La “mosca bianca” Camporotondo:
qui la Tari scende fino al 3,5%.
«La buona differenziata fa risparmiare»
AMBIENTE - A differenza del resto della provincia, dove gli aumenti sono generalizzati, nel piccolo centro si va in controtendenza. I tagli riguardando sia le utenze private che quelle commerciali. Il sindaco Massimiliano Micucci: «Differenziare bene non è soltanto un dovere, ma anche un vantaggio economico tangibile». Paolo Gattafoni, presidente del Cosmari: «Modello virtuoso, purtroppo in provincia sono poche le realtà capaci di esprimere performance di questo livello»

Il sindaco Massimiliano Micucci
Tari in controtendenza: mentre nel resto della provincia gli aumenti sono più o meno generalizzati, a Camporotondo la tassa dei rifiuti scende. È il risultato di una gestione virtuosa della raccolta differenziata che porta il piccolo Comune maceratese tra le realtà più attente alla sostenibilità ambientale e dimostra come una buona gestione dei rifiuti possa tradursi anche in un beneficio economico concreto per cittadini e attività.
Da tempo insignito del titolo di Comune Riciclone, il borgo taglia un nuovo traguardo dimostrando come l’impegno verso la sostenibilità ambientale sia in grado di generare benefici concreti per le risorse economiche delle famiglie e delle attività locali.
A commentare il risultato è il sindaco Massimiliano Micucci: «L’impegno costante nella raccolta differenziata portato avanti da tutte le famiglie, unito alla collaborazione della nostra amministrazione comunale e del Cosmari per la formazione e la cura nella gestione del servizio, ha reso Camporotondo un punto di riferimento tra i Comuni Ricicloni per anni e continua a farci migliorare. Naturalmente si può e si deve fare sempre di più, ma la scadenza della Tari di questi giorni dimostra chiaramente come differenziare bene i rifiuti non sia soltanto un dovere verso l’ambiente, ma rappresenti anche un vantaggio economico tangibile per tutta la comunità, che ora può riscontrare un risparmio reale sulle proprie bollette».
Un beneficio che si traduce in cifre chiare scorrendo il prospetto delle riduzioni Tari previste per il 2026: sul fronte delle attività commerciali e produttive si registra un calo del 3,50% per bar e plurilicenze alimentari, del 3,30% per gli alberghi senza ristorante e agriturismi, del 3,35% per gli agriturismi con ristorazione, del 3,21% per i ristoranti e del 3,45% per le attività artigianali. Non sono da meno i vantaggi per le utenze domestiche, che vedono un’ulteriore sforbiciata sui costi: le unità abitative con un solo occupante beneficiano di una riduzione del 3,30%, quelle con due occupanti del 3,21%, i nuclei di tre persone del 3,24%, quattro occupanti del 3,10% e le famiglie con cinque o più occupanti del 2,70%.
L’importante traguardo è il risultato di un percorso attento e partecipato promosso da sempre dall’amministrazione di Camporotondo di Fiastrone. Proprio nei mesi scorsi si era tenuta una serata, molto partecipata, di formazione con i vertici del Cosmari, durante la quale il Comune aveva dimostrato la propria vicinanza ai cittadini facendo un piccolo investimento: la consegna gratuita a ogni famiglia di un cestino per l’umido da cucina, personalizzato con lo stemma comunale e quello del Cosmari, per rendere le operazioni di conferimento quotidiane ancora più pratiche e per stimolare un trend di crescita continuo.

Paolo Gattafoni
«L’esperienza di Camporotondo dimostra concretamente un principio economico fondamentale – dice il presidente del Cosmari, Paolo Gattafoni – un’ottima raccolta differenziata è il motore principale per ottimizzare i Pef dei Comuni e a cascata la Tari. Purtroppo, in provincia sono poche le realtà capaci di esprimere performance di questo livello. Certo è che nei Comuni più densamente popolati la gestione dei flussi si fa complessa: qui si rende necessaria l’introduzione di correttivi strutturali e metodologici per replicare tali successi su scala maggiore. A livello regionale, un aiuto importante arriverà dalla nuova programmazione impiantistica delle Marche, che ha previsto l’adozione di una moderna tecnologia per la valorizzazione energetica della frazione residua del rifiuto. Il “modello Camporotondo” evidenzia come il successo non dipenda da un unico fattore, ma da un mix sinergico di buone pratiche. Al centro di tutto c’è la collaborazione attiva della cittadinanza, chiamata a differenziare con massima precisione e a ridurre progressivamente la produzione di indifferenziato. Parallelamente, la tutela del decoro urbano richiede tolleranza zero contro gli abbandoni. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, bisognerà pensare a correttivi flessibili nelle modalità di raccolta per le zone con criticità note, consentendo il conferimento nei contenitori nell’arco delle 24 ore. Di concerto dovrà essere potenziata la sorveglianza e favorita l’azione sul campo di un nucleo di facilitatori ambientali per supportare la popolazione; il tutto integrato da una costante attività culturale e di comunicazione focalizzata sulle buone pratiche, partendo proprio dalle scuole. Sul piano degli investimenti strutturali, l’impegno dovrà tradursi nel continuo rinnovo del parco automezzi con veicoli sempre più performanti e meno inquinanti, oltre al costante revamping tecnologico degli impianti di trattamento e dei Centri di Raccolta dislocati sul territorio. Questi sforzi locali si inseriscono tuttavia in un contesto macroeconomico complesso. A livello nazionale si registra infatti una crisi sistemica nella selezione e valorizzazione della plastica da Rsu, penalizzata dalle fluttuazioni dei mercati dei materiali riciclati. L’auspicio è che questa fase di stallo non si estenda ad altre filiere essenziali come quelle di carta e cartone. Nonostante le criticità sistemiche, i risultati di Camporotondo invitano all’ottimismo: sono la prova provata che la strategia delle 5 R (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Raccolta, Recupero) non è una mossa teorica, ma un impianto industriale e civico che, se governato con attenzione e responsabilità, funziona e produce benefici reali per la terra e per le tasche dei cittadini».
Scende ‘al’ o scende ‘del’? Sì, perché se veramente scendesse ‘al’ 3,5% (ne dubito, visto anche l’assenza di discariche) una TARI da – per esempio – 200 euro/anno si ridurrebbe a 3,5% * 200 = 7 euro/anno!
Se invece, il che è ragionevole, scende ‘del’ 3,5%, va a finire al 96,5% * 200 = 193 euro/anno.