Macerata celebra le forze dell’ordine:
«Troppo spesso tirate per la giacchetta»
Sette nuovi cavalieri (Foto)
LA GIORNATA dell’Unità nazionale è culminata con il conferimento delle onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Il prefetto Giovanni Signer: «Il rapporto instaurato con i cittadini è certamente sereno: unico dovere difendere le comunità»

I sette insigniti delle onorificenze
di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)
Il coronamento del sogno risorgimentale dell’Unità dell’Italia indipendente e libera. È così che anche Macerata e il suo territorio ha celebrato la Giornata dell’Unità nazionale e delle forze armate che riporta alla storica data del 4 novembre 1918.

Una mattinata segnata da diversi momenti ad iniziare dalla messa nella chiesa di Santa Croce per continuare con la cerimonia commemorativa al Monumento ai Caduti di tutte le guerre, con la resa degli onori e la cerimonia dell’alzabandiera a cui è seguito da parte del prefetto di Macerata la deposizione di una corona d’alloro ai piedi del monumento, alla presenza del picchetto interforze e delle autorità civili, militari e religiose. Le autorità civili e militari, ma anche istituzionali come gran parte dei sindaci del territorio, i rappresentanti dell’amministrazione provinciale, il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi si sono trasferite poi al cinema Italia, dove si è tenuta la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Il programma ha visto la presenza dell’orchestra Insieme per gli altri diretta da Gabriele Bartoloni con la vocalist Alba Ciattaglia che ha aperto l’evento con l’Inno di Mameli ed ha poi suonato diversi brani tratti da film come “Il Postino”, “Mission” e “C’era una volta il west”.

L’orchestra Insieme per gli altri
«Celebrare questa ricorrenza senza cadere nella retorica è sempre una sfida – ha detto il prefetto Giovanni Signer – ho particolarmente apprezzato anche l’intervento dei quattro giovani studenti che sono saliti sul palco ed hanno dato una loro visione dell’Unità nazionale italiana e di quello che hanno fatto le forze armate per essa. Ho avuto modo ieri di leggere un commento su questa giornata del 4 novembre: si è riusciti ad arrivare all’Unità nazionale sulle trincee della Prima guerra mondiale, quando quelli che allora erano i giovani di tutta Italia sono stati obbligati a parlare italiano altrimenti, tra i tanti dialetti di provenienza, non si comprendevano. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio in occasione di questa celebrazione, ha tenuto a sottolineare l’importanza della difesa, non tanto dei nostri confini nazionali, ma di quelli che oramai il mondo cibernetico impone. La coscienza dell’Unità nazionale è il primo presupposto per la difesa della nostra identità».

La platea del cinema Italia, con in prima fila il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli
Guardando invece all’attività che le forze dell’ordine di ogni corpo svolgono nel Maceratese non si può non dire che nel corso degli anni ci sia stato un cambiamento ed anche un’evoluzione nel rapporto quotidiano che esse hanno con i cittadini. «Il rapporto instaurato tra forze armate e cittadini è certamente sereno, una serenità che viene dal modo di comportarsi delle persone – ha continuato Signer – il senso istituzionale supera quello dell’appartenenza ad un corpo invece che all’altro, le nostre istituzioni negli anni hanno maturato un senso di responsabilità che le porta all’unità. Voglio sempre ricordare che le forze dell’ordine non sono altro che cittadini in divisa e vorrei porre l’attenzione sul pericolo di certe strumentalizzazioni che possono verificarsi ai giorni nostri: chi veste una divisa è un cittadino italiano che svolge una funzione, che appartiene alle istituzioni. Vedo, purtroppo che talvolta le forze dell’ordine vengono tirate per la giacchetta su diverse questioni: invece le forze armate e le forze dell’ordine hanno un solo dovere, quello di difendere le comunità».

Margherita Paolucci, Emanuele Franceschi, Ludovica Andrenacci e Valentina Stroppa
Durante la mattinata c’è stato anche un momento di approfondimento e riflessione a cura di studenti in rappresentanza degli istituti superiori di Macerata presenti e delle Università di Macerata e Camerino. Margherita Paolucci, Emanuele Franceschi, Ludovica Andrenacci e Valentina Stroppa hanno sottolineato l’importanza dell’Unità nazionale, il sacrificio fatto da tanti giovani soldati che parteciparono alla Prima guerra mondiale ed anche l’importanza dell’articolo 5 della Costituzione fondamentale perché sancisce il delicato equilibrio tra l’unità dello Stato e la valorizzazione delle autonomie locali.

È toccato poi al prefetto, affiancato dai primi cittadini o delegati di provenienza degli insigniti, Sandro Parcaroli, Fabrizio Ciarapica, Lorella Cardinali, David Buschittari conferire le onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica italiana a sette persone (sei come cavalieri, uno come commendatore) che si sono distinte nella propria carriera e attività. Riconoscimenti come cavalieri sono andati a Maria Attilia Francucci (Macerata), funzionario amministrativo della prefettura di Macerata; Andrea Fraticelli (Macerata), generale di brigata che si è distinto tra le tante attività svolte in quella di addestramento in particolare nella Macedonia del Nord di grande importanza per gli accordi esistenti tra i paesi della Nato; Massimiliano Cancellieri (Civitanova) esperto di negoziazione internazionale, si è messo in luce nel gruppo Tod’s dove ha ricoperto ruoli di responsabilità che lo ha portato ad essere punto di riferimento del canale Outlet Mondo per tutti i marchi aziendali; Daniele Ercoli (Civitanova), volontario della Croce Rossa che nell’aprile 2024 ha salvato la vita di un cittadino colto da arresto cardiaco, oltre ad aver fornito supporto alla Nato nell’ambito delle operazioni in Afghanistan e per l’azione durante la pandemia covid; Tullio Patassini (Treia), vanta una carriera politica prima come assessore comunale e successivamente come parlamentare con ruoli di rilievo nelle Commissioni di inchiesta su attività illecite sul ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali; Giuseppe Ianniello (Montecosaro), ha ricoperto in 35 anni di carriera di addetto all’ordine pubblico, scorte personalità e antiterrorismo, antidroga e anti contrabbando. Emanuele D’Amico (Macerata) è stato invece insignito del titolo di commendatore, dal 2022 prefetto vicario di Macerata, in precedenza decorato con croce commemorativa per la partecipazione a missione Nato in Iraq nel 1991 si è poi distinto nella gestione di diverse emergenze di protezione civile fino a ricoprire incarichi di capo di gabinetto a Rieti, Terni e L’Aquila e commissario in diversi comuni.

Tullio Patassini

Massimiliano Cancellieri

Maria Attilia Francucci

Giuseppe Ianniello

Emanulele D’Amico

Daniele Ercoli

Andrea Fraticelli




Le vetrine in piazza Cesare Battisti allestite dai carabinieri per l’occasione



