«Nuovo ospedale al palo.
Lavori? Non prima del 2029.
Calcinaro fa il gioco di Fermo»

MACERATA - L'ex sindaco Romano Carancini va all'attacco dopo la discussione in Consiglio regionale. Sotto accusa costi e tempi. «Non dobbiamo rassegnarci. Dobbiamo esprimere la nostra indignazione, primo tra tutti a Sandro Parcaroli che invito a incatenarsi ovvero a dimettersi»

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Romano Carancini

«Chi non vuole il nuovo ospedale di Macerata?» è la domanda posta nel prologo di un intervento che porta la firma dell’ex sindaco ed ex consigliere regionale del Pd Romano Carancini dopo l’approvazione ieri del Piano delle opere pubbliche della Regione per il triennio 2026-2028.

Nel mirino i tempi reputati biblici, la querelle interna alla maggioranza sulla quantità di terreno da espropriare ed infine il costo asceso a 300 milioni per le opere murarie. Si parte: «Il costo dell’opera che, secondo il nuovo documento programmatico, è aumentato alla più credibile somma di 300 milioni dopo che il precedente assessore alla sanità Filippo Saltamartini e, soprattutto, il presidente della Giunta regionale Francesco Acquaroli sono andati dicendo per anni che il costo sarebbe stato di 186 milioni, come pure avevano scritto nel piano delle opere pubbliche dello scorso anno. Fumo e bugie inaccettabili. L’investimento di 300 milioni, va precisato, si riferisce esclusivamente alla struttura muraria, non include i costi delle attrezzature sanitarie, gli arredi e le infrastrutture viarie esterne all’opera che insieme, oggi, quotano circa ulteriori 120 milioni. E non pare inutile ricordare che per l’esplosione dei costi complessivi dobbiamo “ringraziare” Francesco Acquaroli il quale nel 2020, all’atto di insediamento, ha inspiegabilmente azzerato la procedura avviata dall’amministrazione che lo aveva preceduto, considerato, fatti alla mano, che, nel 2020, si era giunti alla fase di messa a gara del progetto di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) all’epoca selezionato».

Nel mirino di Carancini anche la tempistica: «Senza considerare i tempi pachidermici con i quali Acquaroli e Parcaroli sono andati avanti negli ultimi 6 anni. Per dare un’idea concreta, senza considerare altri inspiegabili “tempi morti”, basti ricordare che la Giunta regionale si era impegnata con atti formali alla conclusione del Pfte del nuovo ospedale entro il giugno del 2025, come risulta dal disciplinare di gara che assegnava 120 giorni ai progettisti per la redazione finale a partire dall’affidamento della progettazione avvenuto a febbraio 2025. Ma il documento programmatorio del Piano delle opere pubbliche ieri approvato in Consiglio regionale, ci svela altresì che nel 2026, 2027 e 2028 non ci saranno accelerazioni perché le risorse appostate nei rispettivi 3 anni, ammontano ad 5 milioni 249.587 euro (2026), 3 milioni (2027) e 6 milioni (2028) e il resto dell’investimento di 284 milioni 79.830 euro è previsto alle annualità successive. Questo vuol dire che l’opera fisica – sempre che tutto vada bene – non avvierà i suoi lavori prima del 2029».

La fatidica posa della prima pietra: « La prima pietra che Sandro Parcaroli aveva garantito sarebbe stata posata nell’anno 2022 e poi rimandata vanamente in ogni anno successivo, la dice lunga sulla sua reale determinazione a volere il nuovo ospedale». La maggioranza in fibrillazione sugli ettari da espropriare: «Non bastasse tutto ciò – argomenta il Dem Romano Carancini – , in queste ultime settimane, esponenti attuali della maggioranza consiliare in Comune, si inventano una rivendicazione politica sulle dimensioni dell’area per il nuovo ospedale da espropriare, accorgendosi dopo 6 anni che non si dovranno espropriare i 24 ettari circa oggetto della variante ma solo 9. Al di là di ogni altra argomentazione, viene spontaneo chiedere a Sandro Parcaroli e ai suoi assessori di un tempo, che fine ha fatto il protocollo che la Regione e il comune di Macerata hanno stipulato nel 2022 nel quale si dava delega a quest’ultimo di avviare gli atti di esproprio sull’intera area che dovrebbe diventare pubblica? Perché non fu richiesto all’epoca di stralciare oltre 15 ettari dalla delega all’esproprio?».

Accuse anche al nuovo assessore regionale alla sanità: «Dunque, non bastano il fumo e le bugie di Acquaroli, il confuso Sindaco Parcaroli, le “strane” richieste di ridimensionamento dell’area, oggi ci si mette anche il nuovo assessore alla sanità, Paolo Calcinaro, il quale, nel suo primo anno di mandato, non si è degnato di intervenire, spiegare, prevedere, impegnarsi su cosa ne sarà del nuovo ospedale di Macerata. È mia opinione sostenuta da tempo, che la “distrazione” sulla realizzazione del nuovo ospedale di Macerata favorirà inevitabilmente il nuovo ospedale di Fermo, a breve inaugurato, che ovviamente costituirà per utenti, professionisti sanitari, investimenti e mobilità attiva dal nostro territorio un attrattore formidabile».

L’appello: «Macerata non può rassegnarsi. Nonostante i 10 anni di ritardo rispetto a quando sarebbe stato realizzato il nuovo ospedale se Acquaroli non avesse bloccato tutto, nonostante le umiliazioni – per anni – del presidente della Regione verso la storia sanitaria dell’ospedale di Macerata e dei suoi professionisti, penso che comunque occorra battersi per far sentire la voce di questa città, dell’intera comunità provinciale e della politica, troppo flebile per non dire afona. Il nuovo ospedale di Macerata, supera le appartenenze politiche e gli schieramenti perché è un’opera vitale per ognuno di noi, per i nostri figli, per le nuove generazioni, fondamentale se vogliamo sperare in una sanità dignitosa. Come oramai è chiaro sono in molti a non volerlo o comunque a volerlo più tardi possibile: dobbiamo esprimere la nostra indignazione, primo tra tutti il sindaco Sandro Parcaroli che invito a incatenarsi ovvero a dimettersi».

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