Rest Edile, sindacati dal prefetto:
«Mappare subito il territorio
sullo stato dei cantieri di Crucianelli»

MACERATA - Hanno chiesto un tavolo per la gestione della situazione a seguito della maxi inchiesta sulla ricostruzione. Filomena Palumbo (Uil): «Ricevute notizie da alcuni lavoratori che non sono rientrati nel territorio marchigiano e che non hanno ripreso l'attività lavorativa». Daniele Principi (Cgil): «Bisogna garantire lo stipendio degli operai e i flussi economici alle aziende dei subappalti». Rocco Gravina (Cisl): «Aumentare gli organici destinati alle verifiche». (VIDEO)

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Il commento al termine della riunione in prefettura di Rocco Gravina (Cisl), Filomena Palumbo (Uil) e Daniele Principi (Cgil)
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Il tavolo di questo pomeriggio in prefettura a Macerata

di Alessandro Vallese

Un tavolo per la gestione immediata della crisi con tutte le parti coinvolte, compresi l’Ufficio speciale per la ricostruzione e il commissario straordinario Guido Castelli. La piena operatività del badge, obbligatorio in tutti i cantieri indipendentemente dall’importo dei lavori, e l’utilizzo dei dati per individuare anomalie e orientare i controlli. Verifiche preventive sulle imprese e sui subappalti, per accertare la capacità effettiva delle aziende rispetto al complesso degli impegni assunti.

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E ancora, la garanzia delle retribuzioni, con documentazione che comprovi gli effettivi pagamenti e la possibilità di un intervento sostitutivo dell’Usr per corrispondere direttamente gli stipendi non versati. Garantire i flussi economici alle aziende dei subappalti e, infine, il rafforzamento degli organici ispettivi, il reclutamento trasparente del personale e la valorizzazione del Blen. Sono le richieste avanzate unitariamente da Cgil Macerata, Cisl Macerata e Uil Marche nel documento presentato oggi pomeriggio al Prefetto Giovanni Signer, durante un incontro dedicato alle conseguenze della crisi della Crucianelli Rest Edile sul sistema della ricostruzione post sisma.

Incontro sindacati prefettura

Al termine dell’incontro, Filomena Palumbo, della Uil Marche, ha dichiarato: «La semplice notizia dello sblocco dei conti correnti non è il punto di arrivo, ma un punto di partenza. La situazione in cui versa il territorio del cratere interessato dalla ricostruzione è abbastanza complessa». Per la sindacalista, quanto accaduto impone di rafforzare il monitoraggio, soprattutto sul fronte degli appalti e dei subappalti: «Questa situazione creerà comunque degli scompensi importanti sul territorio, non soltanto per i diretti lavoratori della Crucianelli Restedile, ma anche per tutti quelli che sono gli appalti e i subappalti». Nel quadro, ha aggiunto, vanno considerate anche le strutture che hanno ospitato le maestranze, fornendo alloggi e servizi.

Sul futuro dei cantieri, Palumbo ha precisato che non sono arrivate comunicazioni ufficiali di sospensione delle attività: «Abbiamo ricevuto notizie da alcuni lavoratori che non sono rientrati nel territorio marchigiano e che non hanno ripreso l’attività lavorativa. Si lascia intendere che qualche cantiere sicuramente in questo momento è fermo, però di fermi ufficiali non ne abbiamo ricevuti». I sindacati hanno chiesto all’azienda e alle organizzazioni di categoria un quadro completo degli appalti e dei subappalti, sollecitando anche la Prefettura a raccogliere i dati per individuare le società che hanno interrotto il lavoro o che stanno proseguendo nella speranza di essere pagate.

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Rocco Gravina (Cisl), Filomena Palumbo (Uil) e Daniele Principi (Cgil)

«Dobbiamo da subito mappare il territorio, capire quali cantieri la Crucianelli aveva attivi, quali stanno andando avanti e quali si sono fermati», ha spiegato Daniele Principi, segretario generale della Cgil di Macerata. «Bisogna garantire lo stipendio degli operai, perché gli operai non lavoreranno senza stipendio. E garantire i flussi economici alle aziende dei subappalti». Principi ha quindi richiamato la necessità di aggiornare il protocollo di legalità sottoscritto negli anni della ricostruzione: «Gli strumenti che erano stati messi in campo in questi anni hanno mostrato delle lacune, perché sono stati elusi in maniera troppo semplice». Tra le misure indicate figurano l’immediata applicazione del badge di cantiere e l’introduzione di indici di congruità per gli appalti, così da verificare la sostenibilità degli impegni assunti dalle imprese. «Non è possibile che un’azienda con 250 dipendenti abbia attivi 400 cantieri. Non deve succedere mai più». I sindacati chiedono inoltre strumenti per garantire il reclutamento del personale e alloggi sicuri e stabili per le maestranze.

Soddisfazione per l’esito del confronto è stata espressa da Rocco Gravina, responsabile della Cisl di Macerata. «Il Prefetto ha ascoltato le nostre proposte e le ha ritenute idonee a un tavolo con tutti gli attori coinvolti», ha riferito. Per Gravina, la vicenda può rappresentare anche un’occasione per intervenire sulle criticità del sistema dei controlli: «Ci sono sistemi che purtroppo oggi non si parlano. Ci sono controlli che, per l’enormità dei cantieri del sisma, non si riescono a effettuare perché le risorse ispettive sono ridotte». Da qui la richiesta di aumentare gli organici destinati alle verifiche, per rendere più capillare il monitoraggio delle attività.

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Rocco Gravina e Filomena Palumbo

Per la Cisl, la questione va oltre la crisi della singola impresa. «Quello che ci preme, al di là della questione Crucianelli, è che la ricostruzione continui. A dieci anni dal sisma bisogna tutelare anche i committenti privati che hanno affidato il loro lavoro a imprese del territorio e dare una certezza di rientrare nelle loro abitazioni». L’incontro di oggi rappresenta dunque un primo passaggio: i sindacati chiedono ora la convocazione di un tavolo allargato per affrontare l’emergenza, tutelare l’intera filiera e garantire che la crisi non rallenti ulteriormente il ritorno a casa delle famiglie.

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