«A dieci anni dal terremoto
ora serve un patto per le persone»

POLITICA - La parlamentare dem Irene Manzi: «Il 70% degli 8 miliardi erogati per la ricostruzione privata sia arrivato dopo il 2023? Tajani dimentica che quegli stanziamenti derivano in larga parte da decisioni assunte prima, dalla legge di bilancio 2017 al secondo finanziamento da 6 miliardi della legge di bilancio 2022, fino al Fondo complementare al Pnrr avviato dal governo Draghi»

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Irene Manzi

«Oggi ricorrono dieci anni dal sisma che ha sconvolto il Centro Italia. Un anniversario in cui ricordare con dolore il drammatico numero delle vittime di quella prima terribile scossa che ha sconvolto il Centro Italia ma che, al contempo, non può ridursi al conteggio dei cantieri aperti o dei miliardi erogati: lo dicono con chiarezza le stesse forze sindacali del territorio, che in questi giorni hanno lanciato un appello che il Partito democratico raccoglie e fa proprio». Sono le parole di Irene Manzi, parlamentare del Partito Democratico.

«Le organizzazioni sindacali marchigiane e le associazioni di categoria, aggiunge la dem, pur riconoscendo i passi avanti sul fronte edilizio, dicono la stessa cosa da angolazioni diverse: una comunità non rinasce con la sola riapertura di un cantiere – prosegue -. Sono ancora 8.700 le famiglie fuori casa, oltre 5mila marchigiane, due terzi percepiscono il contributo per il disagio abitativo e più di 1200 viva ancora nelle soluzioni abitative di emergenza. Un’intera generazione è cresciuta sfollata, lontana dalla propria casa e per questo occorre una valutazione seria del rapporto tra risorse impiegate e benefici reali per popolazione, servizi e lavoro, che il rapporto annuale della struttura commissariale non riesce purtroppo a restituire. La sfida che la classe dirigente nazionale e locale deve cogliere è allora quella di rendere le aree interne attrattive per i giovani, con sanità di prossimità, scuola, trasporti e banda larga, senza servizi, opportunità lavorative ed infrastrutture il rischio è ricostruire borghi vuoti».

Allora si rivolge al Governo: «Su questo terreno, quello vero, chiediamo che si misuri anche il Governo – dice Manzi -. Il ministro Tajani rivendica che il 70% degli 8 miliardi erogati per la ricostruzione privata sia arrivato dopo il 2023. Lo diciamo senza polemica, perché sui numeri va fatta chiarezza: quegli stanziamenti derivano in larga parte da decisioni assunte prima, dalla legge di bilancio 2017 al secondo stanziamento da 6 miliardi della legge di bilancio 2022, fino al Fondo complementare al Pnrr avviato dal governo Draghi. Più di 10 miliardi di euro complessivo stanziati dai governi Conte bis e Draghi, uniti a strumenti indispensabili come il codice della ricostruzione e interventi di semplificazione promossi dal precedente commissario Giovanni Legnini. Che l’erogato cresca negli anni è la fisiologia di ogni ricostruzione, non un merito da rivendicare in solitaria, e non racconta nulla del lavoro ancora aperto, come ad esempio di quante sono ad esempio, Comune per Comune, le famiglie effettivamente rientrate nelle proprie case ricostruite. Questo è il dato effettivo e necessario per misurare l’efficacia e l’effettività della ricostruzione nel decennale dalla prima drammatica e devastante scossa del 24 agosto 2016. Il decennale non può ridursi ad un trionfalistico bilancio di cantieri ma l’inizio di un impegno vero per chi in quei territori ha scelto di restare e ha diritto e speranza di poter tornare».

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