«Inchiesta sulla ricostruzione scioccante:
preoccupati per tutta la filiera,
chiarezza su corretta esecuzione dei lavori»

INDAGINE DDA - I timori del presidente di Cna Macerata e imprenditore edile Simone Giglietti: «Se dovessero emergere difficoltà nei cantieri interessati dall'operazione, auspichiamo che vengano individuate rapidamente soluzioni per garantire la continuità degli interventi. Le nostre imprese sono disponibili a offrire competenze e professionalità per collaborare, nelle forme opportune, con le istituzioni e gli organismi competenti»

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simone giglietti cna

Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata

«Le notizie che emergono dall’inchiesta sulla ricostruzione post sisma sono scioccanti per la loro gravità. Gli elementi raccolti dagli investigatori delineano un quadro inquietante, che rappresenta un colpo durissimo per il nostro territorio, per le famiglie e per l’economia locale». È il commento di Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata e imprenditore edile di Cingoli, sugli sviluppi dell’inchiesta che ha investito il settore della ricostruzione e che ha fatto finire sotto indagine 51 persone, otto delle quali arrestate.

«La nostra associazione rappresenta le istanze delle piccole e medie imprese del territorio maceratese. In questo momento la nostra preoccupazione va soprattutto a quelle aziende che operano nel rispetto delle regole e che rischiano di subire le conseguenze di comportamenti altrui. Imprese che potrebbero aver perso opportunità di lavoro a causa di una concorrenza alterata da pratiche illecite e che ora rischiano di essere ulteriormente penalizzate dalle ripercussioni dell’inchiesta – dice Giglietti – la preoccupazione riguarda non soltanto le imprese edili, ma tutta la filiera della ricostruzione: elettricisti, impiantisti, termoidraulici, fornitori e le tante altre attività artigiane coinvolte nei cantieri, insieme alle loro maestranze e alle rispettive famiglie. Eventuali sospensioni dei lavori, ritardi nei pagamenti e difficoltà operative potrebbero innescare conseguenze a catena sull’intera economia del territorio, già alle prese con una fase non facile. Crediamo di poter rassicurare le imprese che hanno operato correttamente e nel rispetto delle regole; la ricostruzione deve proseguire e siamo fiduciosi che i cantieri estranei all’inchiesta potranno continuare regolarmente le proprie attività. Laddove dovessero emergere difficoltà nei cantieri interessati dall’indagine, auspichiamo che vengano individuate rapidamente soluzioni per garantire la continuità degli interventi, nel pieno rispetto della legalità e nell’interesse delle famiglie e delle comunità coinvolte nella ricostruzione».

Giglietti parla anche come imprenditore del settore edile, finito nel mirino delle indagini. «Mi pongo un interrogativo: le irregolarità contestate riguardano soltanto gli aspetti economici e amministrativi oppure potrebbero aver interessato anche la corretta esecuzione dei lavori? Penso, ad esempio, all’eventuale utilizzo di materiali di qualità inferiore a quella prevista o in quantità non conformi al progetto, oppure a errori nella loro lavorazione e posa da parte di manodopera non adeguatamente formata o specializzata – conclude il presidente di Cna Macerata – circostanze che, se si fossero verificate, potrebbero compromettere la sicurezza e la stabilità degli edifici e delle opere realizzate. Per quanto ci risulta, non ci sono elementi per affermare che questo sia accaduto, ma in un territorio ad alto rischio sismico come il nostro è importante fugare ogni dubbio. Su questo fronte le nostre imprese sono disponibili a offrire competenze e professionalità per collaborare, nelle forme opportune, con le istituzioni e gli organismi competenti. Dobbiamo impegnarci tutti affinché questa vicenda non provochi una nuova paralisi della ricostruzione, penalizzando ancora una volta proprio chi è stato vittima del terremoto».

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