Maxi inchiesta, il Pd di Camerino:
«Le responsabilità politiche della Regione
non siano scaricate sui terremotati»

DDA - I dem della città ducale, sul Consiglio straordinario a Muccia, parlano di «un'operazione di distrazione di massa con la parata di tutti i leader della destra marchigiana» e di «una gestione dei lavori consiliari in capo a Gianluca Pasqui a dir poco inadeguata». Ad Acquaroli e Castelli: «I cittadini hanno diritto di sapere se esistono rischi concreti per i finanziamenti, per i pagamenti e per il completamento delle opere»

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Camerino Centro storico 2026 4

Il centro storico di Camerino

«Nelle Marche il centro sinistra che ha gestito la ricostruzione del terremoto del ‘97 e la fase acuta nell’evento 2016, non ha avuto né avvisi di garanzia né segnalazioni di alcun genere, perché la legalità è stata sempre considerata una condizione imprescindibile. Ora, con la Regione governata per la prima volta dalla destra, ci troviamo di fronte a una situazione di inaudita gravità». A dirlo è il circolo del Partito democratico di Camerino coordinato da Paola Scocco.

prof.Scocco

Paola Scocco

Sul Consiglio straordinario a Muccia il Pd della città ducale parla di «un’operazione di distrazione di massa con la parata di tutti i leader della destra marchigiana osannanti verso Castelli e Acquaroli, timidi difensori nelle loro chiusure dell’operato della giunta regionale rispetto le vicende giudiziarie e con una gestione dei lavori consiliari in capo a Gianluca Pasqui a dir poco inadeguata. Ha infatti lasciato che Castelli lanciasse un attacco premeditato al consigliere regionale Leonardo Catena, che non poteva replicare e considerato “colpevole” di aver chiesto nell’allora veste di sindaco l’adeguamento sismico della casa di riposo di Montecassiano, nel tentativo di dimostrare che non esistono figli e figliastri della “filiera”; ci sarebbe solo mancato che il commissario alla ricostruzione non avesse ascoltato e supportato le legittime richieste di un sindaco, benché di opposizione».

I dem sottolineano anche il «silenzio assordante da parte dei sindaci, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e delle testate nazionali. Avrebbero fatto meglio Castelli e Acquaroli a concentrarsi su una domanda che, davanti alle notizie giudiziarie che investono il sistema della ricostruzione post sisma, non può essere ignorata: chi e come garantirà ai terremotati che la ricostruzione delle loro case possa proseguire senza ulteriori ostacoli? I terremotati non possono diventare le vittime collaterali di una vicenda che non dipende da loro; vittime che Castelli ha tentato di far passare per colpevoli, per aver “scelto” una ditta che più di altre poteva garantire la copertura del 110%. Ma chi doveva controllare il sistema di controllo?».

francesco acquaroli e guido castelli

Francesco Acquaroli e Guido Castelli

Il Pd conclude evidenziando che spetta alla magistratura stabilire le responsabilità penali ma chiede la massima trasparenza al presidente Acquaroli e rassicurazioni per cittadini e imprese sulla continuità della ricostruzione da parte del commissario Castelli. «I cittadini hanno diritto di sapere se esistono rischi concreti per i finanziamenti, per i pagamenti e per il completamento delle opere. Hanno diritto a informazioni puntuali e a garanzie verificabili. Non bastano rassicurazioni generiche, servono un quadro aggiornato dei cantieri, tempi certi e impegni pubblici sulla prosecuzione dei lavori».

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