziona istituzionale rivestita» dice la Dda. Successivamente, continuano gli investigatori, Pistarelli aveva poi fatto ricerche – dato che gli inquirenti ritengono significativo – riguardo proprio la configurabilità del reato di corruzione. 

A Pistarelli viene contestata la corruzione in qualità di capo di gabinetto del presidente della Regione. Avrebbe ricevuto da Antonio Cervigni, 54 anni, di Pollenza, e Antonio Ezechielli, 60mila euro in contanti (tra il 9 novembre 2024 e il 29 gennaio del 2026) e altre utilità, per un valore di circa 45mila euro. La procura contesta a Pistarelli di aver ottenuto anche ulteriori utilità, tra cui sicuramente 10mila euro, per quanto riguarda il complesso immobiliare “Le Monachette” di Macerata.

FRANCESCO ASCENZI – Nell’inchiesta rientra anche Francesco Ascenzi, 58 anni, di Macerata. In qualità di presidente della Commissione giudicatrice nominata il 23 febbraio 2022, Ascenzi avrebbe orientato la decisione della commissione giudicatrice riguardo la gara del cantiere all’ex Monachette a Macerata. Il tutto affinché riconoscesse un punteggio discrezionale più alto rispetto ai concorrenti in ordine agli aspetti inerenti alla domotica contenuti nell’offerta della Crucianelli Rest Edile. Così avrebbe fatto in modo che nella comparazione, l’azienda prevalesse sull’offerta di un’altra ditta arrivata seconda. Per questo episodio Crucianelli avrebbe promesso ad Ascenzi di far realizzare da un’impresa, una doppia linea salvavita sul tetto della sua abitazione.

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Andrea Intermesoli

ANDREA INTERMESOLI – Tra gli indagati c’è nell’inchiesta della Dda c’è anche l’imprenditore Andrea Intermesoli, 58 anni, di Macerata. La vicenda che lo coinvolge è quella legata al cantiere dell’ex Monachette di Macerata. L’imprenditore, socio della Avinstas srl (precedentemente proprietaria dell’ex convento), avrebbe proposto a Crucianelli di attivarsi per assicurargli il buon esito della gara pubblica per l’aggiudicazione dei “lavori di restauro e risanamento conservativo”: gara indetta dall’Erdis Marche per il recupero della struttura e per l’adattamento a studentato. Per l’affidamento sarebbero emersi degli accordi tra Intermesoli e Cervigni riguardo sia la gara d’appalto in corso, sia quella precedente (da novembre 2021 fino all’autorizzazione dell’acquisto a gennaio 2024). Gli accordi avrebbero riguardato la compravendita dell’immobile tra Erdis Marche e la società Avinstas della famiglia Intermesoli.  L’avvocato di Intermesoli, Paolo Giustozzi ha detto: «Il mio assistito respinge ogni accusa a proprio carico riguardo l’ipotesi dei reati associativi. Riserva ogni sua valutazione al momento in cui avremo avuto conoscenza degli atti d’indagine. La sua posizione è molto marginale e si inserisce in un’operazione dei contorni molto vasti».

Intanto il 4 novembre sono stati fissati gli interrogatori preventivi per Pasqualino Allocco, Andrea Intermesoli (per lui pende la richiesta di custodia cautelare in carcere), Michele Pompili e i fratelli Giovanni e Francesco Pighi.

Lunedì invece ci saranno gli interrogatori di garanzia per Fabio Pistarelli e Antonio Cervigni (assisti dall’avvocato Gabriele Cofanelli e il secondo anche dal legale Massimiliano Cofanelli), ed Enrico Crucianelli (assistito dagli avvocati Massimiliano Cofanelli e Marcello De Sanctis).

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