Botte al padre col casco,
lui lo colpisce all’addome con un coltello
POTENZA PICENA - Oggi si è svolta l'udienza preliminare. Il genitore, 72 anni, ha patteggiato un anno. Il figlio, 41 anni, è stato rinviato a giudizio. Il suo avvocato Rossano Romagnoli: «Puntiamo ad ottenere la legittima difesa. Abbiamo bisogno dei testimoni per provare quanto accaduto»

L’avvocato Paolo Cecchetti
di Alessandro Luzi
Colpisce il padre con un casco, lui lo ferisce con un coltello: il genitore patteggia, il figlio è rinviato a giudizio. Oggi per entrambi si è svolta l’udienza preliminare al tribunale di Macerata davanti al gup Daniela Bellesi. Eros Romoli, 41 anni, e Vittorio Romoli, 72, entrambi di Potenza Picena, sono accusati di lesioni per i fatti che sarebbero avvenuti nella notte tra il 10 e l’11 settembre 2024.
Quella volta, dice l’accusa sostenuta dal pm Manfredi De Aloysio, il 41enne avrebbe colpito più volte il padre alla testa e al volto con un casco. Cosa che avrebbe provocato all’uomo la frattura delle ossa nasali, dello zigomo destro, della mandibola destra e della mascella.

L’avvocato Rossano Romagnoli
Sempre in quell’occasione, il genitore avrebbe colpito il figlio all’addome con un coltello. L’accusa parla di una ferita nella parte sinistra dell’addome evoluta in una «grave peritonite stercoracea», rendendo necessario un intervento chirurgico.
Oggi, nel corso dell’udienza preliminare, Vittorio Romoli, difeso dall’avvocato Paolo Cecchetti, ha patteggiato un anno. La pena è condizionata al percorso di recupero in un centro antiviolenza.
Il gup invece ha deciso per il rinvio a giudizio di Eros Romoli. «Puntiamo ad ottenere la legittima difesa – ha detto il suo legale Rossano Romagnoli -. Abbiamo bisogno dei testimoni per provare quanto accaduto».