La pace delle poltrone incorona Luciani,
eletto presidente con 19 voti (Foto-Video)
MACERATA - Dopo il flop di lunedì e il rimpasto di Giunta con l'ingresso di Deborah Pantana, la maggioranza riesce a far passare l'esponente dei Maceratesi per Parcaroli. Critico Caldarelli (Udc), duro Ricotta (Pd): «Mamma Lega non dimentica nessuno, il sindaco di Recanati ha già ricompensato la Piccioni con una nomina come revisore dei conti». Bagarre per la vicepresidenza, l'opposizione indica Contigiani (Pd) ma la maggioranza elegge Pantanetti che rifiuta: ci sono volute cinque votazioni per eleggere la segretaria dem

Il sindaco Sandro Parcaroli con Francesco Luciani
di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)
Francesco Luciani confermato presidente del Consiglio comunale con 19 preferenze, è l’esito del voto di oggi pomeriggio in Consiglio. La maggioranza di centrodestra torna compatta, almeno per ora. Il primo a presentarsi in aula, un po’ prima delle 15 designate, è il sindaco Sandro Parcaroli, poi in zona presidenza appare Francesco Luciani.

Un momento dello scrutinio
Sugli spalti per la Lega stavolta non c’è il commissario provinciale Lucentini ma solo il vicepresidente della Provincia Luca Buldorini. Per Fratelli d’Italia presenti il coordinatore provinciale Massimo Belvederesi e il consiglier regionale Pierpaolo Borroni. Passano i minuti e la seduta inizia con calma a prendere la forma del numero legale. C’è anche un folto gruppo di addetti ai lavori e di curiosi. L’appello viene fatto dal segretario Benedetto Perroni alle 15,40: mancano soltanto Laura Laviano (Fi) e Silvia Cicconi (Pd).

Deborah Pantana al suo secondo e ultimo giorno da consigliera prima dell’ingresso in Giunta
Si parte con una dichiarazione di voto di Deborah Pantana (Noi Moderati-Civici Marche). «Dopo una lunga riflessione siamo riusciti a portare una nuova pagina di storia della città. Condividiamo l’indicazione di Francesco Luciani alla presidenza del Consiglio». Dunque un passo indietro (o in avanti) di Pantana che ora vota con la maggioranza dopo che la riunione di maggioranza di ieri sera ha deciso per il suo ingresso in Giunta al posto della leghista Oriana Piccioni (leggi l’articolo). Narciso Ricotta chiede al sindaco di comunicare se Pantana parla da consigliera o da assessora.

Marco Caldarelli (Udc) era stato assessore nella seconda Giunta Carancini e nella prima di Parcaroli
Il microfono passa al grande escluso Marco Caldarelli (Udc): «Non vorrei partire con giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa e lunedì le minacce di dimissioni del sindaco. Tranquillizzo il consigliere Luciani e le sue coronarie. Il regolamento indica i 2/3 come quorum iniziale per suggerire una condivisione della minoranza a garanzia di tutti. E’ comunque bene non interferire nei ruoli che sono diversi, non mi piacciono le minacce».

Dopo le tensioni dello scorso Consiglio stavolta Francesco Luciani ha abbracciato Marco Caldarelli dopo l’elezione
Alberto Cicarè, Strada Comune: «Partirei dalla dignità della ex assessora Piccioni che viene fatta fuori in questo modo. Il consigliere Luciani non meritava il trattamento cui è stato sottoposto lunedì scorso, ora verrà eletto presidente con una maggioranza che non gli darà l’autorevolezza necessaria. La dichiarazione di voto è di astensione».

Luciano Pantanetti, Uniamo Macerata: «Il dato oggettivo è che c’è stata una autoreferenzialità della maggioranza che ha escluso da ogni contatto la minoranza, siamo stati spettatori di uno show. Il nostro gruppo voterà scheda bianca».

L’intervento di Luciano Pantanetti
Dai banchi della maggioranza interviene Alberto Tombesi, Fdi: «Si è cercato di riportare a normalità la situazione, invito il sindaco a fare attenzione all’equilibrio tra giunta e consiglieri altrimenti i conti non tornano. Nessuno vive da solo, siamo qui per controllare l’attività della giunta e del consiglio e sarà un controllo rigoroso, sono un soggetto libero. Vorrei dire al consigliere Luciani che lo votiamo in quanto consigliere e non carabiniere».

L’intervento di Alberto Tombesi (Fratelli d’Italia)
Narciso Ricotta, capogruppo Pd: «La maggioranza oggi ha trovato un accordo su Luciani dopo aver buttato fuori dalla giunta Piccioni per far entrare Pantana che lunedì aveva votato contro Luciani. Il sindaco si è piegato ai ricatti per le poltrone. Mamma Lega non dimentica nessuno, il sindaco di Recanati ha già ricompensato la Piccioni con una nomina come revisore dei conti dell’Astea. C’è qualcun altro che reclama un posto? Abbiamo finito? E’ vergognoso quello che state facendo, avete la volta scorsa aumentato gli assessori a nove, un’esagerazione per questa città, le indennità sono aumentate a dismisura, ora si parla anche di un capo di gabinetto. Quanto deve costare questa amministrazione alla città per uno spettacolo indegno come questo?».

Narciso Ricotta, capogruppo Pd
Michele Lattanzi, l’Altra Macerata: «Non solo la Piccioni ha perso la dignità ma anche la politica, mai accaduta una cosa del genere. Tutto questo è accaduto perché la Lega ha solo ambizione di potere, è un partito razzista. Manca il senso istituzionale ma questo lo sapeva anche Caldarelli, non faccia la verginella. Il nostro voto è di astensione».

L’ex assessore Silvano Iommi al suo primo giorno da consigliere di Forza Italia
Silvano Iommi, Forza Italia, ha portato il certificato medico per l’assenza di lunedì: «Il nostro stimato presidente Luciani oggi sarà eletto, non devo aggiungere nulla. Poi condivido quanto detto da Caldarelli sul ruolo del Consiglio comunale. Ci deve essere dialogo e confronto, non il racconto del processo di formazione degli atti amministrativi».

Anche Alice Verdicchio (M5S) si congratula con Francesco Luciani
Alice Verdicchio, Movimento Cinque Stelle: «Il nostro voto di astensione è giustificato dallo spettacolo indegno che avere offerto alla nostra città, le aspirazioni di qualcuno hanno prevalso sul bene comune». Iniziano le operazioni di voto e Francesco Luciani (Maceratesi per Parcaroli) risorge di giovedì dopo il quasi naufragio di lunedì scorso: Luciani è confermato presidente del Consiglio con 19 voti (due in più dei 17 che non si è riusciti a raggiungere lunedì), 11 schede bianche, un voto (forse un lapsus) per l’inesistente consigliere Lanciani.

Francesco Luciani rieletto presidente del Consiglio comunale
Dunque maggioranza compatta (oggi). Il messaggio di Francesco Luciani: «E’ stato più emozionante dell’altra volta, voglio ringraziare in primis il sindaco che ha voluto fortemente questa scelta forse sulla base del mio comportamento nei cinque anni precedenti. Il consigliere comunale è la parte più importante di una amministrazione comunale, fatemi ringraziare la mia lista. Oggi è stato eletto Francesco Luciani nella sua qualità di consigliere, un saluto alla mia Lanciano ai miei genitori che non sono potuti venire».

Luciano Pantanetti con Gianluca Tittarelli e Laura Copparoni
Infine il voto per il vicepresidente del Consiglio che deve essere indicato dalle minoranze: accordo sul nome di Ninfa Contigiani (segretaria cittadina del Pd) proposto dal capogruppo Dem Narciso Ricotta. Fumata nera alla prima votazione: 11 preferenze per Contigiani e venti le schede bianche, il voto è segreto ma i numeri coincidono con i componenti della maggioranza e dell’opposizione.

Ninfa Contigiani, segretaria cittadina del Pd
La scena si ripete anche per il voto bis. Alla terza votazione altra fumata nera: il quorum si abbassa a 17 preferenze ma Contigiani non passa lo stesso. Come dire che la maggioranza non gradisce la segretaria del Pd (11 voti) e vorrebbe scegliere l’ex presidente Luciano Pantanetti (18 voti) come vicepresidente ma l’eletto rifiuta («grazie per la fiducia, non so se era una provocazione, ma non accetto») e l’opposizione non molla la presa. Altra sospensione, stavolta chiesta dalle opposizioni.

Luciano Pantanetti
Quarta votazione con la minoranza che insiste su Ninfa Contigiani e la maggioranza che la contesta essendo – è la tesi esposta dal capogruppo di Fdi Pierfancesco Castiglioni – la segretaria cittadina di un partito e dunque non sarebbe imparziale: «Siamo disposti a votare chiunque tranne che lei per il ruolo che ricopre».

Nemmeno la quarta votazione pone fine a una strategia politica poco comprensibile da parte della maggioranza e Ninfa Contigiani continua a non avere i numeri, stavolta la maggioranza indica la dem Cicconi. Lo spettacolo continua si direbbe, se non si trattasse di un Consiglio comunale. Infine fumata bianca alla quinta votazione: Ninfa Contigiani eletta con 20 voti.

In chiusura il sindaco Parcaroli ha presentato la Giunta comunicando che questa mattina gli sono arrivate le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Oriana Piccioni (Lega) dicendo che sarà sostituita con un’altra donna (l’accordo è stato già fatto su Deborah Pantana).
(ultimo aggiornamento alle 18,58)

Luca Buldorini (Lega) sugli spalti


Pierpaolo Borroni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia

Gianluca Tittarelli e Narciso Ricotta

Piefrancesco Castiglioni, capogruppo di Fratelli d’Italia, con gli assessori meloniani Renna e Tasso


Alberto Cicarè (Strada Comune)

Michele Lattanzi (Altra Macerata)









































E da questo momento in avanti… occhio a come vi comportate, perché a rimandarvi tutti a casa ci vogliono due minuti.
Questa è la sensazione che mi hanno lasciato alcune dichiarazioni rilasciate nel post voto da esponenti della maggioranza. Se il messaggio era quello di richiamare tutti all’ordine, allora significa che gli equilibri sono molto più fragili di quanto si voglia far credere. E quando si arriva a far capire che la permanenza di una maggioranza dipende dal comportamento dei suoi stessi componenti, vuol dire che la fiducia non è poi così solida.
Allora, se ho ben capito, questo signore che è stato eletto come presidente del consiglio comunale dopo un classico giro di poltrone non è neppure di Macerata, come altri mi sembra, ma di Lanciano. Nulla di strano, anche il sindaco non è maceratatese. Peccato che i soldi con cui vengono pagati sono invece dei maceratesi. Ma questo non è importante. Inoltre esistono degli intoccabili e quindi mi pongo il quesito: perchè? Ho insistito per portare i miei ragazzi e mia moglie a votare, è un diritto e un dovere, ma questa è stata sicuramente l’ultima volta per tutti noi.
La cosa positiva è che questo giro di poltrone sia avvenuto in un giorno nel quale sono state assegnate le lauree. Potremo, così, sfruttare il passaggio del Cosmari per pulire le strade dai coriandoli dei festeggiamenti e dai conati di vomito dei maceratesi dotati di dignità.
Finalmente si e’ sbloccata la situazione, l’amministrazione del PARCAROLI-BIS può cominciare a lavorare x altri 5 anni.
E da questo momento in avanti tutti a cuccia per cinque anni !!! Vi eravate illusi eh…adesso fa ancora piu’ male….mi dispiace !!!
Chiedo per un amico. Se gli emolumenti fossero molto più bassi, ci sarebbe stata questa bella sceneggiata in salsa maceratese?
E come d’incanto il pomo della discordia scompare.Del camiciaio,del dadaista delle luci,dell’organizzatore di sagre, dell’intoccabile nessuna traccia.Nessuno lo nomina nei suoi interventi,non compare in nessuna foto e nell’articolo nessun commento.E senza il Sarto chi metterà una pezza a questa ignobile sceneggiata?
Basta chiedere e con l’aggiunta di alcune foto il fantasma pur nella penombra ricompare.Mah.
Habemus Papam!…
Che pena …….
Le Poltrone Della Pace,
per la pace e il ben di tutti,
e per non finire in brace,
mescolato ancora i frutti;
certo il buon politicare,
tra sorpassi e sgomitate,
manco fossi il Giro a fare,
ma son tante le puntate;
che politica è pur corsa,
per potere aggiudicarsi,
salvo poi star nella morsa,
di chi impone il da farsi;
ma il da farsi è personale,
quasi sempre sì funziona,
e pel popolo bene o male,
tirar basta alla buona;
anche se pur lor signori,
e ormai popolo è avveduto,
d’altri fili son colori,
tanto conta il provveduto… m.g.
…molto per se…e un po’ per altri…gv
Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L’artigiano a mirar l’umido cielo,
Con l’opra in man, cantando,
Fassi in su l’uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell’acqua
Della novella piova;
E l’erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo a’ suoi studi intende?
O torna all’opre? o cosa nova imprende?
Quando de’ mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È’ diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.
(Giacomo Leopardi)
…Massimo, passata la tempesta, seguiranno i cicli delle quattro stagioni e con tutto quel che esse comportano…compresa la pizza…gv
Poi, puntuale come un orologio
arriva il mentecatto di turno a fare finta che vada tutto bene. Anzi, riesce perfino a essere felice di come sono andate le cose.
quando non si vuole vedere la realtà, anche il disastro può sembrare un successo….Penso che come problemi ne abbia più del suo socio..
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