Indagine sulla ricostruzione, Sclavi:
«Telefonate da cittadini preoccupati.
Qui Crucianelli ha 90 cantieri»

TOLENTINO - Il sindaco dopo che è esplosa l'inchiesta della Dda: «Una decina di chiamate. Mi chiedono “adesso che faccio? Quando rientro a casa? Sono domande legittime. Bisogna capire come la magistratura intende procedere»

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Sclavi M

Mauro Sclavi

di Francesca Marsili

«Ieri ho ricevuto una decina di telefonate di cittadini che mi chiedevano: adesso che faccio? Quando rientro a casa? Quando mi finiscono il cantiere? Sono domande legittime, alle quali in questo momento non ho una risposta. Quella risposta dovranno darla la magistratura, l’Antimafia e l’Usr». Squilla di continuo il telefono del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi dopo l’esplosione della maxi indagine sulla ricostruzione. Dei quattrocento cantieri monopolizzati dall’impresa edile Rest Edile, novanta sono a Tolentino, sede della società di Enrico Crucianelli, arrestato assieme ad altre sette persone, oltre a 51 indagati e sequestri per 57 milioni di euro, nell’ambito dell’operazione “Ricostruzione” della Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda di Ancona.

L’onda d’urto si infrange soprattutto dove Crucianelli è di casa. Novanta abitazioni, novanta storie e altrettanti interrogativi su cosa accadrà a quei cantieri davanti ai quali i proprietari oggi, dopo il terremoto giudiziario che ha travolto la stessa ricostruzione, non sanno cosa ne sarà. Le stesse domande arrivano anche più in alto: il commissario Castelli, nel corso della conferenza stampa di ieri, parlando dei lavori fermi, ha parlato di telefonate ricevute per i ritardi.

«Sono molto preoccupato per quello che tutto questo comporta per una città come Tolentino e per la ricostruzione in generale – dice il sindaco Mauro Sclavi –. Nella conferenza stampa di ieri ho ascoltato gli interventi del presidente di Regione Francesco Acquaroli e del commissario straordinario Guido Castelli, che hanno parlato di quanto controllo ci sia dietro, che confermo essere maniacale. Nonostante ciò, si è verificato quello che oramai sappiamo. Per fortuna si tratta di un caso, ma per noi cosa significa? La gestione verrà commissariata? Dobbiamo capire come andare avanti». Sul punto il commissario ha chiarito i limiti del sistema: secondo Castelli, quanto accaduto non poteva essere intercettato in via preventiva ma solo con gli strumenti investigativi, struttura commissariale e Uffici speciali verificano esclusivamente l’iscrizione delle ditte alla white list, mentre i controlli antimafia spettano a una struttura del Ministero dell’Interno.

Il timore di Sclavi è anche rivolto all’effetto valanga sul sociale. «Quattrocento cantieri, di cui novanta a Tolentino, vogliono dire tante famiglie e tanti lavoratori che aspettano che arrivi la mensilità».

operai gru tolentino venerdì (2)

Un operaio salito sulla gru

Il pensiero va inevitabilmente alla gru di piazza San Nicola, dove nei giorni scorsi, per ben due volte, gli operai di una ditta in subappalto sono saliti a 35 metri d’altezza per reclamare gli stipendi arretrati. Appena tre giorni prima dell’arresto, era stato lo stesso Crucianelli a intervenire a Tolentino per una di quella protesta, e nelle stesse settimane anche a Colmurano lavoratori di imprese subappaltatrici della Rest Edile avevano protestato per le paghe mancate. «Quei ragazzi non protestavano per sciocchezze: non erano stati pagati – sottolinea Sclavi -.  Le ditte risultavano in regola, Durc e congruità erano a posto, eppure nei fatti accadevano cose che normali non erano».

La linea è chiara: aspettare le indicazioni delle istituzioni senza lasciare indietro nessuno. Sul fronte dei cantieri, Castelli ha fatto sapere di essere in contatto con il prefetto Gambacurta e con l’unità antimafia per tutelare i lavori affidati all’imprenditore, e di aver chiesto un incontro urgente per garantire quanta più continuità possibile ai cantieri coinvolti. «Bisogna capire come la magistratura intende procedere. Io, da sindaco, devo mettere in sicurezza i bisogni di questi cittadini, a partire da chi rischia di non vedere lo stipendio. Stiamo aspettando, insieme all’Antimafia, all’Usr e allo Stato, che va ringraziato, di sapere come muoverci – conclude – per restituire a queste famiglie quello che gli appartiene: la loro casa».

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