Nelle intercettazioni le mire di Pistarelli.
«Castelli asso nella manica di Fabio»
Per il commissario sono «millanterie»

LE CARTE DELLA DDA - Sono gli imprenditori Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli che parlano di un posto di rilievo nell'Ufficio Ricostruzione (mai ottenuto) per l'ex capo di gabinetto. Citano anche la questione delle ex Monachette. Il senatore di Fdi in una nota dice parla di "chiacchiericcio" e ricostruisce il suo ruolo nella vicenda dell’ex convento

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guido castelli

Il commissario Guido Castelli

Nell’inchiesta Ricostruzione emergono anche intercettazioni in cui Antonio Ezechielli e Antonio Cervigni, i due imprenditori che avrebbero fatto parte di una sorta di “cricca”, come la definiscono gli investigatori, con l’ex capo di gabinetto del governatore Francesco Acquaroli, Fabio Pistarelli, parlano del commissario alla ricostruzione Guido Castelli, senatore di Fdi, e della possibilità (di fatto del tutto ipotetica), che Pistarelli possa entrare nell’Ufficio ricostruzione. In altre intercettazioni lo chiamano in causa sulle ex Monachette, una delle vicende centrali nell’accusa di corruzione mossa ad alcuni degli indagati. Va detto che Castelli non è indagato in questa vicenda e ci limitiamo a riportare alcuni passaggi di intercettazioni in cui parlano i due imprenditori, loro sì indagati.

guardia finanza intercettazioni

Ad esempio Cervigni, ad un certo punto dice: «Castelli è l’asso nella manica di Pistarelli». Una frase che il commissario alla ricostruzione ha già avuto modo di definire, in una nota, come delle millanterie. Anche perché di incarichi nell’Ufficio ricostruzione Pistarelli in effetti non ne ha mai ottenuti. Nell’indagine della Dda sono 51 gli indagati, per 8 è stata tra fatta una ordinanza di custodia in carcere: tra questi proprio Cervigni, Ezechielli e Pistarelli. In una intercettazione, riportata nell’ordinanza, si sentono Cervigni ed Ezechielli commentare la possibilità che Pistarelli potesse avere un nuovo incarico. Annotano gli inquirenti «una iniziale prospettiva di acquisire un ruolo all’interno della Struttura commissariale per la ricostruzione è stata accolta con entusiasmo dai correi (Cervigni e Ezechielli, ndr)».

Cervigni il 23 dicembre 2025 dice a Ezechieli: «Castelli secondo me è l’asso nella manica di Fabio». E Ancora dice Cervigni: «Castelli ha un incarico nazionale» e poi «fare il vice di Castelli è un posto di tutto… di tutto rispetto, se Fabio va a fare quello». Incarico all’Ufficio ricostruzione, come detto, mai ottenuto da Pistarelli.

In un altro passaggio sempre Cervigni dice che c’era da fare il passaggio del finanziamento da privato a pubblico e che cita il fatto che per questo «andiamo da Castelli, incominciamo a discorrere» e che «in 15 giorni gli ha trasformato un finanziamento lesionato privato e gli ha fatto un’ordinanza per il pubblico». Anche su questo Castelli, che prima di diventare commissario, era assessore regionale nella giunta di Acquaroli, ha avuto modo di spiegare come per legge un edificio privato può mantenere il diritto al contributo anche se viene trasferito ad un ente pubblico.

Il commissario in una nota, che riportiamo in un articolo a parte, e in cui risponde punto su punto ricostruendo il suo ruolo nella vicenda delle ex Monachette, sulla questione di Pistarelli dice: «Per quello che riguarda commenti e gli auspici degli indagati riguardanti un ipotetico coinvolgimento di Fabio Pistarelli nella Struttura commissariale, preciso che mai ho preso in considerazione la possibilità che l’avvocato Pistarelli potesse essere reclutato a qualsiasi titolo all’interno della struttura medesima; circostanza che in effetti mai si è verificata a dimostrazione della totale inconsistenza del “chiacchiericcio” riferito dagli indagati. La mia condotta è sempre stata trasparente, diligente e ossequiosa del principio di legalità. Il resto sono solo millanterie».

(Servizio aggiornato alle 12,30)

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