Dall’avvocatura alla politica,
a 31 anni l’exploit a Palazzo Leopardi.
Ambizioni, incarichi e delusioni di Pistarelli
INCHIESTA DDA - Laureato in Giurisprudenza con una tesi dal titolo "L'abuso del diritto", l'ex capo di gabinetto del presidente Francesco Acquaroli diventa consigliere regionale nelle fila di Alleanza nazionale nel 1995. Nel 2024 e nel 2025 ha percepito, per aver ricoperto questo ruolo per tre legislature, oltre 92mila euro di vitalizi. In questi giorni il Consiglio dell’Ordine degli avvocati ha deciso di trasmettere gli atti relativi all'indagine al Consiglio distrettuale di disciplina di Ancona per valutare eventuali sanzioni disciplinari. Pistarelli, dopo la vittoria del centrodestra nel capoluogo, puntava a occupare la casella del capo di gabinetto al Comune di Macerata

Fabio Pistarelli
di Alessandra Bastarè
Una lunga parabola politica e amministrativa quella di Fabio Pistarelli, 62 anni, nato a San Ginesio, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Pistarelli è stato arrestato giovedì scorso con le accuse di corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere nella maxi inchiesta sulla ricostruzione della Guardia di finanza, coordinata dalla Dda di Ancona.
Diplomato nel 1982 allo Scientifico di Macerata, si è laureato in Giurisprudenza nell’ateneo del capoluogo nel 1989 con una tesi dal titolo “L’abuso del diritto”, con il massimo dei voti. Dal 1992 esercita la professione di avvocato e l’anno successivo ha aperto il suo studio in via Morbiducci. In questi giorni il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Macerata, a seguito della maxi inchiesta, ha deciso di trasmettere tutti gli atti al Consiglio distrettuale di disciplina di Ancona – che decide per competenza – per valutare eventuali sanzioni disciplinari.

Fabio Pistarelli nel 2013, sui banchi dell’opposizione del Consiglio comunale di Macerata
Pistarelli entra in politica sin da giovanissimo. Già all’età di 31 anni, nel 1995, diventa consigliere regionale di opposizione delle Marche nelle file di Alleanza nazionale, con il governo di centrosinistra del presidente Vito D’Ambrosio. Prosegue il suo percorso politico a Palazzo Leopardi anche nei dieci anni successivi, sempre come consigliere regionale d’opposizione: dal 2000 al 2005 ancora con il governo D’Ambrosio e dal 2005 al 2010 con il presidente Gian Mario Spacca. Sempre appartenente ad Alleanza nazionale, confluita poi, nel 2009, nel Popolo della libertà, Pistarelli nell’ultima legislatura è stato capogruppo del suo partito in Consiglio regionale e nelle tre legislature ha ricoperto la carica di vice presidente di diverse Commissioni consiliari (II, IV e V).

Fabio Pistarelli in Consiglio comunale a Macerata nel 2012
Il suo ruolo di consigliere regionale gli ha permesso di maturare, al compimento dei 60 anni, avvenuto il 31 gennaio del 2024, quando era ancora capo di gabinetto del presidente Francesco Acquaroli, il diritto al vitalizio, come stabilito dalla legge regionale 23 del 13 marzo 1995. Pistarelli ha ottenuto 48.736,32 euro lordi per il 2025 e 44.452,76 euro lordi per il 2024.
Nel biennio 2005-2006 è stato componente, in qualità di esperto giuridico, delle commissioni di selezione di appalti-concorso e collaudo della Sogei spa, indette per il Dipartimento delle politiche fiscali del ministero dell’Economia.

Fabio Pistarelli nel 2010 stringe la mano allo sfidante Romano Carancini, diventato quarantesimo sindaco di Macerata al ballottaggio per 126 voti
Nel 2010 viene candidato sindaco di Macerata contro lo sfidante Romano Carancini. Arriva a un passo dalla vittoria che però sfuma per 126 voti di differenza all’esito del ballottaggio. Era il 12 aprile del 2010 quando lo sfidante di centrosinistra ottiene la fascia tricolore diventando il quarantesimo sindaco del Comune capoluogo. Dopo aver digerito questo boccone amaro, dal luglio 2010 all’ottobre 2011 è stato membro del collegio sindacale di Ansaldo Fuel Cells spa di Genova. Nel quinquennio dal 2010 al 2015 è consigliere comunale di minoranza a Macerata. Da fine 2011 a marzo 2013 è stato consulente per il monitoraggio legislativo e delle norme per gli enti locali presso la presidenza di gruppo parlamentare del Senato della Repubblica. In passato è stato anche consulente di enti pubblici e società e advisor, in qualità di esperto giuridico, della stazione appaltante dell’Ambito di distribuzione del gas naturale (Atema Macerata 2). Dal 2014 al 2016 è stato consulente di Anci nella materia del servizio di distribuzione del gas naturale.

Fabio Pistarelli con Maurizio Gasparri nel 2015
A ottobre del 2020 riceve l’incarico di capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli (compenso di 90mila euro l’anno). Pistarelli rimane al fianco del governatore, al settimo piano di Palazzo Raffaello, fino a fine 2025. Appena quattro giorni dopo l’Immacolata si dimette. Era il 12 dicembre.

Fabio Pistarelli nel giorno delle elezioni amministrative del 2010 a Macerata. Era candidato sindaco del centrodestra contro Romano Carancini
Come emerge dalle oltre 700 pagine dell’ordinanza della Dda di Ancona sulla maxi inchiesta che ha travolto la ricostruzione, dopo le dimissioni da capo di gabinetto su pressing di Acquaroli, Pistarelli «si adoperava per ricevere un nuovo incarico pubblico e continuava ad assicurare agli altri associati le medesime attività per orientare l’esito gare di appalto pubblico».
Già a gennaio del 2026, quando si iniziava a discutere sulla riconferma o meno della candidatura del sindaco Sandro Parcaroli alle amministrative, il nome di Pistarelli non sarebbe mai stato preso in considerazione per ricoprire la carica di candidato primo cittadino. Diversamente, sembra che l’ex braccio destro di Acquaroli puntasse, in caso di vittoria del centrodestra, a occupare la casella di capo di gabinetto a Palazzo Conventati. Era il 9 giugno, all’indomani della vittoria di Parcaroli al ballottaggio contro Gianluca Tittarelli, che Pistarelli, intervistato da Cronache, alla domanda se prevedesse per lui ruoli in Comune, rispose: «Sono da sempre appassionato di politica e sono felice di aver dato una mano. Continuerò certamente a farlo ma non parliamo di ruolo o funzioni. Godiamoci questo risultato».
Pistarelli attualmente è in carcere a Montacuto, nel capoluogo dorico, con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere.

Fabio Pistarelli con il presidente Francesco Acquaroli a Macerata nel settembre del 2020, pochi mesi prima di essere nominato capo di gabinetto
Articoli correlati







































