Acquaroli ad Arquata e Amatrice
per i dieci anni dal sisma:
«Ricostruzione privata oltre il 60%»
DECENNALE - Il governatore ha partecipato alle cerimonie in due dei comuni più colpiti dal terremoto. «Oggi ricordiamo le vittime, il dolore delle famiglie, delle comunità che purtroppo sono state devastate quella terribile notte. C'è ancora tanto lavoro da fare ma rinnoviamo il nostro più grande impegno per il futuro dei territori colpiti»

Il governatore Francesco Acquaroli ad Amatrice con la premier Giorgia Meloni
«La ricostruzione è la nostra priorità e finalmente possiamo vedere importanti passi avanti. I dati e i numeri ci dicono che ha avuto un’accelerazione significativa: siamo arrivati a oltre il 60% di quella privata, nonostante in molti luoghi gli interventi richiedano uno sforzo straordinario e un livello di qualità elevato».

Da sinistra: Guido Castelli, Stefania Proietti, Francesco Acquaroli, Francesco Rocca, Marco Marsilio
Il presidente della Regione Francesco Acquaroli, oggi, ad Arquata del Tronto, ha preso parte alla giornata dedicata al decimo anniversario del sisma che colpì il centro Italia e fatto il punto sulla ricostruzione. La cerimonia si è aperta nel ricordo delle 52 vittime marchigiane del terremoto e il cardinale Matteo Maria Zuppi ha presieduto la messa.

Le commemorazioni sono proseguite nel pomeriggio ad Amatrice per ricordare le 299 vittime. Presenti, oltre ad Acquaroli, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, gli assessori regionali Francesca Pantaloni e Tiziano Consoli, il sottosegretario alla presidenza della Giunta Silvia Luconi.

«Oggi ricordiamo le vittime, il dolore delle famiglie, delle comunità che purtroppo sono state devastate quella terribile notte che diede il via alle scosse – ha detto Acquaroli -. Sappiamo che dove la distruzione è stata totale la ricostruzione non è semplice, perché ha richiesto e richiede ancora un enorme lavoro e l’impegno costante e quotidiano di tutti gli attori e gli enti coinvolti. Conosciamo il dolore che hanno dovuto affrontare tante persone e intere comunità, e la tenacia nel restare: questo merita il massimo impegno da parte di tutte le istituzioni».

La ricostruzione, oggi, continua a essere la prima priorità. «Nei borghi completamente distrutti e nei centri storici la complessità è enorme. Penso ad Arquata e al progetto, unico al mondo, per la messa in sicurezza e la stabilizzazione della collina e la ricostruzione del centro storico – ha aggiunto il presidente Acquaroli -. Queste consapevolezze ci guidano ogni giorno nel mettere il massimo impegno a tutti i livelli istituzionali. Solo attraverso questo lavoro possiamo continuare ad accelerare e garantire qualità agli interventi. Grazie soprattutto al Governo e al presidente Meloni che ha dimostrato un’attenzione concreta attraverso misure e provvedimenti che hanno contribuito a risolvere questioni e a potenziare la ricostruzione. Penso anche alla Zona economica speciale, fondamentale per affiancare alla ricostruzione edilizia una ripartenza economica capace di attrarre nuove opportunità. C’è ancora tanto lavoro da fare ma rinnoviamo oggi e ogni giorno il nostro più grande impegno per il futuro dei territori colpiti».

Un percorso che trova conferma nei dati della ricostruzione nelle Marche che rappresentano circa il 60% dell’intera ricostruzione privata del cratere. Sono oltre 14.300 i cantieri avviati, dei quali 8.822 già conclusi, con 8,8 miliardi di euro di contributi concessi e 5,9 miliardi già liquidati. Sul fronte della ricostruzione pubblica sono programmati 1.872 interventi, per un valore superiore a 2,5 miliardi di euro.
Negli ultimi tre anni è stato erogato il 70% delle risorse complessivamente liquidate per la ricostruzione privata dell’intero cratere: un cambio di passo che ha consentito di completare e restituire alle comunità scuole, sedi istituzionali, strutture strategiche e servizi pubblici essenziali, oltre a favorire il progressivo rientro di migliaia di famiglie nelle proprie abitazioni.

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