Maxi inchiesta ricostruzione, Parcaroli:
«Non abbiamo affidato niente a Crucianelli.
Priorità a lavoratori e committenti»
MACERATA - Il sindaco esprime fiducia nella magistratura e solidarietà alle persone coinvolte: «In città non ci sono appalti pubblici conferiti all'impresa nei nostri 6 anni di amministrazione. Al lavoro per individuare soluzioni che consentano di proseguire gli interventi sugli immobili privati interessati dall’inchiesta»

Il sindaco Sandro Parcaroli
«Prosecuzione dell’attività nei cantieri, tutela dei lavoratori impegnati nella ricostruzione post-sisma e nelle aziende e immediate risposte ai maceratesi che hanno affidato la ricostruzione o il restauro delle loro abitazioni alle imprese oggetto dell’inchiesta». Queste le priorità del sindaco Sandro Parcaroli che esprime la sua posizione a sei giorni dalle notizie riguardo la maxi inchiesta sulla ricostruzione post-sisma condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ancona e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Inchiesta che vede otto persone in carcere – tra cui l’imprenditore Enrico Crucianelli e l’avvocato Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del governatore Acquaroli -, 43 indagati e sequestri per 57 milioni di euro.
La questione, che avrebbe dovuto essere affrontata nella seduta del consiglio comunale di ieri, non è stata discussa e sarà ripresa nella prossima seduta, convocata per il 9 novembre. «Esprimo prima di tutto, la mia piena fiducia nell’operato della magistratura – le parole del sindaco – e, al contempo, il massimo rispetto del principio di non colpevolezza sancito dalla Costituzione. Due princìpi fondamentali che devono essere contemperati con equilibrio e responsabilità, soprattutto in una vicenda delicata come quella relativa all’indagine “Ricostruzione” della Dda di Ancona. Non posso però, subito dopo, non esprimere la solidarietà dell’amministrazione ai lavoratori delle imprese coinvolte nell’indagine, ai loro fornitori che rischiano il mancato pagamento delle commesse effettuate e soprattutto ai proprietari degli immobili interessati dai lavori eseguiti dalle stesse, consapevole delle preoccupazioni e delle incertezze che una vicenda di questo tipo potrebbe generare. Il serio lavoro degli inquirenti merita rispetto e non deve essere oggetto di sciacallaggio politico contro amministratori che non sono stati coinvolti in alcun modo. Saranno gli organi competenti, nelle sedi proprie, a fare chiarezza sui fatti e a definire le eventuali responsabilità».

A Macerata ci sono molti cantieri privati della Crucianelli Rest Edile
Poi il focus su Macerata: «Per quanto riguarda la nostra città – continua il sindaco – posso dire che non ci sono appalti pubblici del Comune conferiti all’impresa Crucianelli in tutti questi anni di amministrazione, né la stessa risulta subappaltatrice di lavori pubblici. In totale le pratiche edilizie riferite al sisma dal 2016 nel Comune di Macerata sono 485, di cui 169 concluse, 41 rigettate, 43 rinunciate e delle restanti ce ne sono 54 in fase istruttoria, 132 con lavori iniziati e 46 con lavori da iniziare».
Il sindaco chiarisce poi i passaggi del procedimento tecnico-amministrativo per l’esperimento delle pratiche di riparazione danni sisma in ambito privato: «Presentazione dell’istanza dal tecnico incaricato su piattaforma Gedisi, gestita dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione; l’Ufficio Speciale trasmette al Comune di competenza la nota con richiesta di parere per gli aspetti edilizi e urbanistici del fabbricato; lo sportello edilizia del Comune valuta se ci sono difformità o sanatorie da espletare; viene acquisita eventuale documentazione integrativa richiesta; il Comune rende nota la fine dell’istruttoria con rilascio parere; per tutta la fase dei lavori il Comune non svolge attività tecnica o amministrativa; terminati i lavori viene rilasciata l’agibilità con asseverazione, quindi il Comune revoca l’ordinanza di inagibilità e conclude l’erogazione del contributo di autonoma sistemazione. Vi posso assicurare – conclude Parcaroli – che il mio impegno e di tutta l’amministrazione comunale è già quello di interagire con la struttura commissariale affinché venga individuata, con la massima sollecitudine, una soluzione tecnica e amministrativa che permetta ai cantieri privati interessati dall’indagine di proseguire la loro attività nell’interesse di tutti gli attori coinvolti nella vicenda e in particolare di coloro che, nella ricorrenza del decennale del terremoto del 2016, devono ancora rientrare nelle proprie case».







































Prioritariamente non significa esclusivamente, unicamente. In ogni caso c’è il convitato di pietra.
Il “convitato di pietra” è una figura simbolica che indica una presenza invisibile ma incombente, muta ma determinante, la cui sola esistenza o evocazione condiziona pesantemente le decisioni, i comportamenti o i discorsi di chi è presente.
Nel linguaggio comune e nel dibattito politico o economico, si usa l’espressione per riferirsi a un elemento, un problema o un personaggio che, pur non prendendo parte attiva a una discussione (o non essendo fisicamente presente), esercita un’influenza decisiva ed è costantemente nei pensieri di tutti i partecipanti.
Con tutte le magagne di questi giorni, spero che a qualcuno sia passata la voglia di nominare un capo di gabinetto in città…