Locandina della discordia,
un avvocato fa denuncia:
«Lede il sentimento religioso»
RECANATI - Il legale Mario Pinelli sul poster disegnato in occasione del Recanati Comics Festival che rivisita l'Annunciazione di Lorenzo Lotto: «Travalica ampiamente i confini del diritto di satira. Evidente derisione oltraggiosa dei simboli e delle figure di massimo riferimento della religione cattolica»

L’avvocato Mario Pinelli
di Alessandro Luzi
Dai banchi della politica, la locandina della discordia finisce sul tavolo della procura di Macerata. L’avvocato Mario Pinelli, residente a Recanati, ha deciso di fare denuncia per vilipendio nei confronti di una religione e di chiedere il sequestro della locandina promozionale del Recanati Comics Festival 2026. L’opera è stata commissionata dall’associazione culturale Arcadia al celebre artista spagnolo Miguel Angel Martin per la sesta edizione del festival che si svolgerà dal 27 al 30 agosto. Si tratta di una rivisitazione dell’Annunciazione di Lorenzo Lotto, opera realizzata intorno agli anni ‘30 del Cinquecento e custodita al museo civico Villa Colloredo Mels di Recanati.
Secondo Pinelli, tutelato dall’avvocato Piero Cavalcanti, «l’immagine raffigurata nel manifesto costituisce un’evidente rielaborazione volgarmente parodistica e dissacratoria dell’iconografia sacra dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria, capolavoro conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. La figura riconducibile alla Vergine ritratta in stato di nudità, con i soli seni parzialmente coperti dal dorso delle mani e in posa d’espressione ambigua, affiancata da un soggetto alato, raffigurante l’Arcangelo Gabriele, ugualmente in stato di nudità, con genitali in vista nonché accessori Bdsm\fetish (collare, guanti e imbracatura) e volto coperto da una maschera antigas, ed altrettanto è a dirsi per la figura di Dio Padre, anch’egli con volto coperto dalla maschera antigas calzante guanti, tutti inseriti in un contesto manifestamente blasfemo, denigratorio, oltre che connotato da violenza e perversione sessuale».

La locandina
Un’opera che per Pinelli «travalica ampiamente i confini del diritto di satira, di critica e di libera manifestazione del pensiero artistico, traducendosi in una profonda lesione del sentimento religioso e in una evidente derisione oltraggiosa dei simboli e delle figure di massimo riferimento della religione cattolica». Cosa che, prosegue Pianelli, «ha offeso la dignità e la sensibilità del sottoscritto e di tutti i fedeli che si identificano nella figura della Vergine Maria, professandone il culto e i dogmi».
«L’Annunciazione è un dogma centrale della fede cattolica – prosegue Pianelli -. Rielaborarla in chiave perversa e profana in un manifesto destinato alla pubblica affissione non costituisce un mero esercizio di satira, ma una grave e ingiustificata ingiuria verso la figura di Maria e, di riflesso, una vera e propria aggressione verso l’intera comunità dei credenti, la cui identità religiosa viene schernita ed esposta al pubblico ludibrio».
Così Pianelli ha chiesto anche il sequestro preventivo di tutte le locandine cartacee, manifesti, locandine, volantini e materiale promozionale raffiguranti l’immagine di Martin «in quanto emerge la portata offensiva, blasfema e vilipendiosa del manifesto. Chiedo l’accertamento dei fatti e delle responsabilità penali in capo all’autore della grafica, agli organizzatori dell’evento e a tutti i responsabili della pubblicazione e diffusione del manifesto». Pinelli chiede anche l’oscuramento e la rimozione di «pagine web, profili social, file digitali e server riconducibili agli organizzatori o ad altri su cui sia presente la stessa immagine, con ordine di oscuramento e rimozione dei contenuti».
Intanto il Comune ha deciso di ritirare i propri loghi dall’evento (ma non il patrocinio). L’associazione Arcadia ieri ha detto che «successivamente all’approvazione dell’illustrazione, quando già avevamo dato alle stampe tutto il materiale promozionale e l’attività di diffusione e promozione era già in atto, l’amministrazione ha deciso di notificare le sue perplessità e ci sono state evidenziate le criticità legate all’illustrazione del manifesto».
L’associazione spiega che «abbiamo operato con solerzia e con la massima disponibilità al fine di trovare una soluzione condivisa, ovvero: rimuovere dal coordinato promozionale il logo del comune di Recanati e quello dei musei cittadini; rinunciare all’affissione del manifesto 6×3 metri; non organizzare la conferenza stampa di promozione dell’evento e non inviare alcun comunicato stampa. Una deriva autoritaria e una volontà censoria che non contribuiscono a consolidare quel dialogo e quel rapporto di fiducia finora intercorso tra la nostra associazione e l’amministrazione comunale».
Oggi il Partito Democratico di Recanati ha attaccato l’assessore Ettore Pelati: «Togliere un logo istituzionale dopo averlo ufficialmente concesso non significa che “va tutto bene” ma che l’assessore è stato politicamente bastonato e sconfessato dal suo stesso sindaco (Emanuele Pepa, ndr)».
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L’Annunciazione NON è un dogma. E’ un evento evangelico collegato con il dogma dell’incarnazione e della maternità divina.