«Bilancio, alle domande dei consiglieri
ha risposto un dirigente.
Allora facciamo a meno degli assessori»

MACERATA - Il Movimento 5 Stelle dopo il via libera alla variazione di bilancio al Consiglio comunale: «Anche il sindaco è rimasto in silenzio. Se la responsabilità politica viene scaricata sui dirigenti, viene meno il senso stesso della giunta»

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Alice Verdicchio e Roberto Cherubini del M5S

«Alle domande dei consiglieri comunali – che svolgono il loro ruolo istituzionale percependo un semplice gettone di presenza – non hanno risposto né l’assessore competente né il sindaco ma un dirigente. Se devono rispondere i tecnici, comunque preparati, allora possiamo fare a meno dei nostri assessori». E’ la stilettata del Movimento 5 Stelle di Macerata a margine del Consiglio comunale di ieri. Una seduta dedicata ai temi di bilancio e all’approvazione della mozione sull’agiografo dell’ospedale di Macerata. La variazione di bilancio è passata con 19 voti favorevoli, 5 astenuti e 5 contrari. Semaforo verde anche alla permanenza degli equilibri di bilancio.

Bilancio che nel corso dell’Assise aveva sollevato le critiche della consigliera pentastellata Alice Verdicchio. «I numeri parlano da soli – dicono i 5 Stelle – aumento delle utenze per oltre 520 mila euro, anticipazione di cassa fino a 25 milioni e più di 33 milioni di crediti non riscossi, con una capacità di incasso sotto il 40%. Questo non è un incidente di percorso, ma il segno evidente di una gestione fragile, senza visione e senza controllo reale».

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Alice Verdicchio in Consiglio comunale

Ma per i pentastellati il punto più grave è politico. «Alle domande dei consiglieri comunali, che svolgono il loro ruolo istituzionale percependo un semplice gettone di presenza, non hanno risposto né l’assessore competente né il sindaco. Ha risposto un dirigente contabile, per quanto preparato. E allora lo diciamo chiaramente: se devono rispondere i tecnici al posto della politica, possiamo fare a meno dei costosissimi assessori. Se la responsabilità politica viene sistematicamente scaricata sui dirigenti, viene meno il senso stesso della giunta. Quello che abbiamo visto è il risultato di una distribuzione delle deleghe basata su equilibri interni, appetiti e logiche di partito, non sulle competenze. Le deleghe ad ambiente e bilancio sono state affidate a figure che negli anni non hanno mai dimostrato una reale conoscenza di queste materie, con interventi su questi temi praticamente inesistenti».

Per i 5 Stelle «non va neanche nascosto il fatto che la delega alla cultura sia stata affidata a chi in Assise ha dichiarato pubblicamente che contattare la mafia in Sicilia per fare i propri affari è normale». Il riferimento è alle parole dell’assessore Lorella Benedetti in un Consiglio comunale nell’estate del 2023, all’epoca consigliera comunale di Fratelli d’Italia. L’attuale assessore si giustificò parlando di un «fraintendimento» e la sua voleva essere solo un’analisi politica.

«Emblematico quanto accaduto in aula – proseguono i pentastellati tornato sul Consiglio comunale di ieri – l’assessora Francesca D’Alessandro costretta a intervenire su questioni non sue e a chiedere supporto al dirigente Castellani, mentre il sindaco è rimasto, ancora una volta, in silenzio. Quando manca l’assessore competente, dovrebbe essere il sindaco a rispondere. Non è successo. Questo silenzio non è casuale, è il segno di un problema politico evidente: un sindaco sempre più marginale. Lo abbiamo visto chiaramente anche sull’ordine del giorno urgente relativo alla sanità: il sindaco ha espresso contrarietà, ma la sua stessa maggioranza – con l’eccezione di Fratelli d’Italia – ha votato contro la sua indicazione. Un fatto politico grave, che certifica una maggioranza divisa e un primo cittadino ormai senza peso».

E concludono: «Non siamo i soli a dirlo: anche Munafò ha parlato di «incompetenza al comando». Una definizione che, per quanto ci riguarda, descrive perfettamente quello che sta accadendo. Noi continueremo a chiedere risposte politiche, non tecniche. Continueremo a chiedere trasparenza, un piano serio per recuperare i crediti, una gestione rigorosa della spesa e soprattutto una giunta all’altezza dei ruoli che ricopre. Perché oggi, purtroppo, vediamo solo improvvisazione e scarico di responsabilità. E Macerata non può permetterselo».

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