Gli ultimi vent’anni delle ex Monachette:
all’inizio doveva essere un albergo.
L’Ersu ne bocciò l’acquisto: costoso
MACERATA - Le suore hanno lasciato il plesso monumentale nel 2007. Negli anni Ottanta c'era pure stata la proposta di farne un parcheggio. L'ex convento di via Armaroli ora è al centro dell'inchiesta della Dda

Lo storico complesso delle ex Monachette
di Luca Patrassi
Le Monachette sono sempre state nel cuore dei maceratesi, anche quando nel 2007 le suore sono uscite dal loro secolare convento di via Armaroli per trasferirsi nella nuova costruzione di via Rocco Chinnici alle Vergini. Da allora non è più stata una questione di cuore ma di affari immobiliari.
Sono passati circa 21 anni da quando il monastero del Corpus Domini ha lasciato la struttura di via Armaroli per un accordo con l’imprenditore Domenico Intermesoli che, con le sue società, rilevò il complesso in centro storico in cambio della realizzazione del nuovo monastero. Sulle prime l’imprenditore disse di voler realizzare una struttura ricettiva di alto livello ed in effetti sui siti si trova ancora traccia di un progetto affidato all’architetta Silvana Lisi e a Stefano Palmucci che così lo descrivono: «Il progetto prevede il recupero del complesso del Monastero del Corpus Domini del terz’ordine Domenicano come struttura ricettiva. La chiesa conventuale interessata da interventi di consolidamento e risanamento conservativo sarà trasformata nel rispetto della sua valenza storico-artistica in auditorium a servizio della città. Le suore di clausura finora ospitate nel complesso nel centro città hanno trovato una nuova collocazione nel nuovo monastero a poca distanza dal Santuario di Santa Maria delle Vergini già realizzato su progetto dello studio Lisi Palmucci».

Il cantiere delle ex Monachette
Il progetto non trova però esecuzione, qualche tempo dopo la pratica dell’acquisto delle Monachette arriva sul tavolo dell’Ersu (la sigla di allora dell’attuale Erdis che si occupa anche di edilizia universitaria) ma la proposta viene bocciata per un solo voto di scarto.

Il cantiere delle ex Monachette
Secondo i consiglieri contrari l’affare era troppo oneroso per le casse pubbliche: il progetto era quello di realizzare una mensa ed alloggi per gli studenti. Ad evitare malintesi va sottolineato che quello delle Monachette è un imponente complesso monumentale nel cuore della città, affacciato direttamente sulle mura con una vista che spazia dai Sibillini al mare. Un complesso che aveva sicuramente le carte in regola per varie destinazioni d’uso. Per la verità si ricorda anche il suo inserimento negli anni Ottanta in un piano di recupero che ipotizzava la realizzazione di un maxi parcheggio ma quella proposta allora fu accolta quasi alla stregua di un atto blasfemo. Dal 2007 al 2016 alle Monachette non accade nulla, poi arriva il terremoto e il convento viene dichiarato inagibile, messo in sicurezza. Certificazioni, sopralluoghi anche della Soprintendenza fino ai giorni nostri con la vendita all’Erdis che stavolta approva l’acquisto. Con il senno di poi quell’architetto che negli anni Ottanta aveva ipotizzato un maxiparcheggio al servizio del centro storico non è che non avesse ben interpretato il futuro della città. Infine un pensiero riconoscente alle suore del Corpus Domini, quelle “Monachette” entrate nel cuore di tante generazioni di maceratesi, che nulla hanno a che fare con le vicende di questi giorni.






























