Caro vita e trasporti,
studenti in piazza (Foto/Video)
«Dl scuola? Ci sono problemi più seri»
MACERATA - Un centinaio di giovani ai Cancelli per lo sciopero “Generazione Fuoriclasse”, promosso dalla rete degli studenti medi “La Ginestra” e dalla Cgil. Nel mirino i costi degli abbonamenti e del materiale scolastico, l’edilizia degli istituti e le scelte del governo: «Pensano a tagliare gli stranieri mentre gli edifici cadono a pezzi»

Il presidio studentesco in piazza Annessione
di Alessandro Vallese (foto di Fabio Falcioni)
Bandiere rosse, cartelloni contro il governo e un megafono passato di mano in mano per dare voce a studenti, giovani lavoratori, sindacati e associazioni. Più di un centinaio di ragazzi si sono ritrovati questa mattina in piazza Annessione, a Macerata, per unirsi alla mobilitazione studentesca in corso in tutta Italia. Una piazza attraversata da rivendicazioni diverse, ma unite dalla richiesta di maggiori risorse per l’istruzione e di risposte al peso crescente delle spese quotidiane. Al centro della protesta proprio il caro vita, l’aumento dei costi per andare a scuola, le condizioni dell’edilizia scolastica e il nuovo decreto legge scuola.

“Generazione Fuoriclasse” è il nome scelto per lo sciopero che ha coinvolto gli studenti delle scuole della provincia, organizzato dalla rete degli studenti medi di Macerata “La Ginestra” insieme alla Cgil Macerata. Una mobilitazione che ha messo insieme rivendicazioni legate alla quotidianità delle famiglie e questioni più ampie, dalle politiche del governo agli investimenti nella scuola pubblica. Tra gli slogan scanditi al megafono e i cori dei manifestanti, spazio anche alla musica e ai riferimenti culturali: da “Bella ciao” ai brani di Ghali, fino ai richiami a George Orwell. Non è mancato neppure il coro “Chi non salta è un fascista”, intonato dai presenti per accompagnare la protesta.

Dal megafono sono arrivate richieste di interventi concreti contro il caro vita e il caro carburante, che pesano su chi ogni giorno deve spostarsi per lavorare o studiare. Nel mirino anche il decreto scuola, contestato dai manifestanti per l’attenzione riservata al tetto massimo di studenti stranieri nelle classi, a fronte di problemi che, secondo gli organizzatori, restano irrisolti: edifici scolastici da adeguare, trasporti costosi e materiali didattici sempre meno accessibili. «Anziché allontanare il problema, che ovviamente è sempre un immigrato, bisognerebbe pensare a riformare la didattica con corsi e docenti specializzati e a garantire maggiore sicurezza negli edifici scolastici», è stato uno dei messaggi lanciati durante il presidio.

A spiegare le ragioni della mobilitazione è Margherita Paolucci, coordinatrice della rete degli studenti medi di Macerata “La Ginestra”. «Siamo scesi in piazza in questo presidio pacifico in primis contro il nuovo decreto legge scuola, perché non è possibile che il nostro governo pensi soltanto al tetto massimo di studenti stranieri nelle classi anziché ai reali problemi che riscontriamo giornalmente, ad esempio nella nostra provincia, dove i costi degli abbonamenti per i trasporti e del materiale scolastico sono altissimi, gli edifici cascano a pezzi, con i topi che cadono dal soffitto, la muffa e le perdite d’acqua».

Una questione che, per gli studenti, riguarda direttamente il diritto all’istruzione. «La scuola pubblica dovrebbe essere gratuita, ma i costi invece sono inaccessibili per molte famiglie».

Al fianco dei ragazzi anche il mondo sindacale. Daniele Principi, segretario generale della Cgil Macerata, ha sottolineato il legame tra le difficoltà delle nuove generazioni e quelle di lavoratori e pensionati. «Oggi lavoratori e pensionati sono al fianco degli studenti: i padri e i nonni al fianco dei loro figli e nipoti per chiedere risposte a una situazione sempre più pesante. Il caro vita schiaccia le famiglie, riduce i redditi delle persone, lo Stato arretra nei servizi pubblici fondamentali e le uniche risposte che il governo riesce a dare sono quelle di fomentare la paura, strumentalizzando quei pochi violenti in qualche città d’Italia e ignorando invece le sacrosante rivendicazioni di migliaia di persone che scendono pacificamente in piazza».

Daniele Principi, segretario generale della Cgil Macerata
Il segretario della Cgil ha richiamato in particolare le difficoltà delle scuole, tra problemi di edilizia e finanziamenti insufficienti per garantire i servizi, ma anche quelle delle famiglie che devono sostenere spese sempre più alte. Tra queste, il costo degli affitti per gli studenti fuori sede, «schizzati alle stelle», che rischia di rendere ancora più difficile proseguire il proprio percorso universitario. «Questo mette in discussione il diritto allo studio. Per cui le lotte degli studenti e quelle dei lavoratori sono le stesse lotte», ha concluso.

Tra le voci dei manifestanti anche quella di Riccardo Ballatori dei Giovani comunisti Marche, che ha collegato la protesta maceratese ai movimenti studenteschi sviluppatisi in altre parti d’Italia e all’estero. «Abbiamo aderito a questa manifestazione sull’onda dei movimenti che si sono sviluppati in tutta Italia, contro il caro vita e contro i costi del riarmo che, come al solito, si sono riversati su noi studenti e noi giovani lavoratori. Noi chiediamo un blocco assoluto del riarmo e che quei soldi siano spesi in infrastrutture, scuole e adeguamento dei salari all’inflazione e al caro vita. Pensiamo che una scossa sia arrivata, dalla Francia, dall’Albania e da tutti gli studenti che si sono già mossi per far valere i propri diritti. Questo presidio di oggi è il primo ma non sarà l’ultimo, andremo avanti fino a quando non ci sarà data una risposta e non avremo raggiunto i nostri obiettivi. Lavoriamo insieme ai sindacati e alle associazioni studentesche in vista delle prossime date del 30 ottobre e del 20 novembre, quando ci sarà lo sciopero generale degli studenti e delle studentesse.

Ieri, in alcune chat, si erano anche diffusi messaggi allarmistici sulla presenza nei pressi delle scuole di oltre 400 persone, tra cui qualcuno che si sarebbe presentato armato. Messaggi palesemente poco credibili ma che hanno generato preoccupazione tra gli studenti e le famiglie. Oggi, di tutto ciò, non ce n’è stata traccia.







ù
Bravi ragazzi Bravi… ma ancora pochini! ,,,, Rammentate che il coro del Nabucco è solitamente composto da un centinaio di elementi. Ma, vivaddio, quando arriva il momento in cui si uniscono tutte le voci del coro e l’orchestra, l’effetto diventa monumentale!
Voi, intanto, avete dimostrato che si può manifestare pacificamente, con ordine e civiltà, facendo sentire la propria voce senza ricorrere alla violenza..
Dai ragazzi, siete sulla buona strada! Perché una voce da sola può farsi sentire, ma tante voci unite possono diventare un coro capace di lasciare il segno.
Forse se facciamo basta con le solite strumentalizzazioni politiche usando ragazzi che probabilmente non sanno neanche perche’ sono li (se non per evitare un giorno di scuola) sarebbe piu costruttivo… ci lamentiamo del caro carburanti ma sapete quanto costa in questo momento il diesel in altri Stati dell’Europa? molto di piu’ dell’Italia (Germania anche 2,9€/lt, idem in Austria, in Svizzera 2,7€/Lt…. in Italia invece siamo anche 2,19€/Lt in Agip) ma non succede cio’ che succede qui da noi. Evidente strumentalizzazione…
E niente puo’ giustificare atti di vandalismo, saccheggi e devastazioni che vengono proclamati in questi giorni usando (forse meglio dire sfruttando) giovani ragazzi che neanche sanno di cosa stanno parlando visto che vivono per lo piu’ sulle spalle dei loro genitori che si spaccano la schiena per portare a casa qualcosa per loro.